L’ASTRO NASCENTE DELL’ATLETICA VIVE IN BRIANZA ED E’ FIGLIO DI EMIGRATI SARDI: FILIPPO TORTU, IL BIMBO-JET, E' MEDAGLIA D'ARGENTO AI MONDIALI UNDER 20


L’Italia dell’atletica leggera si gode il suo uomo-jet nuovo di pacca: frequenta il liceo scientifico, non è ancora munito di patente (fresco 18enne, ci sarà tempo) e proviene da una famiglia di velocisti. Il suo nome è Filippo Tortu e ieri 20 luglio 2016 ha riscritto la storia dell’atletica leggera azzurra conquistando una splendida medaglia d’argento al mondiale under 20 di Bydgoszcz. Su quale distanza? 100 metri, ça va sans dire. Eppure l’uscita dai blocchi sulla pista dello Stadion Zawisza era stata tutt’altro che incoraggiante per Filippo, che faceva segnare il penultimo tempo di reazione con 0.171 (“Son partito e mi son visto dietro…Stranamente” ironizzerà in zona mista dopo la finale). Poi la grande rimonta: grazie a un lanciato da urlo sverniciava avversari su avversari arrendendosi soltanto all’imprendibile Noah Lyles, next big thing della truppa statunitense. 10’’24 il suo crono, sette centesimi superiore al tempo della medaglia d’oro. E chissà cosa sarebbe successo con una partenza degna di nota dell’unico sprinter bianco in grado di raggiungere la finale dei 100 metri juniores. No, non c’è spazio per rimpianti, perché il velocista brianzolo di chiare e orgogliose origini sarde si è arrampicato laddove nessun “juniores” azzurro aveva osato: è la prima medaglia d’argento della storia italiana in un mondiale under 20; Francesco Scuderi, unico precedente per il movimento azzurro, si “fermò” al bronzo a Sydney 1996. Come riporta il sito della FIDAL, solo un altro azzurro era riuscito a salire sul podio in una rassegna iridata giovanile: Giovanni Galbieri, terzo ai Mondiali allievi (under 18) di Bressanone nel 2009. C’è di che essere raggianti, insomma. Il saluto a fine gara allo sfortunato campione del salto in alto costretto a rinunciare al sogno di Rio la dice lunga sulle qualità morali di Filippo Tortu, ragazzo tanto determinato e combattivo in pista quanto semplice e generoso una volta smesse le chiodate. Oltre a rivolgere un pensiero a Gimbo il 18enne portabandiera delle Fiamme Gialle ha ringraziato la speciale “curva” di tifosi accorsa al suo seguito e dedicato l’argento a un amico; Tortu non è nuovo a gesti analoghi, le sue dediche – tra il serio (come in quest’ultimo caso) e il faceto – hanno ormai fatto scuola nell’ambiente. L’argento di Bydgoszcz è una sorta di risarcimento morale per i recenti tiri mancini del destino: il minimo per la convocazione a Rio appena sfiorata (il personale di 10”19 di soli tre centesimi superiori rispetto alla standard di iscrizione predisposto dalla Federazione) e l’amaro in bocca per essere stato il primo degli esclusi nella finale dei Campionati Europei di Amsterdam. Poco male, Filippo si è presentato in grande stile al mondo dell’atletica “senior” e ha posto le basi per il successivo exploit in terra polacca.

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