“FIGLIA MIA” DI LAURA BISPURI IN GARA AL FESTIVAL DEL CINEMA DI BERLINO: IL FILM E’ STATO INTERAMENTE GIRATO IN SARDEGNA

Da sinistra Sara Casu, Alba Rohrwacher, Valeria Golino

di Bruno Culeddu

Il 2017 è stato un anno straordinario per il Cinema “Made in Sardegna”.

La ciliegina sulla torta è arrivata in queste ore con l’annuncio che il film “Figlia mia” di Laura Bispuri, girato interamente nella nostra Isola, è tra i dieci lungometraggi selezionati per partecipare al concorso del prossimo Festival del cinema di Berlino, in programma dal 15 al 25 febbraio 2018.

Il Festival Internazionale del Cinema di Berlino, nato nel 1950, è una delle manifestazioni cinematografiche più prestigiose in ambito internazionale. Ogni anno attira circa 500.000 visitatori da tutto il mondo e ospita in media oltre 20.000 addetti ai lavori provenienti da 120 nazioni, tra cui 4.000 critici e giornalisti. Alla fine di ogni festival, una giuria internazionale conferisce alle migliori opere gli ambiti Goldener Bär (Orso d’oro) e “Silberner Bär” (Orso d’argento).

“Figlia mia” racconta di una bambina divisa tra due madri.

Vittoria vive un’esistenza tranquilla con il papà e la mamma. È felice e ha un rapporto molto forte con la madre. Per una serie di vicende inizia a frequentare una donna che abita a 3 km di distanza, in aperta campagna, e nasce con lei un rapporto fortissimo. Scoprirà poi che è la sua vera madre. Nasce così un triangolo tra questa bambina e le due mamme; lei si sente profondamente divisa, perché è legatissima alla madre che l’ha cresciuta ma è attratta da quest’altra donna.

Valeria Golino è Tina, madre amorevole che vive in rapporto simbiotico con la piccola, Alba Rohrwacher è Angelica, una donna fragile e istintiva, dalla vita scombinata. Rotto il patto segreto che le lega sin dalla sua nascita, le due donne si contendono l’amore della figlia. Vittoria, di 10 anni, è interpretata dalla piccola Sara Casu di Alghero. Capelli rosso carota, pelle chiarissima, assomiglia sorprendentemente alla Rohrwacher. Il padre è invece interpretato dal pastore sedilese  Michele Carboni, già protagonista di “Ballo a tre passi” di Salvatore Mereu e prima pandela all’Ardia di Santu Antine dell’anno scorso. Il cast è completato dall’attore tedesco Udo Kier.

 Laura Bispuri, romana, è tra i più interessanti registi del nuovo cinema italiano. “Figlia mia” è il suo secondo lungometraggio. Il primo, “Vergine giurata”, presentato alla Berlinale 2015 come unico film italiano in concorso, ha ricevuto un’accoglienza calorosissima da parte del pubblico e il consenso unanime della critica internazionale. La regista vanta il David di Donatello 2010 per il miglior corto con “Passing Time” (l’opera era stata anche selezionata tra gli otto cortometraggi più belli del mondo della “Short Film Golden Night” organizzata dall’Académie des César di Parigi) e il Nastro d’Argento, vinto nel 2011 con “Biondina” come talento emergente dell’anno.

 “Figlia mia” è stato scritto dalla stessa regista con Francesca Manieri. Tra gli altri autori: Vladan Radovic (fotografia), Carlotta Cristiani (montaggio), Nando Di Cosimo (musiche originali), Antonella Cannarozzi (costumi) e Ilaria Sadun (scenografia). 

Le riprese sono durate 6 settimane con una troupe di 57 persone ospitate nel comune di Cabras, una delle location del film insieme a Riola Sardo, San Vero Milis e Oliena. 

Il lungometraggio è stato prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film e Alessandro Usai e Maurizio Totti per Colorado Film con Rai Cinema, uscirà nelle sale a febbraio, e sarà distribuito in Italia da 01 Distribution e all’estero da The Match Factory. 

Il film ha ottenuto il sostegno di Eurimages, del MibacT – Direzione Generale Cinema e della Regione Sardegna. La Fondazione Sardegna Film Commission, che ha supportato il progetto, non nasconde la soddisfazione per il risultato: per la prima volta dalla nascita della fondazione un film realizzato nella nostra regione entra infatti in concorso alla Berlinale.

 “Siamo orgogliosi di aver sostenuto questo progetto sin dalla sua genesi – ha detto il presidente della Fondazione Sardegna Film Commission Antonello Grimaldi – Un invito nato come sfida creativa si è trasformato, anche grazie all’impegno della Sardegna Film Commission nel supportare la regista e la produzione, in una storia dal respiro internazionale con un’anima sarda, non soltanto nelle location e nella storia, ma anche attraverso i tanti professionisti isolani coinvolti”.

 

L’opera, oltre al beneficio del supporto creativo e dell’assistenza logistica (casting e location scouting) della Sardegna Film Commission, ha ricevuto il contributo finanziario di 192.500 euro previsto dalla Legge Cinema regionale, collocandosi al primo posto tra i lungometraggi ammessi al finanziamento.

Giuseppe Dessena, assessore regionale della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, ha commentato l’ammissione del film a Berlino con queste parole: “Siamo orgogliosi e soddisfatti del lavoro portato avanti, di come è stata rappresentata l’isola a livello internazionale in chiusura di un anno davvero d’oro per il nostro cinema”.

Figlia mia“, che rappresenterà l’Italia a Berlino, dovrà vedersela a febbraio  con Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di Gus Van Sant (USA), “Dovlatov di Alexey German Jr. (Russia/ Polonia / Serbia), “Eva di Benoit Jacquot (Francia), “In den Gängen (In the Aisles)” di Thomas Stuber (Germania), “Mein Bruder heißt Robert und ist ein Idiot di Philip Gröning (Germania), “Twarz (Mug)di Ma?gorzata Szumowska (Polonia),”Isle of Dogs” di Wes Anderson (USA), “The Bookshop” di Isabel Coixet (Spagna, Gran Bretagna, Germania) e “Das schweigende Klassenzimmer (The Silent Revolution)” di Lars Kraume (Germania).

Indovinate per chi faremo il tifo. 

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