SOLO IL SILENZIO, OPERE DI IGINO PANZINO E MARIA JOLE SERRELI: AL “MANCASPAZIO” DI NUORO DAL 20 APRILE AL 4 MAGGIO

di CHIARA MANCA

Solo il silenzio

Opere di Igino Panzino e Maria Jole Serreli

MANCASPAZIO

Via della Pietà 11, Nuoro

20 Aprile – 4 Maggio

Venerdì e Sabato dalle ore 18:00 alle ore 20:00

Vernissage Sabato 20 Aprile ore 18:30

A cura di Chiara Manca

Solo il silenzio

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca. (Charlie Chaplin)

La quarta mostra di MANCASPAZIO, accoglie le opere di Igino Panzino e Maria Jole Serreli in una bi personale dedicata alle foglie.

Le celebri rappresentazioni realizzate da Panzino solo pochi anni fa si legano alle opere inedite di Serreli, ultime nate della produzione Ikigai, presentata in anteprima a Milano e già richieste per un’importante mostra in Cina.

Le foglie sono il respiro del mondo, metafora della vita umana e del cambiamento fisico a cui tutti gli esseri viventi sono soggetti.

Verdi e giovani, ancorate ai rami, crescono, ingialliscono, si staccano e cadono a terra, tornano alle radici, in un ciclo che scandisce le stagioni, in continuo cambiamento.

Questo silenzioso e lento mutamento, è raccontato in mostra attraverso le carte incise dell’artista sassarese Igino Panzino, dove colori e forme, lontani dalla realtà scientifica, sono il mezzo per arrivare alla purezza formale. Le venature delle foglie, vengono marcate dalle piegature della carta che rendono ancora più tridimensionale e concreta l’immagine, conservandone la leggerezza.

Maria Jole Serreli, torna alla pittura dopo le sperimentazioni di FiberArt, mai completamente abbandonate, il filo rosso che ha caratterizzato la sua produzione degli ultimi anni scompare e resta il colore impresso dalle foglie, sulle tele.

Le campane di vetro custodiscono foglie spezzate e ferite, a cui Serreli ridà corpo e forma con inserti di antichi pizzi dei primi del Novecento, apparentemente fragili, diventano immagini di resistenza e forza, di lotta e rinascita. Il critico d’arte Flaminia Fanari scrive “ritrovano la propria ragion d’essere semplicemente nel respirare e nel dare respiro all’umanità intera al ritmo di un tempo finalmente naturale”.

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