LUIGI CRESPELLANI: POLITICA, CULTURA ED ETICA. A ROMA, IL RICORDO DEL PRIMO SINDACO DI CAGLIARI DEL DOPOGUERRA

Luisa Saba, Carlo Porcella Crespellani, Antonio Maria Masia

di Antonio Maria Masia

Nella sala Zuccari del Senato, completamente affollata anche di giovani, è stato non solo piacevole, ma pure estremamente utile e formativo ascoltare gli importanti conferenzieri intervenuti raccontare la personalità e l’esperienza politica di Luigi Crespellani: primo Sindaco di Cagliari del dopoguerra, primo Presidente della Regione Sardegna, primo presidente del Credito Industriale Sardo, Presidente del Conservatorio e dell’Ente Lirico di Cagliari e poi Senatore per due legislature. 

Dopo il saluto del presidente del Senato Pietro Grasso, e dopo la proiezione di un breve documentario con interessanti immagini sulla città di Cagliari dopo i bombardamenti al tempo di Crespellani, i conferenzieri introdotti da Carlo Porcella Crespellani (il nipote), onorevoli Antonello Zanda, Antonello Soro, Bruno Tabacci, l’Assessore Cristiano Erriu, Luca Lecis, Umberto Allegretti, Teresa Crespellani (la figlia) hanno ricostruito con bravura e passione la figura dell’uomo e del politico sempre rispettoso della legalità e corretto, sensibile e solidale che ha improntato tutta la sua attività di professionista (era avvocato) e di uomo delle istituzioni al servizio dei cittadini. Un uomo di pace e di amore, che non va dimenticato, autonomista convinto e operante, mai indipendentista, si sentiva profondamente sardo, ma anche italiano ed europeo. Da parte mia, a nome del Gremio, ho sottolineato, come risulta anche dal libro “Il Gremio” (che ho consegnato alla famiglia) quanto Luigi Crespellani, socio benemerito della nostra Associazione, personalità di grande cultura artistica e musicale sia stato vicino alla comunità dei Sardi di Roma. Inaugurò, come Presidente della Regione Sarda, nella primavera del 1950, la Mostra d’Arte Moderna e quella contemporanea dei Bronzetti Nuragici, organizzata dal Gremio, presso la Galleria Nazionale D’Arte moderna a Roma, Valle Giulia, concludendo il suo intervento con queste parole: “Con questa manifestazione che si compie nel nome dell’Arte, la Sardegna vuole, soprattutto, in questo nuovo affermarsi dei suoi valori spirituali che trovano nel regime autonomistico argomento e sostanza di vita, riaffermare l’indissolubilità dei vincoli ideali che la legano alla civiltà italica, che ha in Roma il titolo più alto della sua esaltazione”

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