CINQUE PICCOLE AQUILE SI RIPRENDONO LA SARDEGNA: PORTATI DALLA SPAGNA E DALLA FRANCIA PER RIPOPOLARE L’ISOLA DELLA SPECIE SCOMPARSA 40 ANNI FA

di FEDERICO FORMICA

L’aquila si sta riprendendo la sua isola. I primi cinque pulli di aquila di Bonelli stanno crescendo e presto saranno pronti per spiccare il volo. Sarà la prima volta dopo circa 40 anni in Sardegna, dove questa specie era scomparsa dagli anni Settanta del secolo scorso. Questa aquila di medie dimensioni, il cui nome scientifico è Aquila fasciata, si riconosce in volo da una macchia bianca sul dorso. È un predatore agile e potente, sia in volo che a terra, e una “buona forchetta”: mangia mammiferi, uccelli e rettili. A reintrodurre i cinque “pargoli” nel parco naturale regionale di Tepilora, nel Nuorese, è stato l’Ispra con l’aiuto dell’agenzia regionale sarda Forestas nell’ambito del progetto europeo Aquila-a-Life. I pulli sono nati in due centri di riproduzione in cattività: quattro in quello francese e uno in quello spagnolo. In questo momento vivono in una voliera di ambientamento ma sono quasi pronti essere liberati. Finora, infatti, erano troppo piccoli per poter volare. In Europa l’aquila di Bonelli è un predatore tipico delle foreste mediterranee: la si trova in Francia meridionale e in Spagna, fino alle  due isole maggiori italiane e la Calabria. Negli ultimi decenni del secolo scorso, però, in Sardegna e in Calabria è lentamente scomparsa. “I motivi non sono chiari, ma il sospetto è che sia sparita per una serie di prelievi dai nidi, per collezionismo o per falconeria”, spiega Fernando Spina, referente Ispra del progetto. Il risultato è che, fino ad oggi, l’areale dell’Aquila di Bonelli presenta un “buco” proprio all’altezza del nostro paese, nel Mediterraneo occidentale. Ripopolare la Sardegna è importante anche per questo, restituire alla specie i suoi luoghi: “Il nostro obiettivo è quello di ricostruire il flusso genico, cioè uno scambio tra esemplari della stessa specie, tra la popolazione siciliana e quelle spagnola e francese”, continua Spina. Il progetto ha già raggiunto un importante obiettivo, ma è solo all’inizio. Sono previsti rilasci di altri pulli ogni anno fino al 2022. Quanti? “Il più possibile, non sappiamo ancora quanti riusciremo a portarne in Sardegna il prossimo anno. Di certo, la disponibilità del governo spagnolo e andaluso a prelevare alcuni pulcini dai nidi che si trovano nei loro territori è un’opportunità in più”. In Spagna, infatti, l’aquila di Bonelli è molto diffusa. Per evitare che il vecchio “vizietto” di rubare pulcini dal nido si ripeta, gli esperti del progetto Life stanno giocando d’anticipo. “Informazione e consapevolezza sono le parole chiave – dice ancora il ricercatore Ispra – per questo stiamo coinvolgendo le realtà locali, compresi i cittadini, associazioni animaliste e venatorie: vogliamo che tutti comprendano quanto è importante riportare questo animale in Sardegna, per contribuire a preservare gli equilibri ecologici degli ambienti mediterranei, offrendo al contempo un ulteriore volano per il turismo naturalistico sull’isola”. Per la Regione si tratta infatti di un’opportunità anche a livello economico: rapaci maestosi come Aquila fasciata possono infatti attirare molti turisti e appassionati di bird watching.

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