UN GRANDE PATRIMONIO DA NON DISPERDERE: TRENINO VERDE, SINO AD OGGI TANTE CHIACCHIERE E PROMESSE VANE

di Barbagia Express

 “Il calendario triennale di viaggi sulle linee turistiche del Trenino Verde consentirà per la prima volta agli operatori di poter fare affidamento su un servizio stabile, regolare e con date certe”. Così, nel maggio 2016, la Regione Sardegna annunciava lo stanziamento di 15 milioni di euro per il Trenino Verde nel triennio 2016-2018. Eppure, da quella data il grande attrattore turistico del centro Sardegna ha vissuto una lunga serie di peripezie che sembrano senza fine. Proprio nel 2016 è stata interrotta la linea Mandas-Arbatax per problemi di manutenzione riguardanti alcuni ponti e l’armamento ferroviario in Ogliastra. Contemporaneamente, la linea Mandas-Sorgono veniva ‘mozzata’ a Laconi, tagliando fuori gran parte del suo tracciato e tutto il territorio della Barbagia di Belvi e del Mandrolisai. Ad inizio stagione, gli operatori turistici si trovavano nella situazione opposta a quella auspicata dalla Regione: un servizio irregolare e con nessuna certezza sulle date. I disservizi venivano presentati come conseguenza della vetustà delle ferrovie, con quasi 130 anni di attività. Proprio perché così antiche, per quanto ancora sorprendentemente solide, le strutture ferroviarie del Trenino Verde necessitano di una manutenzione regolare. Invece, troppo spesso si è aspettata la fine dell’inverno, a ridosso dell’inizio della stagione turistica, per far partire test e manutenzioni.

Impossibile rimediare per tempo a eventuali problemi. Mentre si parlava di rilancio del Trenino Verde, alcuni amministratori regionali lasciavano trapelare in realtà un certo fastidio nei confronti del trenino. Si parlava di costi eccessivi e di selezionare alcuni dei chilometri di linea più belli per la manutenzione, sacrificando il resto. Eppure, chiunque conosca le linee sa che i paesaggi più belli sono quelli più lontani da officine e depositi ferroviari, e che chiudere quanto vi è in mezzo non è tecnicamente possibile. Soprattutto, sorprendeva il calcolo ragionieristico nei confronti di quello che è stato e può ancora essere uno dei simboli del turismo in Sardegna, al punto che tanti ne auspicano una candidatura all’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Nell’agosto 2017, una legge nazionale ha inserito tutte le 4 linee del Trenino Verde (Mandas-Arbatax, Mandas-Sorgono, Sassari-Tempio- Palau e Macomer-Bosa) tra le 18 ferrovie in Italia da preservare e valorizzare perché “caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico”.

Il Trenino Verde è un vettore insostituibile per il turismo in ampie aree del centro Sardegna, che sono già alle prese con spopolamento e crisi economica. Chi conosce il Trenino, sa che il suo indotto è importante: per ogni euro di biglietto, il turista ne spende generalmente il triplo in ristorazione, alloggio e acquisto di prodotti sardi a chilometri zero, soldi che restano nell’economia ‘resistente’ del centro Sardegna. Come si può parlare di rilancio e valorizzazione delle zone interne se poi si tagliano le poche infrastrutture che ancora consentono a quelle aree di sopravvivere? Da recenti studi, emerge inoltre come il turismo naturalistico, culturale e archeologico resti poco sviluppato nell’isola, mentre i viaggiatori sono sempre più attratti da questo tipo di esperienze e lamentano l’assenza dei relativi servizi in Sardegna.

Che cos’è il Trenino Verde, se non uno straordinario tramite per accedere proprio al patrimonio ambientale, archeologico e culturale sardo? Per i turisti, il Trenino è occasione imperdibile per visitare splendide aree della Sardegna – dai tacchi dell’Ogliastra ai boschi del Gennargentu e ai vigneti del Mandrolisai – dove altrimenti difficilmente si recherebbero. Parliamo di ferrovie e di territori la cui bellezza è certificata da grandi ambientalisti e scrittori. Dopo aver viaggiato sulle più belle ferrovie d’Europa, Fulco Pratesi sosteneva che la Mandas-Arbatax fosse un concentrato eccezionale di tutto quanto aveva visto in precedenza. L’esperienza in Sardegna del grande scrittore britannico D. H. Lawrence, narrata nel libro Sea and Sardinia, è indissolubilmente legata al suo viaggio sulla Mandas-Sorgono, dalla quale ammirò il verde del Gennargentu e numerose straordinarie opere di ingegneria ferroviaria ottocentesca, tuttora esistenti. Ancora oggi, sono tantissimi i viaggiatori italiani e stranieri che restano incantati dalla bellezza dei panorami ammirati dal Trenino.

Indubbiamente, è necessario un rilancio e potenziamento del progetto Trenino Verde che coinvolga operatori privati, amministratori pubblici e territorio. È quanto noi operatori di Barbagia Express cominciavamo a fare nel 2017 nella linea Mandas-Sorgono, puntando su internazionalizzazione e destagionalizzazione del prodotto, una forte promozione sui social media, e soprattutto sull’interconnessione con il tessuto agroalimentare e culturale dei territori attraversati. I primi risultati lasciavano ben sperare, grazie anche alla riapertura dell’intera linea e alla disponibilità dell’Arst: treni a noleggio pieni in primavera, con visite guidate in tutti i principali centri toccati dalla ferrovia, e pienone anche nei treni a calendario estivi dell’Arst. Ci arrivava anche il plauso e importante sostegno della leadership di Confindustria Sardegna Centrale.

Poi, sul più bello, lo stop: linea chiusa da fine agosto per cavilli burocratici (fino ad allora si era viaggiato senza problemi), mentre gli operatori preparavano l’accoppiata Trenino-Autunno in Barbagia, che pareva molto promettente anche in relazione ai tanto decantati obiettivi di destagionalizzazione del turismo. Non sono bastate le manifestazioni popolari di fine agosto 2017 in tutte le stazioni della Mandas-Sorgono, con la partecipazione di numerose amministrazioni comunali del territorio: non è arrivata nessuna proroga, si è persa l’ennesima occasione. È passato l’autunno, sta passando l’inverno, e i lavori di manutenzione sulla Mandas-Sorgono non sono cominciati, mentre quelli sulla Mandas-Arbatax sono in forte ritardo. I danni causati dagli incendiari in Ogliastra e le nuove norme di sicurezza arrivate a dicembre da Roma non hanno semplificato i lavori. Le cause dei problemi del Trenino Verde sono però da ricercarsi altrove: se manca la volontà politica, se le manutenzioni cominciano sempre in ritardo, se non si crede (nei fatti) al turismo nelle zone interne, ogni imprevisto diventa un ostacolo insormontabile.

Barbagia Express – insieme ad altri operatori e amministratori locali – sta provando a sensibilizzare opinione pubblica e politica sull’importanza di salvare il Trenino, patrimonio identitario dei sardi e della Sardegna dal grandissimo valore. Di recente, mentre cercavamo di lavorare al potenziamento e all’internazionalizzazione dell’offerta turistica per il 2018, ci siamo trovati di fronte alle ennesime, gravi incertezze sull’inizio dei viaggi del Trenino e abbiamo lanciato una petizione per salvare la linea Mandas-Sorgono. Ora il futuro del Trenino Verde pare a rischio anche sulle altre sue tratte storiche. È necessario uno sforzo collettivo e convinto da parte di Regione, Arst, operatori e territorio per preservare questo grande patrimonio, valorizzarlo e trasformarlo in volano per l’economia del centro Sardegna.

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