NELLA GIORNATA DELLA FESTA DEL PAPA’, UN NONNO SARDO RIFLETTE SULLA “SARDITUDINE” IN RAPPORTO ALLA NIPOTINA, APPENA NATA A LONDRA

Bromley, i nonni di Julia Pulina davanti alla gelateria di Gianfranco Zola (immagine di Giovanna Trianni)

di PAOLO PULINA

Nel giorno  della Festa del papà (19 marzo 2018), Massimiliano Perlato, a conoscenza del fatto che ero a Londra  dove il  primogenito Gianluca è diventato papà di Julia il 16 marzo, mi ha fatto  un “regalo” che ho accettato volentieri ma che mi  ha messo un po’ in apprensione, dovendo parlare di me e del figlio primogenito. Dato che Tottus in Pari si occupa dei sardi nel mondo, Massimiliano mi ha chiesto di parlare della mia condizione di papà di un  sardo (per la parte paterna) stabilitosi fuori d’Italia, in un grande Paese europeo.

Bene, da dove cominciare? Dal fatto che le opportunità lavorative che si sono presentate all’estero al primogenito –  a Londra come digital solutions architect – hanno convinto mio figlio sardo-pavese, al pari dei suoi coetanei sardi-sardi, a cercare una sistemazione lavorativa fuori dei confini nazionali. E a decidere di  fissare la residenza e di formare una famiglia in Gran Bretagna.

Per chi come me ha lasciato nel 1967 il piccolo paese di Ploaghe e la città di Sassari per iscriversi alla Università Statale di Milano, compiendo quindi un salto abbastanza audace per la metà degli anni Sessanta, è stato naturale considerare la decisione del figlio come  replica a un più alto livello – adeguato alla società del Terzo Millennio – di una scelta coraggiosa di cercare una sistemazione  professionale adeguata  lontano dall’ambiente di nascita e di maturazione.  Lui e sua moglie Giovanna usano l’aereo come io uso i treni o le corriere: hanno quindi ben superiori possibilità di esplorare e di conoscere il  mondo. Ma quello che è legittimo chiedere a un padre sardo sposato con Marinella (di padre siciliano e di madre oltrepadana) è quanta “sarditudine” può resistere nel figlio diventato cittadino britannico. Certo rimane l’amore per la terra del padre ma è difficile  aspettarsi  che sia priorità  per lui –  impegnato peraltro in obblighi lavorativi ben diversi da quelli routinari di un lavoro in un ufficio pubblico – trovare il tempo per seguire iniziative culturali sarde programmate a Londra, metropoli, peraltro, in cui non esiste da anni un posto  fisico di incontro  per i sardi emigrati (e infatti si sta almeno cercando, da parte della Regione Sardegna, di crearvi un polo aggregativo virtuale). La “sarditudine” sottoposta a diverse mescidanze – prima di natura regionale italiana, poi di carattere nazionale e internazionale – resta un substrato  destinato a difficilmente riemergere anche se  stimoli efficaci potrebbero contrastare l’inevitabilità di questo esito infruttuoso. La riflessione potrebbe essere approfondita (probabilmente Massimiliano voleva che parlassi anche  del ruolo professionale svolto dal nostro primogenito  ma per queste informazioni c’è Linkedin…).

Mentre festeggiamo la Festa dei papà con una torta comprata nella gelateria del sardo (per meriti sportivi nominato “baronetto” da Sua Maestà la regina d’Inghilterra)  Gianfranco Zola, a qualche fermata di autobus – nel borgo londinese di Bromley – dalla abitazione di Gianluca, il pensiero va alla piccola Julia: quando compirà 18 anni –  nel 2036 – quale tasso di “sardità” resterà nei suoi cromosomi e, soprattutto, quale percentuale di “sarditudine” emergerà nella sua struttura emozionale?

Per la prima domanda la risposta potrà venire dalla genetica. Per la  seconda questione sarà determinante l’individuale psicologia interculturale della nipote che lei maturerà anche – ovviamente – in rapporto all’ influenza di altri richiami culturali espressi, per quanto riguarda Julia, dalla madre Giovanna (gallipolina-pavese-londinese) e dalla nonna Rosalba.

 

7 risposte a “NELLA GIORNATA DELLA FESTA DEL PAPA’, UN NONNO SARDO RIFLETTE SULLA “SARDITUDINE” IN RAPPORTO ALLA NIPOTINA, APPENA NATA A LONDRA”

  1. Carissimo Paolo
    Benvenuto nello stupendo mondo dei nonni!!!!! AUGURI!!!!!
    Hai verbalizzato tanti concetti che più di una volta ho avuto in mente!!!!

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