UN’ATER ANNU SI CH’EST ANDENDE (UN ALTRO ANNO SE NE STA ANDANDO): BUON NATALE 2016 e BUON ANNO 2017!

nella foto l'autore della poesia, vice Presidente F.A.S.I.

di Paolo Pulina

Una mia poesia di AUGURI DI BUON NATALE e di BUON ANNO è stata scelta – da un apposito comitato nominato ad hoc – per essere pubblicata in una locandina/invito a partecipare a un concerto di Natale, che si terrà nella chiesa di Sant’Antonio a Sassari il 23 dicembre 2016, come da programma allegato.  Onorato dell’attenzione che è stata dedicata al mio sonetto beneaugurante, senza pagare diritti di autore…, lo invio per augurare a tutti BUON NATALE 2016 e BUON ANNO 2017!

Un’ater’ annu si ch’est andende,

frimmare ti deves tando unu pagu,

pro considerare ite t’est nende

su coro dai sas cursas imbreagu.

Chi tue sias rassu o guasi lanzu

ogni annu at battìdu in su bàntzigu

(ca sa vida non est unu romanzu)

pane, casu e calchi frutu ràntzigu.

Su tempu benidore: misteriu mannu!

Ma no podet mai s’ispera mancare

chi s’annu nou siat totu divessu

e chi nisciuna cosa andet a revessu.

A bois, amigos caros, cherzo augurare:                   

Bonas Pascas de Nadale e Bon’annu!

Traduzione

Un altro anno se ne sta andando,

fermare ti devi quindi un poco,

per considerare cosa ti sta dicendo

il cuore  dalle corse ubriaco.

Che tu sia grasso o quasi magro

ogni anno ha portato nella culla

(perché la vita non è un romanzo)

pane, formaggio e qualche frutto amaro.

Il tempo futuro: mistero grande!

Ma non può mai la speranza mancare

che l’anno nuovo sia del tutto diverso

e che nessuna cosa vada a rovescio.

A voi, cari amici, voglio augurare:                   

Buon Natale e Buon Anno!

11 risposte a “UN’ATER ANNU SI CH’EST ANDENDE (UN ALTRO ANNO SE NE STA ANDANDO): BUON NATALE 2016 e BUON ANNO 2017!”

  1. Carissimi con grande affetto vorrei augurarvi un Buon Natale ,ma anche con tristezza dopo la strage avvenuta a Berlino , tantissime famiglie non trascorerano certamente un buon Natale ,che tristezza nei nostri cuori , io mi chiedo perche ` perche`queste ingiustizie ,un mondo pieno di persone cosi brutali che non trovano mai pace ,che non rispettano neanche i poveri innocenti che vanno a visitare i mercatini natalizi solamente per ricordare le tradizioni che a pochi giorni ce la nascita del Bimbo Gesu`.
    forse dico questo se per me puo essere un giorno fortunato o il destino perche poche settimane fa mi trovavo a Berlino proprio il quel mercatino natalizio, e veramente un mondo fantastico dove le persone si incontrano e non avrei mai immaginato che tra qualche settimana potesse accadere questa tragedia.
    Auguro ancora tutti voi e familiari un Sereno Natale e Felice Anno Nuovo

  2. Vi scrivo mentre sto facendo una riflessione amara sulle vicissitudini legate all’economia della nostra comune Terra.
    Sapevo già della crisi della Vesuvius che ha sede ad Assemini e in Abruzzo, ma trattandosi di un’azienda in attivo, ho sperato fino all’ultimo, anche sulla base del promesso intervento della Regione, trapelato esclusivamente attraverso giornali locali e/o attraverso il nostro Totus in pari e simili, che i dipendenti coinvolti potessero trovare un equo riconoscimento di senso e continuare ad avere un lavoro. Ho sperato fino a quando non ho letto su “Ansa Sardegna” la notizia del 15/12 c.a. dell’avvenuto accordo definitivo di chiusura e di licenziamento collettivo di tutti i dipendenti.
    Riflessione amara dicevo e per diverse ragioni.
    Una di queste: l’ennesima chiusura di fabbrica importante in Italia avviene per ragioni legate esclusivamente al profitto e non alla produzione e al consumo del prodotto: in Polonia, a quanto pare, ci sarebbero condizioni fiscali più vantaggiose per i produttori, ma l’azienda manterrà pressoché gli stessi rapporti di mercato con l’Italia.
    La seconda, la chiusura della Vesuvius, l’ennesima nella nostra Isola, avviene nella palesata indifferenza per il valore dei bisogni degli operai e della società in cui essi vivono e del mancato riconoscimento della loro opera prestata negli anni all’azienda.
    Ne deduco che il concetto di persona fortemente radicato nei secoli oggi risulta pressoché ignorato. Tutte quelle persone di fatto sono state viste esclusivamente come numeri a tre cifre: 181. E per questo, forse, meno importanti.
    La terza è relativa ad un’altra gravissima mancanza nei confronti delle persone coinvolte, direttamente e indirettamente: tutto ciò è rimasto avvolto nel silenzio delle Istituzioni che guidano il nostro Paese e dei net work nazionali…. .
    Con l’auspicio che nel tempo anche i politici ri-trovino la capacità di pensare e realizzare un progetto di società in cui si attribuisce un giusto valore di senso ad ognuno di noi, Vi auguro Buone Feste.

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