DA COPENAGHEN, DOVE VIVE, EMMA FENU RACCONTA LE DONNE DI SARDEGNA

ph: Emma Fenu

di FEDERICA CABRAS

«Sono fatta di sole e di neve, di coste a strapiombo sul mare e di spiagge immacolate, di aurore ventose e di notti stellate, di miele e di mosto, di nenie e di lemmi declinati al femminile. Comunico gettando ponti levatoi di parole, incurante della tempesta, e impasto i ricordi di epoche mai vissute con la farina del futuro»

La scrittrice Emma Fenu nasce e cresce respirando il mare di Alghero. Dopo un soggiorno in Medio Oriente, si trasferisce a Copenhagen, dove abita tuttora. Ogni cinque anni per esigenze lavorative cambia nazione o continente. È laureata in Lettere e Filosofia e ha all’attivo un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione. Si occupa di Storia delle Donne e di Letteratura e di Iconografia di genere, recensisce libri e intervista scrittori, gestisce un gruppo Facebook e un sito internet (Cultura al Femminile), tiene corsi di scrittura creativa e insegna italiano agli stranieri. Ha pubblicato il romanzo-inchiesta “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, la silloge di poesie e racconti “Sangue e miele”, la fiaba contro i pregiudizi sessisti “Il segreto delle principesse”, la silloge di filastrocche “E da una fiaba che tutti arriviamo”, la saga familiare ambientata in Sardegna “Le dee del miele” e il saggio su Maria Maddalena “Nero rosso di donna. L’ambiguità della femminilità”.

Emma, lei scrive per Milena Edizioni, è presidente del sito “Cultura al Femminile”, gestisce il gruppo Facebook “Letteratura al femminile”, recensisce libri e collabora per varie testate, intervista scrittori, viaggia spesso per lavoro e molto altro. Come è possibile coniugare tutto ciò?  Mi piace vivere intensamente, mi piace comunicare, mi piace ascoltare. Mi nutro di passione irrefrenabile, senza saziarmi mai.

Lei si occupa molto di donne, nei suoi libri e saggi. Studia, analizza e scandaglia l’animo femminile in tutte le sue sfumature. Quando e come è nata la voglia di occuparsi dell’intero universo in rosa? Durante gli anni dell’università iniziai ad appassionarmi di Storia delle Donne, fino a scegliere di dedicare la mia tesi di Laurea a Eva, la progenitrice, colei che addentò la mela e sacrificò l’immortalità per bramosia di conoscenza. Siamo tutte figli e figlie di quel morso generativo che ci ha gettati nell’utero della Storia.

Parla spesso anche di maternità, non tralasciando nemmeno il suo versante cupo, l’infertilità, il desiderio non esaudibile di avere un bambino. È proprio questo il tema di “Vite di Madri”. Ci può spiegare da cosa nasce questo libro e cosa rappresenta? “Vite di Madri” nasce dalla voglia di dare voce a quante sono invitate a tacere, per non intaccare lo stereotipo sessista della madre sempre felice e perfetta. Cinque anni fa lanciai un appello su un forum invitando le donne infertili nel ventre o nell’anima a raccontarsi: raccolsi 152 storie e ne formulai 13 per inserirle in un romanzo-inchiesta sul lato oscuro della maternità ma anche sulla capacità di generare e generarsi che appartiene all’universo femminile.  Tutte le donne sono madri, indipendentemente dalla presenza di figli biologici o adottivi; tutte le donne sono madri di idee, sogni, progetti; tutte le donne possono partorire se stesse, rinascendo, e accogliere l’altro.  La stesura di questo libro mi ha “curata”, aiutandomi a metabolizzare la mia endometriosi e infertilità, consentendomi di maturare come persona e di migliorare come tutor di corsi di scrittura terapia, oltre che di scrittura creativa.

In “Le dee del miele” lei ambienta la storia nella sua terra natia, la Sardegna. Cosa rappresenta per lei quest’isola? Quanto ha influenzato il suo percorso essere nata in una terra così piena di tradizione, così densa di leggenda, così spettacolare? Io mi identifico con l’Isola. Sono fatta di sole e di neve, di coste a strapiombo sul mare e di spiagge immacolate, di aurore ventose e di notti stellate, di miele e di mosto, di nenie e di lemmi declinati al femminile. Comunico gettando ponti levatoi di parole, incurante della tempesta, e impasto i ricordi di epoche mai vissute con la farina del futuro.  Ho scoperto la forza ancestrale della “sardità” grazie al mio vivere da espatriata, prima in Medio Oriente e ora a Copenhagen: il tesoro prezioso della differenza, regalo della multicultura, non è contrasto né in conflitto con il senso di identità.

Cosa troviamo in questo libro? “Le dee del miele” è una saga familiare al femminile che attraversa tutto il Novecento narrando le vite delle protagoniste, legate fra loro da cordoni ombelicali di sangue, parole e visioni ultraterrene, e portando a riflettere sullo scontro-incontro fra la tradizione, gravida di mistero e antiche memorie, e il progresso.

Quanto c’è di autobiografico in ciò che scrive? Io sono ciò che scrivo, non solo quando racconto vicende autobiografiche, ma anche quando la ricerca sul campo o quella storica mi portano a immedesimarmi nell’altro. I nostri sogni, e i nostri incubi, si traducono sulla carta in realtà svelando l’intimità più profonda.

Recentemente è uscito il suo saggio sulla figura misteriosa, da sempre circondata da un alone di mistero, di Maria Maddalena. Può raccontarci come le è venuta l’idea di fare un’analisi approfondita su una figura storica così controversa? Durante il mio Dottorato di Ricerca decisi di dedicarmi ad un’altra figura femminile, dopo la progenitrice, in cui si ritrovano e sintetizzano archetipi della coscienza collettiva: Maria Maddalena. La Santa, infatti, è il filo rosso che lega Eva, la seduttrice, con Maria, la pura, ed esprime il desiderio e la paura maschile nei confronti dell’insolubile enigma femminile. Non a caso molte sono le leggende e i falsi storici che riguardano Maria Maddalena, la quale non fu una peccatrice pentita, ma una donna libera dal triplice ruolo di virgo, mater e vidua che la società patriarcale impone al sesso muliebre.

Lei è stata la coordinatrice dell’evento contro la violenza sulle donne “Mille voci contro la violenza”. Ci può raccontare? È già possibile trovare la raccolta di racconti nata in seguito a questo incontro? Credo molto nell’importanza di ideare, progettare e realizzare eventi corali che affrontino temi di interesse collettivo, anche se scomodi, all’apparenza. Occupandomi di storia e letteratura al femminile, ossia delle donne e sulle donne, non posso non essere attiva contro il sessismo, cercando di dare voce a quanti, uomini inclusi, si impegnano per un futuro migliore, basato sul rispetto della differenza e sull’armonia.  Lo scorso anno, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ho coordinato un evento, intitolato “Mille voci contro la violenza”, che si è svolto il 26 novembre presso il Politeatro di Milano e ha coinvolto circa quaranta rappresentanti della cultura. Scrittori, poeti, musicisti, artisti, avvocati, editori, volontari e testimoni dirette si sono messi in gioco sul palco, nella convinzione che le parole e l’arte possono cambiare il mondo.  Per raccogliere i fondi necessari a sostenere le spese relative alla location, molti autori hanno donato un proprio racconto a tema, dando origine a una bellissima antologia, dal titolo omonimo all’evento, tutt’oggi acquistabile come e-book sui principali store online e sul sito di Milena Edizioni.  Non è stata un’esperienza isolata: sto già mettendo in moto cuore, cervello e mani per una replica dell’evento in un’altra città di cui, per ora, non svelo il nome.

Cosa è la scrittura per lei? Una privilegiata forma di interazione e confronto con l’altro che mi porta a conoscere meglio me stessa e a “crescere” con consapevolezza.

Progetti per il futuro? A breve sarà edita, sempre per Milena, una mia raccolta di filastrocche illustrate per bambini che trattano il concepimento, naturale e tramite fecondazione assistita, e l’adozione. Nel frattempo, sto scrivendo un romanzo storico e un romanzo intimista a quattro mani e sto iniziando la ricerca bibliografica per un prossimo saggio.

La domanda che non ho fatto è…? Sei felice? Sì: nonostante le difficoltà, quali il cambiamento periodico di nazione o continente, per esigenze lavorative di mio marito, e la ricerca di un figlio con fecondazione assistita, mi considero una donna fortunata: amo e sono molto amata.

https://www.vistanet.it/

3 risposte a “DA COPENAGHEN, DOVE VIVE, EMMA FENU RACCONTA LE DONNE DI SARDEGNA”

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