INCISIONI DELLA MEMORIA AL CIRCOLO “DOMO NOSTRA” DI CESANO BOSCONE: CONSIDERAZIONI SULLA MOSTRA DI ANTONIO CORRIGA


di Mirella Manca

C’è un limite netto, una sorta di confine con una variabile temporale per ogni individuo in cui il desiderio di divenire adulto viene sostituito dal desiderio di voler ritornare bambino. La prima è quell’età indefinita in cui come curiose scimmie non  si vede l’ora di esplorare il mondo, conoscere altre cose e case, altre situazioni, altre vite, altri monti e altri orizzonti. Perché ciò che hai conosciuto fino ad allora ti sembra ormai desueto e superato. Insomma, tutto ti appare stretto come quei vestiti della tua adolescenza. La seconda invece ti prende all’improvviso e non ne comprendi bene il motivo. Un po’ ti stravolge un po’ ti attrae e tu ormai adulto da tanto tempo, ti chiedi che cosa sia quel sottile richiamo, quella nostalgia che ti vorrebbe far tornare indietro a rivedere i luoghi in cui era bambino e ci vai, ma non ti basta passarvi una settimana o un mese per le ferie, ci vuoi stare per mesi….anni . Ci vuoi ritornare ecco.

  Ma la vita ha preso un’altra piega, un’altra direzione..

Così ti ritrovi, dietro  gentile invito dei cari amici e conterranei del circolo Domo Nostra- che oltre a tutte alle altre  attività ricreative danno ampia attenzione agli artisti sardi- a villa Marazzi in Cesano Boscone, dove all’interno degli eventi della loro festa patronale, propongono l’inaugurazione dell’esposizione: INCISIONI  dell’autore Antonio Corriga,  di Atzara che  nella sua carriera si dedicò alla rappresentazione di diverse tematiche: il sacro, il ritratto, la tradizione popolare, le feste religiose il quotidiano. Il tutto degnamente curato dalla professoressa Caterina Virdis.  E che succede? Succede che ti arriva improvviso l’alito della tua terra, caldo e vigoroso come il vento d’estate e ogni piccolo/grande quadro ti porta indietro nel tempo, così come fa’ spesso la nostalgia. Ci sono quei monti odorosi e cupi, le greggi in controluce sotto gli alberi e  in alto, la luna enorme. Ci trovi le ragazze intente a scambiarsi confidenze nella complicità della sera, un ubriacone che forse vuol sentire cosa si racconta di lui e le confraternite devote in solenni processioni; e tanto altro esala da quelle incisioni mai nette, come un arcano da svelare a pochi; solo a quelli che sanno vedere i messaggi che ci invia il silenzio. Quasi ci vuoi parlare con quelle incisioni…. perché esse usano il tuo stesso dialetto, la tua cadenza , il tuo accento, quelli che hai incisi dentro te stessa per sempre.

Così Domo Nostra diviene davvero la nostra casa, il nostro vissuto e la comunanza che ci è solita far condividere le cose liete e belle sia passate che in divenire.

Un’altra bersaglio centrato dal circolo Domo Nostra,  in favore della  diffusione della cultura sarda, promosso con entusiasmo dall’assessore alla cultura ella comunità di Cesano Boscone, che si apre al passato che non è esattamente il loro, ma in cui si immergono con la loro cortese disponibilità.

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