NEL 2018 UN ALTRO CENTENARIO A GONNESA. I 100 ANNI DI PIETRO CIREDDU: OMAGGIO A MIO PADRE

ph: Pietro Cireddu

di LUCIA CIREDDU

Martedi 24 luglio 2018, nel paese di Gonnesa, nel Sulcis, si è festeggiato il 100mo compleanno di Pietro Cireddu, (all’anagrafe Pietrino). Nato nelle campagne gonnesine nel 1918. Circondato da tantissimi paesani e parenti ma soprattutto coccolato dai suoi 10 figli, 22 nipoti e 11 pronipoti. Un bel traguardo, se si pensa che Pietro ha cominciato a lavorare come servo pastore dall’età di 7 anni,fino ai 17 anni e inoltre diventando orfano di padre a soli 16 anni. Nel 1936 a 18 anni inizia la sua esperienza legata al mondo del lavoro minerario lavorando nella miniera di Seddas Moddizzis, successivamente si sposta a Bacu Abis altro paesino minerario dove lavora come addetto allo scarico delle berline che trasportano il carbone all’esterno dei pozzi. Ed è in quel piccolo paese nel 1940 che trova il grande e unico amore della sua vita Grazia Ballisai.

Nel 1941 Pietro parte per il servizio militare, dove rimane per 3 anni al sevizio dello Stato.

Nell’agosto del 1942 durante una licenza decidono di sposarsi nonostante le difficoltà economiche che vive tutta l’Isola.

Pietro e Grazia iniziano cosi la loro vita di coppia anche se per diversi periodi dell’anno  sono costretti a stare lontani, per via degli obblighi militari di Pietro. Ciò non impedisce ai giovani sposi  di iniziare a mettere su una bella e numerosa famiglia. Ben 12 figli! 6 maschi e 6 femmine. Purtoppo a causa delle malattie i primi 2 di loro vengono a mancare in tenerissima età. Pietro non si risparmia, nel dare il giusto sostentamento alla famiglia. Finito il servizio militare entra a lavorare nelle miniere di carbone di Seruci, lasciando la moglie sempre col cuore in gola, perché si sa, che chi ha lavora nelle miniere conosce la sottile paura che prende entrando nelle viscere della terra.

Il rischio della terribile silicosi, malattia che prende i polmoni, e quando aggredisce non lascia scampo, i pericoli degli incidenti legati alla miniera stessa sempre in agguato. Ma  Pietro non può scegliere, e mentre la famiglia aumenta vede che il salario non basta più, e allora da lavoratore instancabile è costretto a lavorare anche nei campi.

La moglie comunque, oltre a dargli i figli e pensare a fare quadrare i conti non lo lascia solo nei sacrifici, contribuisce anch’essa al bilancio famigliare, cucendo e sferruzzando e impastando per notti intere. Fino a quando raggiunge finalmente l’età di andare in pensione.

Ovviamente,per Pietro lasciare la miniera non vuole dire sedersi e godersi le giornate  con altri interessi, ci sono i figli ancora piccoli. Quindi si rimbocca le maniche e va a zappare e coltivare negli orti, e ad allevare animali, la famiglia prima di tutto!

Poi il destino nel 2012, dopo 70 anni di vita in comune lo separa, dopo lunga malattia, dalla mamma dei propri figli con cui ha condiviso tutta una vita. Dopo un momento di grandissimo sconforto, ma supportato dai figli e nipoti, riesce ancora a dare un senso alla vita. Essere presente per loro.

Oggi Pietro compie i suoi CENTO ANNI, e nonostante la vista sia diventata molto debole  e gli acciacchi si fanno sentire non rinuncia alla sua passeggiata quotidiana per raggiungere gli amici di “panchina “ dove passare qualche ora a scambiare opinioni sia di calcio che di politica. E’ sempre stato nonostante non abbia frequentato la scuola,una persona curiosa del mondo che lo circonda, ha imparato a leggere per seguire il suo giornale quotidiano. Come non si fa mancare ancora oggi durante il pranzo un bicchiere di vino e la tazzina di caffè a fine pasto. Nonostante sia sempre stato una persona riservata,  in famiglia è una persona solare, e non è raro sentirlo fischiettare e cantare a “mutetus”. Nel vederlo in questo giorno circondato dall’affetto e l’amore dei suoi cari, e di tante persone di Gonnesa che gli hanno dimostrato una grande stima, non si può che augurargli ancora ATERUS ANNOS cun saluri.

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