IL VI CONGRESSO DELLA F.A.S.I. A QUARTU SANT’ELENA: LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE SERAFINA MASCIA


di Massimiliano Perlato

Il VI Congresso della FASI presso l’Hotel Setar ha preso il via con il Direttivo Nazionale guidato da Serafina Mascia che ne ha fatto l’introduzione. L’annuncio iniziale è quello che la F.A.S.I. è stata riconosciuta come Associazione Nazionale di Promozione Sociale. Il Ministero del Lavoro ha esaminato le attività della Federazione e ha dato l’approvazione solo dopo la modifica degli articoli dello Statuto.  Il compito di mettere ai voti le modifiche è spettato a Paolo Pulina, responsabile della cultura F.A.S.I. apportando i cambiamenti di due articoli riproponendoli con una formulazione diversa. Eletto alla Presidenza del Congresso è  Renzo Caddeo, già Presidente del circolo “4 mori” di Rivoli. Nella relazione introduttiva della Presidente Mascia c’è il saluto a tutti i delegati e ai rappresentanti delle Federazione dell’estero. I ringraziamenti agli intervenuti per l’impegno profuso in questi cinque anni di Presidenza. Sottolinea la Presidente FASI la bellezza di ritrovarsi tutti insieme ancora una volta a cinque anni di distanza dall’evento di Abano Terme. A Quartu Sant’Elena sono arrivati in gran numero i delegati da tutta Italia ma non solo. Presenti anche i rappresentanti dall’Argentina, Belgio, Svizzera, Francia, Spagna, Germania, Australia. “Siamo qui per confrontarci con la Sardegna – sottolinea la Mascia –  che con il nostro lavoro svolto fuori dall’isola abbiamo creato economia con le nostre rimesse in Sardegna oltre alla promozione delle sue positività”. La F.A.S.I. ha portato al VI Congresso la propria realtà rappresentando l’emigrazione di massa che è cominciata nel primo dopoguerra. Tempo di emigrazione sarda in tempo di migrazioni è il ricordo della Mascia nella sua relazione introduttiva. Un momento di riflessione e di totale solidarietà per chi nei nostri giorni vive il dramma dell’esodo scappando dalle guerre e alla ricerca di un’occupazione. Cosa si è fatto in questi anni? A grandi linee è stato tratto un profilo dei meriti della rete dell’emigrazione con una rete di solidarietà, di cultura, di progetti, di economia e di sinergia con la Regione Sardegna. “Abbiamo creato un rapporto molto stretto con la nostra gente – dice la Mascia – pur con l’evoluzione dei tempi. E’ cambiata la vita, il lavoro. Ci siamo adeguati soprattutto in un periodo di grande crisi”. I dati: 130 circoli nel mondo attivi. Solo della F.A.S.I. sono 70 in 10 regioni d’Italia. Le identità e le appartenenze rimangono. Il mondo dell’emigrazione sarda porta il sapere, i valori creando sardità in ogni angolo del mondo facendo squadra. Eppure continua l’emigrazione delle nuove generazioni che escono ripercorrendo la strada dei loro genitori per nella consapevolezza che i tempi son mutati. I tempi sono cambiati. Oggi la tecnologia mette a disposizione nuove possibilità per confrontarsi con le proprie origini. Il mondo dell’emigrazione sarda organizzata ha la virtù comunque di mettersi a disposizione per creare un ponte e dare sostegno a questa nuova ondata emigratoria. Purtroppo tante associazioni stanno chiudendo – evidenzia con rammarico la presidente F.A.S.I. – mi riferisco in particolare alle realtà del Belgio, quelli che erano costituiti da minatori negli anni sessanta. Dobbiamo cercare di mantenerli in vita. Sono la nostra memoria storica. Il richiamo alle problematiche legate alle risorse finanziarie decurtate è breve. La burocrazia ha creato delle procedure ingerenti. Si cerca da parte dei funzionari regionali il principio dell’efficienza e della precisione. Ma spesso si richiedono competenze che nei circoli non ci sono. I circoli sono costituiti tutti dei volontari e bisognerebbe capirne le possibilità. Sguardo alle attività svolte nei circoli F.A.S.I. (oltre milleduecento) negli ultimi anni. I campi toccati sono svariati con diversi progetti creati dai giovani, soprattutto nella musica. La promozione dei prodotti sardi con la rivendita ai soci e non delle peculiarità gastronomiche dell’isola. Momenti continui di grande creatività nella cultura sarda nelle nostre città proponendo artisti, scrittori e realtà economiche dell’isola. E poi la tanto agognata gestione dei trasporti che ha sempre visto la F.A.S.I. in prima linea a combattere la battaglia eterna per ottenere visibilità e soprattutto dignità. Tanti anni di sofferenza prima di raggiungere gli accordi con le compagnie di navigazione per ottenere sconti soprattutto per le seconde e terze generazioni di vecchi emigrati, per dar loro la possibilità di tornare nella terra dei loro genitori. Quello della F.A.S.I. in tema trasporti è un servizio sociale e le sintonie con le compagnie, bigliettando nei circoli e gli introiti che derivano da questa possibilità, sono risorse investiti nelle attività culturali delle nostre associazioni, creando eventi di promozione. “Siamo associazioni che promuovono principi di cultura – dice Serafina Mascia – ma anche attività ricreativa che amano mettere in risalto il folklore. Siamo circoli di sardità. Noi le risorse le utilizziamo in toto per promuovere l’isola. Chiusura con le richieste alla Regione Sardegna per sopravvivere in un periodo di crisi? Attenzione per le nostre idee. Diteci come affrontare il problema strutturale dell’emigrazione. Come mantenere questo legame, queste competenze? Noi esistiamo e vogliamo a cui viene chiesto come continuare a resistere. La F.A.S.I. ha il bisogno di essere supportata anche attraverso la rivisitazione della legge del 1991 che tiene in vita il movimento pur essendo obsoleta. E’ logico poter affermare che la realtà migratoria possa appartenere a vari assessorati: come il Lavoro, ma compete anche la Cultura, l’Agricoltura con il progetto Sarda Tellus per la promozione delle eccellenze dell’agroalimentare. Nel settore dell’Economia con le risorse riproposte nell’isola. Nella Sanità con la raccolta fondi per la ricerca con le varie iniziative. Si richiede quindi un ruolo interassessoriale per poter collaborare ai vari progetti. Si chiede un sistema agile e snello per ottenere le risorse. Non è più ammissibile infine ricevere le risorse a dicembre e imporre di spenderli entro la fine dell’anno. “Dateci delle regole, ma discutiamone. E non fateci morire” è l’appello finale della Presidente F.A.S.I.

5 risposte a “IL VI CONGRESSO DELLA F.A.S.I. A QUARTU SANT’ELENA: LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE SERAFINA MASCIA”

  1. Relazione concreta sul fare.Precise richieste alla regione Sardegna precisa disamina dell’emigrazione sarda di ieri e di oggi. Passione e amore per un servizio rivolto a chi deve per forza voltare le spalle alla sua terra.Grazie Presidente Serafina Mascia.

  2. Una presidente che ha saputo esprimere con chiarezza le difficolta’ dei circoli Sardi nel continente, le proposte innovative che avanzano i circoli per un migliore rapporto con la Regione Sardegna nell’interesse di tutti i Sardi sia residenti che emigrati , i trasporti,il turismo ,l’economia .

  3. L’ho ascoltata e letta anch’io. Che dire una relazione accomodante, non suscita passioni, a tratti soporifera. Il finale poi rivolto all’Amministrazione regionale: “dateci regole” è suggestivo per tacer d’altro.

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