RICORDI DELLA GUERRA: L’AEROPORTO DI MANOVRA DI S’ACQUA COTTA DI VILLACIDRO

Archivio Barbieri: Sei S79 della 19° Squadriglia in missione di guerra nei cieli sardi
di DARIO DESSI'

Una settimana prima che l’Italia entrasse in guerra a fianco della Germania, il 3 giugno del 1940, il 28° Gruppo si trasferiva a Villacidro, in provincia di Cagliari, nell’aeroporto di  manovra  s’Acqua Cotta. Da quella casa cantoniera aveva preso il nome il più vasto campo di aviazione militare della Sardegna.

Il 10 Giugno 1940, primo giorno di guerra, l’8°Stormo B.T. era stato schierato nell’aeroporto di Villacidro, dal dove, alla data del giorno 15, alcuni  S79  effettuarono la  prima missione bellica della Regio Aeronautica contro obbiettivi francesi in Corsica.

Nel mese di giugno del 1940 erano presenti in Sardegna un centinaio di bombardieri, una trentina di ricognitori e una quarantina di caccia.

A Villacidro gli addetti alla manutenzione degli S79 erano costretti ad operare all’aperto o al massimo sotto ripari di fortuna.
Il carburante veniva pompato a mano e le bombe caricate a braccia. 
Ai bordi del campo era stato allestito un punto ristoro, protetto da alcuni teli tesi tra pali di legno, dove gli avieri andavano a rifocillarsi con panini e bibite.

L’aeroporto si estendeva su una buona parte della pianura esistente tra Funtana Stadi, Pimpisu, Fattoria del Re e s’Acqua Cotta. All’arrivo dello stormo, era stata prontamente requisita l’Azienda Agricola di Pimpisu, distante cinque chilometri dall’aeroporto. Nella villa padronale avevano trovato posto il comando della X Brigata Aerea Marte, ed  il suo  Comandante  Generale Cagna, oltre agli alloggi e alla mensa ufficiali. Una buona parte delle case coloniche adiacenti furono invece destinate agli alloggi e alla mensa dei sottufficiali. Nella così detta Fattoria del Re, a pochi chilometri dal campo d’aviazione, erano stati sistemati gli uffici del Comando Aeroportuale, il Reparto Servizi, l’Ufficio Amministrativo e l’Autoreparto mentre una parte di quella vasta struttura era stata trasformata in alloggi per il personale tecnico e specialista, e dove una scuderia  adattata  alla meglio in  mensa per il personale di truppa.

In quell’aeroporto,  tra i velivoli schierati in linea di volo erano state sistemate delle tende, adibite a uffici e a laboratori per la manutenzione dei  velivoli da parte del personale tecnico.  Il materiale aeronautico assegnato a  ogni squadriglia era, in parte, custodito in quelle  tende e, in parte, sistemato all’aperto, protetto, alla meglio,  da  tendoni impermeabili.

Dai rapporti trimestrali dell’aeroporto, si apprendeva che giornalmente venivano eseguite visite di controllo per l’osservanza delle norme di pulizia e di igiene dei locali, degli utensili di cucina, dell’acqua, delle carni macellate e dei viveri in genere.  Per la truppa e il personale addetto ai servizi erano state allestite delle latrine da campo, che venivano periodicamente disinfettate  con calce idrata e  soluzione concentrata di creolina. Poiché non era garantita la potabilità dell’acqua esistente nei pozzi artesiani disseminati nel vasto territorio aeroportuale, si ricorreva al rifornimento quotidiano  di acqua che veniva  prelevata dall’Acquedotto Comunale di Villacidro. Ogni giorno due autobotti da 3.500 litri,  compiendo una decina di viaggi, mai a carico completo  per le disastrate condizioni delle strade, erano in grado di trasportare 25.000 litri d’acqua, che soddisfacevano il fabbisogno giornaliero indispensabile per le cucine, le mense,  gli alloggi  e le altre esigenze aeroportuali.

Eppure da quell’aeroporto gli S79 dell’8° Stormo stava per  iniziare una consistente attività bellica  contro le basi aeree  francesi in Corsica e in Algeria e la flotta inglese che navigava nel mar Mediterraneo occidentale tra Gibilterra, Malta e Alessandria d’Egitto.In quell’aeroporto detto anche Trunconi ebbe, per la  prima volta,  sede il Comando della X Brigata Aerea Marte,  che disponeva di due stormi da bombardamento: l’8° Stormo, comandato dal Col. Ferrante, sardo, nato a La Maddalena, formato da  due gruppi  il 27° e il 28° dislocati in loco e il 32° Stormo, che schierava i suoi bombardieri S79 nell’aeroporto di  Decimomannu, a una quindicina di chilometri da Cagliari.

Sempre in quei giorni gli apparecchi in carico alla 19° Squadriglia erano: 7 trimotori da bombardamento tipo S79,  che erano stati sistemati lungo il lato nord del campo, distanti l’uno dall’altro, in modo da ridurre  i danni eventuali causati da un attacco di bombardieri nemici.

Il personale navigante in forza alla 19° Squadriglia, tra ufficiali, sottufficiali e personale di truppa, era costituito da una sessantina di Piloti e Specialisti. Tra i quali, appartenenti allo stesso equipaggio,  c’erano il S. Tenente Pilota Celestino Tomelleri, il Sergente Pilota richiamato Sestilio Gentiletti, il 1° Aviere motorista trattenuto Renato Barbieri e l’Aviere  Allievo Armiere  b.f. Salvatore Pulina.

7 risposte a “RICORDI DELLA GUERRA: L’AEROPORTO DI MANOVRA DI S’ACQUA COTTA DI VILLACIDRO”

  1. Mio nonno, buon’anima, lavorò nell’impresa che costruì e allesti l’aeroporto di Trunconi; visse a Villacidro per 4 anni. Gli aerei tedeschi di stanza a Trunconi erano gli Juncker 88, caccia bombardieri a medio raggio d’azione

  2. Buona sera
    mio padre fu richiamato per la guerra ,proprio in quell’aereoporto
    e io conservo le foto di quei luoghi e e di mio padre durante la guerra.

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