UN POOL DI MEDICI PROFESSIONISTI PER PREVENIRE I TUMORI AL SENO: LA “BREAST UNIT” A SASSARI: REALTA’ O UTOPIA?

ph: da sinistra Luana Farina e Sonia Pippia

di Maria Vittoria Dettoto

Su invito delle promotrici dell’iniziativa Luana Farina e Sonia Pippia, ho presenziato a Sassari alla conferenza stampa svoltasi in favore della Breast Unit.

La Breast Unit,per chi non lo sapesse, è la sintesi di ciò che dovrebbe essere il percorso ideale di un paziente affetto da tumore al seno a partire dall’accertamento della malattia sino al cosiddetto follow up ovvero il percorso post operatorio.

La Breast Unit è composta da un pool di medici professionisti in grado di sostenere la paziente anche da un punto di vista psicologico, fattore importantissimo in malattie come questa che mettono a dura prova non solo il paziente ma anche chi deve aiutarlo/a nell’iter burocratico preoperatorio, nell’affrontare l’eventuale intervento, la radioterapia, la chemioterapia e tutto ciò che verrà dopo.

Continuo a parlare di paziente in quanto il tumore al seno colpisce anche gli uomini.

In una sala gremita all’inverosimile, molti di quelli uomini erano presenti alla conferenza stampa.
E questo è molto positivo perché si è complessivamente giunti all’esternazione consapevole della propria malattia in pubblico.

Presenti alla conferenza stampa autorità politiche ed istituzionali, tra cui l’Assessore regionale alla sanità Arru ed il Presidente del consiglio regionale Ganau.

La Breast Unit a Sassari è già prevista insieme a quelle di Nuoro e Cagliari, all’interno degli atti depositati in Regione che sono però fermi da un anno perché a livello politico ha detto Arru, si è data priorità ad altre tematiche.

Ho domandato all’assessore a quali tematiche avessero dato priorità rispetto a questo argomento, dal momento che di tumore al seno si muore e questa è la più significativa causa di morte tra le donne di età compresa tra i 35 ed i 59 anni.

Si contano in Italia 80.000 vittime per il 2016.

Ho ricordato ad Arru che se oggi non sono malata, potrei esserlo domani.

O potrebbe esserlo mia madre.

Mia sorella.

Un’amica o un amico.

Il tumore non guarda in faccia nessuno.

E non possiamo dunque restare indifferenti.

Tutti i politici presenti e gli stessi direttore generale D’Urso e direttore sanitario dell’AU Orrù, hanno rassicurato i presenti sul fatto che la Breast Unit verrà presto attivata.

Nei prossimi giorni la direzione sanitaria organizzerà un’iniziativa che coinvolgerà la città di Sassari e tutta la provincia, nella quale si tratterà questo tema dando delle risposte pratiche in primis ad esempio quella in merito al numero verde che è già stato assegnato ma non ancora attivato, in quanto il personale sanitario necessita di formazione specifica.

Personalmente mi auguro che le promesse fatte in seno alla manifestazione non vengano disattese.

E che si provi davvero a prendere coscienza che temi come questo, attinenti la salute delle persone, non possano non essere considerati come di massima importanza sociale, specie in un’area come quella di Sassari nella quale l’incidenza tumorale raggiunge tassi più elevati rispetto ad altre aree, presumibilmente anche in conseguenza della vicinanza con l’area industriale di Porto Torres.

Scrivo queste righe in prossimità della festa della donna e rifletto su cosa possa significare per essa, l’amputazione di uno o entrambi i seni:l’amputazione di parte della propria femminilità. 
Spesso non c’è alternativa. 

O quello o la morte.

Ecco prima che si arrivi a questo, mi piacerebbe pensare che si possa e si debba intervenire anche sulla prevenzione. 
Che una donna o un uomo colpito dal tumore al seno per curarsi non debba uscire dalla Sardegna, ma possa farlo a casa propria. 

Che chi ci governa abbia sempre un occhio di riguardo di fronte a questo e che le varie associazioni di volontariato che da anni si battono per queste tematiche, si uniscano e diventino un’unica voce con la quale medici e rappresentanti istituzionali possano interfacciarsi.

Forse chiedo troppo. 

O forse no.

D’altronde il diritto alla salute dovrebbe essere costituzionalmente garantito.

O sbaglio?

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