LA “SARDA TELLUS” E LA F.A.S.I. SALUTANO GIUSY DEMURU CARBONI: E’ STATA UNA COLONNA PORTANTE NEL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA A GENOVA

ph: Giusy Demuru Carboni

di Virgilio Mazzei

Il  giorno di Tutti i Santi il Signore ha chiamato a sé la nostra Giuseppina Demuru meglio nota come Giusy. Siamo tutti particolarmente addolorati per  il triste evento, ma ci consola il fatto che il Signore abbia scelto questo giorno, ricco di significato per il mondo cristiano, per la sua dipartita.

Per noi della “Sarda Tellus” di Genova è una grande perdita perché ci priva della memoria  storica del nostro Circolo, e soprattutto di una grande amica nonché  ottima collaboratrice.

Parlare di Giusy, della sua personalità, della sua vita associativa, della sua capacità organizzativa e della sua profonda umanità verso i più deboli e bisognosi non è facile, perché lei racchiudeva in sé tutti questi  valori. Chi scrive  ha avuto la fortuna di averla a suo fianco come vice presidente del Circolo per tredici anni nei vari direttivi che si sono susseguiti nella “Sarda Tellus”.  Sono stati anni di grande impegno, ricchi di risultati esaltanti, proprio grazie anche alle ampie vedute e alla esperienza di Giusy nel mondo dell’emigrazione e nel campo del volontariato. Era instancabile e tenace nella ricerca di risultati che dessero lustro al Circolo, ma soprattutto che quanto veniva fatto  fosse  anche recepito all’esterno tra la popolazione e gli Enti locali. Era un modo perché la “Sarda Tellus” fosse in qualche maniera presente e protagonista sul  territorio. 

Giusy era una donna speciale, sia nella sua vita privata che in quella associativa. Era una “operaia” del mondo migratorio, senza distinzione di colore  o di razza. Lo scopo  della sua vita in questa missione era l’aiuto morale e spesso anche materiale per lenire le sofferenze di  chi era nel bisogno.

Per  oltre mezzo secolo di attività in seno all’Associazione “Sarda Tellus” ha offerto il meglio di sé stessa  per i sardi provenienti dalla nostra Isola che sbarcavano, disperati, a Genova senza una meta, in cerca di lavoro, spesso privi di un minimo di mezzi di sussistenza. Lei trovava  la soluzione  per un primo aiuto concreto.   Era solita recarsi in porto per  assistere questa gente  o  presentandosi  nei luoghi dove si radunavano per chiedere loro quali necessità avessero. Trovava sempre il modo per rendere meno precario il soggiorno, ma soprattutto dava la sua disponibilità a cercare loro un lavoro o un  tetto dove dormire.

Quando i tempi  della grande emigrazione “disperata”  dei sardi  sono cambiati e i nostri corregionali si sono ritrovati in una Associazione organizzata come la “Sarda Tellus”, Giusy è diventata uno dei punti  di forza per  il suo attivismo volto a modernizzare  i  compiti e gli scopi del Circolo che progressivamente occupava più spazio nei vari ambienti sociali, culturali e assistenziali della Città.

Giusy in breve tempo era diventata, e lo è stata sino all’ultimo giorno della sua vita, uno dei pilastri della nostra Associazione, ma direi anche che è stata una delle pedine importanti  in seno all’organizzazione tutta.

Tale era la sua capacità di affrontare i problemi che  non avrei nessuna difficoltà a chiamarla affettuosamente il  “passe-partout”  della “Sarda Tellus”. Lei era in grado di “aprire” uffici  e contattare persone che potevano dare al Circolo qualsiasi contributo per la sua attività. Con questo suo modo di fare, gentile ma deciso, è sempre riuscita nell’intento, ottenendo risultati  impensabili, come l’assegnazione dell’attuale sede della “Sarda Tellus” da parte del Comune di Genova. Le sue numerose conoscenze e i suoi modi persuasivi, con il “timbro” della solidarietà che era il suo pane quotidiano, riuscivano ad ottenere pregevoli risultati.

Giusy, questa piccola grande donna (dico io), che  amava  definirsi scherzosamente “piccola e indifesa” (diceva lei), se doveva ottenere benefici a favore della “Sarda Tellus”, non aveva alcun timore a confrontarsi con uffici o funzionari anche se di alto rango.

Il Circolo era la sua seconda casa. Ma qualche volta, sempre per le necessità dell’Associazione, la prima casa  passava in seconda posizione. Quando lavorava , nell’ora di stacco per il pranzo sistematicamente si recava  al Circolo per sbrigare  pratiche , organizzare eventi o addirittura provvedere alla pulizia dei locali al fine di conservare la sede nelle migliori condizioni possibili. Tutto doveva avere una sua logica e nulla doveva essere lasciato al caso o all’improvvisazione.

Nella vita privata, oltre al grande amore per la famiglia, il suo grande desiderio era quello di diventare NONNA. Ed ecco che  la figlia Alessandra, generosa e sensibile a questo richiamo o desiderio materno, le ha dato la gioia di diventare NONNA con la nascita del piccolo Zeno. Ma la felicità di Giusy, prima della sua dipartita, era manifestata in ogni circostanza dal sapere che  fra pochi mesi sarebbe  arrivato  un secondo nipotino, al quale, pur non avendo avuto la fortuna di conoscerla, verrà detto a suo tempo di avere avuto una grande NONNA,  e che la medesima,  pur nella tristezza,  se ne è andata felice, sapendo della sua prossima venuta al mondo per allargare la famiglia CARBONI/DEMURU.

La Giusy, nonostante la malattia che da alcuni anni fa combatteva,  ha continuato a dare il massimo  contributo all’Associazione non solo ricoprendo sino a qualche anno fa  incarichi dirigenziali, ma anche di supporto materiale e di indirizzo, sempre nello spirito dell’associazionismo, allo scopo di conservare e migliorare il prestigio della “Sarda Tellus” che da  60 anni opera nella Città della Lanterna per l’aggregazione dei  sardi nel capoluogo e nella provincia.

Nel dolore e nella sofferenza, la nostra indimenticabile Giusy, ha saputo reagire con grande determinazione e coraggio quasi a voler vincere contro la malattia che  la affliggeva  ma, purtroppo, non è riuscita nel suo intento, pur avendo percorso tutte le strade che la scienza le aveva permesso di percorrere.

Giusy sei stata un’eroina. Rimarrai l’icona della “Sarda Tellus”.  

21 risposte a “LA “SARDA TELLUS” E LA F.A.S.I. SALUTANO GIUSY DEMURU CARBONI: E’ STATA UNA COLONNA PORTANTE NEL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA A GENOVA”

  1. Quanti ricordi di te Amica mia, a Bologna per il coordinamento donne, a Genova per il congresso FASI, ad Abano Terme 5 anni fa per il 5°congresso, la tua simpatia , la tua umanità , la tua voglia di comunicare e la tua gioia di vivere , non la dimenticherò mai !!! Mi raccomando Giusy da lassù , ogni tanto guardaci e guidaci come sapevi fare tu !!! ❤❤❤

  2. Che dire!!!grande donna figlia della nostra terra…questa è una donna della quale mi sento orgogliosa di essere stata compaesana!!!!!!grazie riposa in pace!!!!❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤

  3. femina de atarzu, durche che mele e bona chei su pane.
    Conoscevo Giusy e avevo il privilegio di esserle amica. Ci eravamo incontrate alla fine degli anni 90 nel coordinamento donne FASI. Nel 2000 aveva aderito con entusiasmo alla raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, proposta dal Comitato Sardegna Europa,per separare la Sardegna dalla Sicilia nei collegi per le elezioni europee per consentire alla Sardegna di avere i suoi rappresentanti a Strasburgo. Aveva organizzato un incontro molto partecipato con i rappresentati del comitato venuti dalla Sardegna a cui ero presente nella sede del circolo che allora era, se nn sbaglio, vicino al porto. Ci siamo riviste sempre a a Genova, ad un seminario di storia organizzato dalla FASI , credo nel 2008. Stava attraversando un periodo difficile a causa della sua malattia ma aveva comunque voluto essere presente almeno per qualche ora. La sua forza po,i ancora una volta, aveva avuto la meglio e ci siamo riincontrate al Congresso FASI di Padova a cui partecipò con la sua abituale grinta ed entusiasmo.
    Ci siamo viste a Genova nel 2012 in occasione della presentazione, da lei organizzata con l’impegno e l’efficienza che le erano caratteristiche, di un mio libro presso il circolo.
    Ci telefonavamo periodicamente così ho seguito il progredire inesorabile della sua malattia ma anche la grande gioia della nascita del suo primo nipotino e l’annuncio dell’arrivo del secondo.
    Qualche giorno prima della mia partenza x la Sardegna x il Congresso della FASI mi ha chiamato come per salutarmi per l’ultima volta. Mi disse che era molto grave e anche che ero sempre nei suoi pensieri e nelle sue preghiere. Cercai di incitarla a resistere pensando che a febbraio sarebbe arrivato il nuovo nipotino. Nonostante la sofferenza e, credo, la consapevolezza della fine imminente, dalla sua voce traspariva la serenità e la forza di sempre.
    Esprimo al marito, suo amato compagno di vita, alla figlia, a tutta la famiglia, alla Presidente e a tutte/i I soci della Sarda Tellus la mia più affettuosa vicinanza.

  4. A Giusi femmina allegra che ha dato un grande contributo alla causa e rivendicazioni degli emigrati sardi.adesso vai pure tranquilla a scoprire ciò che fino adesso non hai visto a si biri.

  5. Coinvolgente il ricordo di Giusy Demuru Carboni scritto da Virgilio Mazzei, che ha avuto modo di conoscere le doti eccezionali di questa “missionaria” dell’emigrazione sarda organizzata, a favore del Circolo di riferimento, il “Sarda Tellus” di Genova, e a vantaggio, in generale, della Federazione delle Associazioni Sarde nell’Italia continentale. La sua determinazione, la sua forza di volontà, la sua praticità ma anche la sua autoironia non potevano non colpire chi aveva modo di incontrarla anche sporadicamente. Nel volume che contiene gli Atti del quinto Congresso della FASI svolto ad Abano Terme nell’ottobre 2011 si può leggere (a pagina 213) il suo intervento estemporaneo, volto a rivendicare i meriti di “primogenitura” del Circolo di Genova rispetto ad altri Circoli sardi nati in “continente”. Erano già allora per lei 54 anni di militanza (che lei chiamava, scherzando, “carriera militare”) al servizio dei sardi emigrati bisognosi di aiuto e di assistenza a causa dello choc per alcuni traumatizzante provocato dallo “sradicamento” e al servizio dei sardi de su disterru desiderosi di mantenere un legame fatto non solo di nostalgia ma anche di consapevolezza culturale con l’Isola-madre. Mazzei e Maria Vittoria Migaleddu ci testimoniano con quanta forza Giusy ha combattuto la sua malattia. La sua “missione” (civile e religiosa insieme) lei la ha compiuta veramente sino in fondo. Gli emigrati sardi la salutano commossi.

  6. Può apparire indelicato lo so, però credo che anche attraverso l’analisi dei numeri di coloro che hanno letto in 24 ore l’articolo del caro Virgilio Mazzei dedicato alla figura di Giusy Carboni (oltre 800 persone) così come i commenti e soprattutto le condivisioni su facebook, testimoniano la grandezza di questa donna, che nel mondo dell’emigrazione sarda organizzata, in particolare nella storica “Sarda Tellus” di Genova, ha saputo dare con il suo lavoro. A lei verrà dedicata “l’altra copertina” del prossimo numero di TOTTUS IN PARI. Rimarrà memoria storica del suo personaggio, come esempio di dedizione incondizionata alla causa migratoria. Ciao Giusy

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