LA SARDEGNA A 16 ANNI VIVENDO NELLA LONTANA LOSANNA: IL LEGAME CON L’ISOLA DELLA MAMMA E LA VITA ASSOCIATIVA COL CIRCOLO “NURAGHE”

nella foto, il giovane autore dell'articolo

di Ludovico Philbert

Sono metà sardo dalla parte di mia madre, e metà francese, catalano dalla parte di mio padre, ma sono nato e cresciuto qui in Svizzera, a Losanna. Ho 16 anni, vado almeno due volte in Sardegna dove vive tutta la famiglia di mia madre e mia nonna che ha 93 anni, qui non abbiamo parenti veri, solo amici. Gli amici del circolo sono un po’ come in Sardegna, sono tutti zii ma di fatto non lo sono…

Della Sardegna ci sono cose che mi piacciono molto, Cagliari, il mare, la famiglia, la roba da mangiare, certe tradizioni, e altre no, forse perché non sono abituato…

Io e la mia famiglia facciamo parte del Circolo Nuraghe. Quando ci sono manifestazioni con il circolo, a volte non sono troppo contento di andare, perché non ci sono molti giovani a parte io e i miei fratelli, perché si parla di cose che non capisco molto o che dopo un po’ mi stancano, come per esempio la musica tradizionale, i libri, i balli sardi…

Ma mia madre ci tiene moltissimo, dice che così impariamo cose delle nostre radici, questo è vero! Ci tiene molto anche all’italiano. Quando è arrabbiata è molto sarda, lei riconosce subito i sardi quando parlano, io adesso so qualcosa in sardo e un po’ capisco…

È vero che tutti gli altri italiani che conosco non sono come i sardi.

Per esempio, quando siamo andati a trovare mio fratello che studia in Australia, a Natale ci siamo ritrovati con degli italiani soprattutto sardi…

Delle conferenze o delle feste che si organizzano al circolo mi è piaciuto tantissimo il cinema, una conferenza sulla pittura e una sulle launeddas e i fenicotteri. Mi piace quando ci sono le serate e i miei amici possono venire.

Capisco che è difficile fare una programmazione speciale per i giovani, anche perché non siamo molti e non partecipiamo tanto, ma mi piacerebbe molto conoscere la musica della Sardegna di adesso e il cinema.

9 risposte a “LA SARDEGNA A 16 ANNI VIVENDO NELLA LONTANA LOSANNA: IL LEGAME CON L’ISOLA DELLA MAMMA E LA VITA ASSOCIATIVA COL CIRCOLO “NURAGHE””

  1. Mio figlio è nato e cresciuto al circolo, mi aiutava , mi accompagnava nei miei mille impegni che avevo con il Circolo , fino all’età di 17 anni, ma un bel giorno mi guarda e mi dice, oh ma arrangiadi tui cun tottu i sardusu ca deu sappu orrosciu. Fine della storia

  2. Ciao Ludovico. Secondo me ti potrebbe piacere il film che ti mando qui. Il protagonista è un musicista che si chiama Salmo. Magari in questo modo puoi entrare a collegare il cinema e la musica recente. Continua così. Essere sardi significa appartenere al passato per creare il futuro. Anche mia mamma e sarda. Mio padre è tedesco. So come ti senti. Spero che ti piaccia. Tanti saluti da Berlino.

  3. Caro Ludovico , molto dolce e tenera la tua lettera …. e vera !! Ti paragono al mio nipote quasi tuo coetaneo che vive a Berna ,ti sei fatto portavoce di tanti ragazzi figli di emigrati esprimendo bene il pensiero della tua/vostra identità ….a metà!!
    Un domani supererai sicuramente questo , perché siete la generazione “figli del mondo”, ma custodisci sempre nel cuore le “tue radici “. Goditi la tua nonnina che ancora ce l ‘hai , che bello !
    In bocca al lupo .

  4. Peccato Frà li a Melbourne il circolo dei sardi (italiani me ne disinteresso assolutamente) è attivo e c’è pure quello della next generation. Organizzavano incontri culinari per fare seadas culurgionis etc. A me giá il fatto di poter parlare campidanese agli incontri mi fa stare più vicino all’isola

  5. Ely io ho un altro rapporto con la Sardegna…mi manca la famiglia,hli amici,certi posti,ma non la Sardegna in se’,potrebbe essere un altro posto nel mondo se tutte queste cose fossero li.Sono una sarda atipica

  6. Ely io ho un altro rapporto con la Sardegna…mi manca la famiglia,hli amici,certi posti,ma non la Sardegna in se’,potrebbe essere un altro posto nel mondo se tutte queste cose fossero li.Sono una sarda atipica
    Purtroppo non parlo il dialetto,’ i miei nonni e genitori mi hanno swmpre parlato in italiano,e quando ho frequentato un circolo sardo a Pisa lo trovavo cosi chiuso rispetto al resto della citta,cosi conservatore in questa presunzione di essere migliori degli altri solo perche’ sardi,di vivere in un paradiso terrestre…mi ero buttata in un’associazione piena di “continentali”,e lo trovavo piu’ divertente…l’ho pure sposato un continentale da allora io e i circoli sardi non andiamo d’accordo (poi il fatto che gli unici due amici italiani qui a Melbourne siano sardi e’ una coincidenza data dall’allineamento dei pianeti).Magari tra qualche anno faccio come Roberta Piliaviene voglia di tornare alle radici,eh.E comunque Ludovico e’ di una schiettezza immensa,mi ha fatto troppo ridere quando dice che i sardi non sono come gli altri italiani,come quelli conosciuti in Italia

  7. Per me Sardegna è il profumo della macchia mediterranea, le stelle e i nuraghi, quel sapore antico incorniciato dai campanacci deĺle pecorelle al pascolo, i racconti e le filastrocche in limba di nonno davanti a sa giminera, il sale del mare e le pietre, le maschere e i riti tradizionali, i crampi ai polpacci a furia di ballare ballo sardo. Risento di un legame viscerale con la terra sarda, come l’amore per i figli che può essere doloroso, a volte li si guarda soffrire, li si vorrebbe scuotere e guidare al meglio ma l’Amore rimane sempre incondizionato mi sento fortunata ad essere cresciuta da indigena in una isola che racchiude una storia millenaria con innegabili aspetti unici e importanti. Da sociologa e osservatrice rilevo tratti unici dei sardi. Parlo in sardo anche ai gatti qui in Australia e anche Sean sa parole in campidanese e a Sofia trasmetterò tutto ciò che ho imparato sulla vita, storia, natura, legende, musica e costumi crescendo in Sardegna, senza vanto ma con rispetto (allo stesso tempo la vorrei far “battezzare” dagli aborigeni e la guiderò a rispettare e imparare tutto sulla terra australis

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