LA SENSIBILITA’ AMBIENTALE DI GIOVANNI ATZENI E L’ASSOCIAZIONE “PLANT FOR THE PLANET”

ph: Giovanni Atzeni

di SARA MASCIA

Giovanni è uno tra i più giovani attivisti ambientali, oggi ha 17 anni ma ha iniziato a 11 anni quando per caso si è imbattuto nella storia di Felix Finkbeiner, un ragazzo tedesco che a 9 anni dichiarò di voler piantare 1 milione di alberi in Germania. Felix ha poi fondato l’associazione Plant for The Planet e Giovanni è diventato uno dei 2 presidenti del consiglio direttivo. Con lo slogan “Stop Talking, Start Planting” di fatto contrastano l’inquinamento globale da emissioni di CO2. Il consiglio è composto da 28 ragazzi che provengono da varie parti del mondo e si riunisce una volta al mese in videoconferenza per fare il punto della situazione. Giovanni ha deciso di piantare 1 milione di alberi in Sardegna partendo da Sassari, la sua città. Prima chiede gli alberi all’Ente Forestale, poi cerca gli spazi idonei e poi li pianta. Ha già piantato 323 alberi ma la storia continua.

Giovanni, come e’ nato il tuo interesse per l’ambiente? Il mio interesse per l’ambiente è nato in maniera abbastanza casuale, si può dire che non sapevo neanche bene cosa stessi facendo. Per caso mi sono imbattuto nella storia di Felix, il fondatore dell’associazione Plant for the Planet, e ormai non mi ricordo neanche per quali motivi ho deciso di entrarci e di cominciare a fare qualcosa. é stato col tempo che poi ho cominciato a capire la gravità del problema del cambiamento climatico, di cui pochi comprendono la reale portata, e degli altri problemi ambientali che piantando alberi possiamo contribuire a risolvere e contenere

Tramite quali canali media ti tieni informato? Mi tengo informato tramite i giornali, specialmente online, a volte mi capita di leggere il settimanale Internazionale. Non mi informo sui social network, girano troppe notizie false e di cui non si può rintracciare la fonte

Parlaci della tua esperienza in Plant for The Planet. Si potrebbero dire tante cose sull’associazione, a partire naturalmente dal lavoro che svolgiamo, che è importantissimo per il futuro dell’umanità intera e specialmente delle generazioni più giovani, che saranno quelle maggiormente colpite dagli effetti negativi del cambiamento climatico, lavoro che specialmente qui in Italia viene eccessivamente sminuito, forse per la poca conoscenza e comprensione del problema. Ma a parte questo Plant for the Planet, essendo un’associazione presente a livello mondiale, è stata una bellissima possibilità di potermi confrontare e stringere amicizia con ragazzi della mia stessa età proveniente da tutti i continenti. Oggi abbiamo la sensazione di vivere nel mondo molto più delle generazioni passate, e forse è vero, ma spesso, e specialmente in questo periodo di rinascita di profondi sentimenti razzisti lo vediamo, siamo più chiusi e impauriti del diverso di quanto ci piace ammettere. Nell’associazione invece ho avuto modo di confrontarmi con persone di tutte le culture di persona, di poter parlare con loro e di poter essere un vero cittadino del mondo.

Nei ragazzi di oggi c’e’ una sensibilità ambientale secondo te? Per quanto riguarda la domanda sulla sensibilità ambientale nei giovani la risposta è si e no. Oggi nei programmi scolastici i problemi ambientali, fra cui il cambiamento climatico, sono entrati nei programmi e vengono trattati; purtroppo però spesso vengono relegati in fondo e ciò ne sminuisce la reale importanza e urgenza, oltre a non permetterne una vera conoscenza. Un gran numero di giovani presentano una sensibilità ambientale maggiore delle generazioni precedenti ma purtroppo c’è ancora molta indifferenza

Come vedi il futuro della terra. Il futuro del nostro pianeta è appeso ad un filo. Teoricamente abbiamo fatto passi avanti con gli accordi di Parigi per contenere le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra, ma tutti sappiamo che gli impegni presi non saranno assolutamente sufficienti per salvare il nostro pianeta da molte delle catastrofi naturali che colpiranno il nostro pianeta nel futuro a causa del cambiamento climatico, perciò è assolutamente necessario fare di più. Per non parlare di tutti gli altri tipi di inquinamento delle nostre terre e soprattutto, elemento spesso sottovalutato, dei nostri mari e oceani, che vivono in una situazione veramente drammatica di inquinamento di tutti i tipi.

Cosa vuoi fare da grande? Non ho ancora idee molto precise per il mio futuro, da un lato vorrei continuare il mio impegno nel sociale, non solo per quanto riguarda i problemi ambientali ma anche per quanto riguarda altre tematiche come questioni di genere e razzismo, ma dall’altro ho anche tante passioni e devo ancora capire quale di queste voglio perseguire nel futuro. Mi piace molto il teatro, soprattutto i musical, e anche il cinema, e poi come tutti i ragazzi musica e cose del genere, in generale devo comunque ancora capire bene cosa devo fare.

 

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