L’ARTISTA CHE SPOPOLA FRA LE STRADE DI LONDRA: FRANCESCO PORCEDDA A SUON DI BEATBOX E’ MR. FOX


di Giulia Cocco

È Francesco Porcedda, in arte Mr. Fox, il “sardo nel mondo” di cui parleremo oggi. Nato a Guspini ma residente a Londra, sta spopolando grazie alla sua passione per la musica, facendo l’artista di strada con la beatbox, disciplina musicale nella quale lui si diletta. Sta facendo della musica il suo lavoro principale. Questo talento nostrano è infatti capace di riprodurre, solo con l’ausilio della bocca e della voce, qualunque tipo di suono lui desideri creando melodie talmente particolari da stupire chiunque.

Ciao Francesco! Quanti anni fa ti sei trasferito a Londra? Mi sono trasferito quando avevo vent’anni, faccio tre anni a dicembre.

Di cosa ti occupi esattamente? Per il momento ho un lavoretto part time, ma oltre questo mi occupo di “basking” , cioè faccio l’artista di strada, che mi ha permesso per un anno e mezzo di guadagnare al punto di farne il mio lavoro principale e vivere di questo. Adesso lavoro come cameriere ma tornerò a fare solo basking.

Raccontaci la tua esperienza artistica. Ho sempre fatto musica fin da piccolo, in realtà da circa 9 anni. Sono partito a Londra per esigenze personali, anche per coltivare la mia passione, cioè la musica, ma non sono partito con l’idea di fare l’artista di strada, ecco, ho avuto appunto l’ispirazione nel momento in cui ho visto altre persone farlo e rendendomi conto che oltre a fare dei soldi, esibendomi per strada, avrei anche potuto farmi un nome.

Qual è il tuo genere esattamente? Questa domanda mi spiazza un po’, anche perché io ti direi Rap, però non è proprio quello. A me piace tutta la musica e sapendo fare beatbox, voglio sperimentare diversi tipi di generi. Ho iniziato da piccolo facendo Rap e beatbox, però ho cominciato a unire le due cose tre anni fa, auto-producendo basi e testi. Quindi in generale è Rap, ma amo spaziare negli altri campi.

Qual’è la tua esibizione tipo? Io ho uno speaker alimentato a una batteria esterna, uso un microfono e la loopstation, un apparecchio che serve per campionare i suoni che, collegato al microfono, riproduce i suoni che io faccio con la beatbox mandandoli in loop e permettendomi di creare una base istantaneamente. I miei set hanno una durata di venti minuti, faccio un set di sola beatbox e alla fine dell’esibizione canto sulla mia base utilizzando la loopstation.

Cosa provi durante le tue esibizioni? È difficile attirare l’attenzione dei passanti? Sì e no, perché c’è molta curiosità in strada. La gente quando vede un esibizione dal vivo è molto curiosa e si ferma spontaneamente, quindi oltre questo, se uno ci sa fare e riesce a andare oltre la curiosità inizia anche ad avere un buon pubblico ed è a posto. Quello che sento è soddisfazione, le persone non sono costrette a fermarsi e a guardarti, non hanno pagato un biglietto, sono persone che stanno andando o tornando da lavoro e se si fermano è perché gli fa piacere stare a guardarti, quindi sì, sono soddisfatto per questo.

Hai già pubblicato una traccia online, hai idea di creare un cd? Sì, la traccia che ho pubblicato diciamo che era un esperimento, non ho mai registrato seriamente. Ma sì, il mio obiettivo è quello di creare un cd, le basi sono già tutte pronte, rimane solo da registrarle e cantarci sopra il testo.

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