LA VOCE DEI MINATORI DELLA MINIERA DI OLMEDO, CONTINUITA’ E PERSEVERANZA AD ABBATTERE IL TEMPO E IL SILENZIO


di Samantha Giusti

La terra e le sue ricchezze, il lavoro duro di chi porta alla luce e rende fruibili alla comunità i suoi frutti, siano essi cresciuti al sole o maturati nel suo grembo in un susseguirsi di tempi, di cui spesso l’uomo moderno ha perso cognizione; risorse che nel tempo e nello scandirsi dello sviluppo economico hanno ridisegnato una geografia di mancate corrispondenze tra l’abbondanza di ciò che la terra offre, la dignità di chi su quella terra è nato, e logiche economiche e politiche spesso discordanti che nel loro sterile autoalimentarsi rimangono indifferenti al grido di coloro a cui non vengono riconosciuti diritti di base in una Repubblica che come la nostra si dice fondata sul lavoro.

Da quasi vent’anni i minatori della miniera di Bauxite di Olmedo lottano per vedere riconosciuti diritti inalienabili, per una comprensione chiara e trasparente di decisioni che prese lontano da quella terra e dalla fatica di chi la lavora hanno condizionato la loro vita e lo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui vivono.

Il 4 Settembre 2017, data della scadenza del bando d’interesse per l’affidamento della concessione mineraria, 30 minatori stanchi di promesse prive di fondamento decidono di occupare le gallerie e il sito minerario, cercano la certezza di un posto di lavoro siglata in un accordo commerciale e poi stritolata in una logica perversa di mancati accordi tra Regione e le aziende interessate.

Nonostante le inadempienze dei privati, i tempi elefantiaci delle istituzioni, la tenacia e la continuità dimostrata dalla protesta dei minatori della miniera di Omedo negli anni, rimane una voce a cui dare risonanza, laddove il rispetto per l essere umano e l’ambiente, è il punto di inizio per una nuova economia che ha al suo centro il riconoscimento della dignità singola e collettiva.

Ma cerchiamo di capire meglio gli elementi che nel tempo combinandosi tra loro hanno determinato la difficile situazione in cui i lavoratori si trovano oggi, la storia è una miniera quasi sempre a cielo aperto.

La presenza di un deposito di  bauxite nel sottosuolo nella zona della Nurra viene  accertato a partire dal 1979 dalla Progemisa S.p.a, società costituita nel 1970 dall’Ente Minerario Sardo (EMSA), attraverso attività di ricerca ,carotaggi e studi, in seguito ai quali fu svolta una valutazione complessiva del giacimento in tutti i suoi aspetti, dalla stima delle riserve in sito alla caratterizzazione geomeccanica, dalla progettazione mineraria fino all’ analisi dei costi. 

Nel 1992 l’Assessorato regionale dell’industria  rilascia  la concessione mineraria per il giacimento di Grazioleddu, vicino  Olmedo, alla Società Sarda Bauxite S.p.a, che inizia così l’attività di estrazione, la miniera da lavoro a circa cento persone tra minatori,operai e impiegati. Inizialmente controllata dall’Ente minerario sardo, la Sardabauxiti, viene privatizzata alla fine degli anni Novanta dopo un lungo periodo di crisi.  La concessione mineraria  rilasciata all’ ingegnere Andrea Binetti infatti viene revocata nel 2007 dalla stessa Regione per il mancato pagamento di canoni per l’attività estrattiva ponendo così termine ad una vertenza con la società suddetta. Dopo aver esaminato a lungo i bilanci il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia contestò a Binetti e Acetti la distrazione di denaro, quasi un milione di euro, dalle casse della Sardabauxiti verso altre società. Un fallimento quello dell’ingegnere Andrea Binetti che  lasciò  i lavoratori della miniera senza le retribuzioni concordate e senza lavoro. 

Nel 2008  la miniera di Olmedo viene acquisita dalla multinazionale greca “Silver and Baryte Industrial Minerals” che ne assume la gestione totale con i propositi di ricominciare in tempi brevi il lavoro estrattivo e l’assunzione di tutti i lavoratori precedentemente impegnati con la Sardabauxiti;  la concessione mineraria di Bauxite, Bentonite, Caolino, denominata Olmedo rilasciata alla multinazionale greca  dall’Assessorato all’Industria aveva alla base delle garanzie su un periodo concessorio di quindici anni tuttavia con la decisione di mettere in mobilità i trentasei minatori la multinazionale greca proprietaria della miniera  venne meno al contratto in modo illegittimo e illegale, sulla base di quanto prevedeva la concessione rilasciata.

Dal 2007  la S&B Industrial Minerals società controllata dalla Imerys detiene la concessione mineraria per l’estrazione della bauxite nel giacimento di Olmedo, nel 2015 l’Ing. Marco Aurelio Bonasea convoca tutto il personale negli uffici e comunica con tranquillità che la S&B intende interrompere l’ attività di estrazione nella miniera restituendo la concessione mineraria alla Regione Sardegna e dando avvio alle pratiche di mobilità, i minatori increduli e allibiti occuparono il sito minerario, sin da subito i sindacati coinvolti, CGIL,CISL,UGL furono richiamati dalle proteste.

Dopo qualche mese e l’occupazione del sottosuolo i minatori riescono a fermare i licenziamenti e ad accedere alla cassa integrazione. Nel frattempo l’assessorato all’Industria – con una nota firmata dal direttore del servizio Attività estrattive e recupero ambientale Gabriella Mariani –  contesta formalmente l’operato della S&B Industrial Minerals che per quasi due anni ha ignorato le prescrizioni dell’organismo di vigilanza per lo sgombero dei cumuli di bauxite dai piazzali del sito minerario. Tutti i materiali (anche quelli di scarto) avrebbero dovuto essere raccolti e conferiti nei centri autorizzati ma nessuna di queste operazioni è stata effettuata e tutti i solleciti e le diffide sono stati disattesi dalla società.

Nel maggio del 2016 l’affidamento della concessione mineraria con regolare bando individua nella Elmin Bauxite  un azienda idonea per la riapertura del giacimento di Olmedo. I minatori una volta venuti a conoscenza della nuova azienda chiedono tramite i sindacati di avere un incontro per confrontarsi sul tema delle assunzioni, non ricevendo attenzioni e risposte, organizzano un presidio davanti ai cancelli della miniera è l’ autunno 2016, le condizioni climatiche non sono delle migliori, ma dopo tanto sacrificio i lavoratori riescono ad ottenere un incontro in video conferenza presso gli uffici della regione a cui presenzieranno l’Ass. all’Industria Sindaco di Olmedo Tony Faedda, Sindacati Regionali e Territoriali e una rappresentanza dei lavoratori. A mezz’ora dall’incontro l’azienda comunica che non sarà presente all’appuntamento ritenendo ingiusto l’adempimento delle prescrizioni tralasciate dalla S&B Industrial Minerals.

Questo fece sì che il presidio dei cancelli della miniera si trasformò in occupazione della sala consiliare Omedese.

L’ Elmin Bauxite congela l’attività estrattiva e commerciale della miniera rinunciando alla concessione.

 Prima dell’estate minatori convocano nuovamente l’Assessorato all’Industria per riportare all’attenzione di chi di competenza e responsabilità che a Luglio 2017 ci sono le prime scadenze della mobilità di alcuni lavoratori incresciosamente rimasti ad oggi senza salario.

Il 7 settembre i minatori sono riuniti con i sindacati ed hanno deciso di mantenere l‘occupazione nonostante abbiano ricevuto una convocazione da parte della regione per lunedì 11 settembre alle 15 presso gli uffici regionali.

Le promesse non mantenute che si sono susseguite in tutti questi anni sono fango sulla dignità dei minatori e del lavoro da loro svolto.

 L’equilibrio tra chi con la terra lavora e chi ne trae profitto dovrebbe sempre rientrare in una logica di rispetto reciproco.

Nei primi mesi del 2015, la S&B Industrial Minerals vende la maggior parte delle azioni ad un’altra multinazionale, la Imerys, con la prospettiva di assorbire la miniera di Olmedo.

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5 commenti

  1. Anche chi è lontano ci è vicino grazie Samantha

  2. Un articolo che porta alla ribalta, una lotta dimenticata dai media e soprattutto dalle istituzioni

  3. È uno dei pochi articoli che ha descritto in modo reale e sintetico 27 anni di attività della miniera di Olmedo. Complimenti.

  4. Peana gian paolo

    Mi vengono dei dubbi sulla gestione di tutti questi enti e società che hanno gestito la miniera ed in particolsre:
    A) hanno goduto di contributi pubblici a fondo perduto.?
    B) i loro bilanci presentavano perdite o utili?
    C) se perdite chi le ha coperte?
    D) se utili chi ne ha beneficiato?
    E) sono in regola con contributi imposte e tasse?
    Se qualcuno sa rispondere avrei anche altre 20 domande sulla gestione e e commercialideazione del prodotto

  5. vorrei ringraziare tutti coloro che hanno letto l articolo per prezioso tempo che hanno dedicato alla lettura della vicenda dei minatori, e un ringraziamento particolare per il progetto che è stato questo articolo fin dal suo inizio a Antonio Deias e Massimiliano Perlato che hanno accolto attraverso di me la voce di una protesta ma ancora di più per aver contribuito attivamente all assottigliamento del muro di silenzio che avvolge la splendida e affascinante terra di Sardegna. Grazie a tutti

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