QUANDO L’UOMO DIMOSTRA LA CRUDELTA’ ASSOLUTA: NELLE ISOLE FAROE CENTINAIA DI DELFINI MASSACRATI PER LA “FESTA” SHOCK

I video circolanti sul Web lasciano sgomenti. L’uomo, che vanta il suo status di essere dall’intelligenza superiore, può esser capace di crimini così atroci? Evidentemente sì e, probabilmente, siamo meno evoluti di quanto si possa pensare. Un branco di delfini pilota, anche noti come balene pilota (nome scientifico Globicephala melas), sono stati letteralmente massacrati durante l’undicesima grindadrap dell’anno, la tradizionale caccia ai cetacei che si tiene nelle Isole Faroe. La mattanza disumana, che non ha eguali nel mondo animale, è stata documentata dai volontari di Sea Shepherd Conservation Society che, attraverso la campagna Operazione Fiordi Insanguinati (Operation Bloody Fjords), tenta di impedire le innumerevoli stragi di cetacei che si consumano nell’arcipelago dell’Atlantico.

Il massacro ha avuto luogo lo scoro 27 agosto nella baia di Vestmanna, piccolissimo villaggio che conta poco meno di 1.200 abitanti sull’isola di Streymoy. Quando il branco di delfini è stato avvistato un gruppo di imbarcazioni ha levato l’ancora per lanciarsi all’inseguimento. Gli animali sono stati rapidamente accerchiati e stressati per oltre 5 ore. L’operazione, stando a quanto spiegano i volontari della Sea Shepherd, ha l’obiettivo di stremare i cetacei che, sfiniti, cercano rifugio verso le coste. In questo caso, va precisato, i globicefali non sono liberi di dirigersi dove vogliono, ma vengono in qualche modo accompagnati dalle imbarcazioni verso una precisa spiaggia dove ad attenderli c’è una folla armata… I cetacei non avevano scampo. Circondati dagli umani sono stati uccisi, attraverso la recisione del midollo spinale. Come anticipato nessun esemplare è stato risparmiato, neppure i piccoli o le femmine incinte, alle quali sono stati strappati dal ventre i feti. I poveri delfini, estremamente intelligenti e sociali, hanno compreso ciò che stava accadendo e hanno sofferto tantissimo. Per loro è stata un’agonia infinita. La baia si è tinta di rosso e, raccontano i volontari, impotenti, nell’aria vi era l’odore acre del sangue.

Il giorno precedente la mattanza, il 26 agosto, è capitato qualcosa di simile. Due iperodonti boreali, specie a rischio estinzione la cui popolazione complessiva non tocca i 10mila esemplari, si erano spiaggiati sull’isola di Streymoy ma nessuno è intervenuto per aiutarli, anzi… non appena si sono accorti di loro gli abitanti ne hanno approfittato per ucciderli e macellarli. Nel 2019 lungo le coste della piccola isola sono stati massacrati circa 640 cetacei.

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