HOTEL RISTORANTE “SA MOLA” DI BONARCADO, DICIOTTO ANNI E NON DIMOSTRARLO


di Gian Piero Pinna

L’Hotel Ristorante Sa Mola di Bonarcado, è stato inaugurato diciotto anni fa, situato ai piedi del parco del Montiferru, è stato ricavato da un’antica casa padronale risalente alla prima metà del XIX secolo, che è stata sapientemente ristrutturata per mantenere inalterato il calore, l’atmosfera e l’ospitalità di un tempo. Oggi la proprietà, in compagnia di un nutrito gruppo di amici, ha voluto festeggiare l’evento , con un sontuoso buffet di specialità locali, preparate dallo staff del giovane chef bonarcadese Antonio Marras. Non è mancato neanche monsignor Isidoro Meloni, parroco priore del Santuario di Nostra Signora di Bonacatu, che coinvolgendo la proprietaria della struttura, Iolanda Utzeri Borrodde, ha impartito la benedizione a tutti i presenti. Ma non bisogna trascurare neanche il ruolo rivestito da tutta la famiglia Borrodde, in particolare le sorelle Mariella, Alessandra e Anna Paola, che si occupano della parte amministrativa e di Antonio, che cura tutte le preparazioni artigianali, dalla pasta fresca, fino ai gelati, squisitissimi.

La struttura si estende per una superficie totale di circa ventimila metri quadrati, con uno splendido giardino ed un ampio parcheggio per auto e pullman.

La zona residenziale, di nuova costruzione, immersa nel verde, dispone di tredici bungalow, tutti dotati di bagno, aria condizionata, telefono, TV, radio e veranda coperta. Nella struttura, sono anche disponibili sette spaziose camere dotate di bagno privato e tutti i comfort.

Il ristorante, ricavato dalla ristrutturazione del vecchio frantoio, dove troneggia un’antica macina in granito, che da il nome anche all’albergo, propone una cucina tradizionale sarda in sintonia con le stagioni, arrosti misti di carni nostrane preparati al camino e la degustazione dei migliori vini nazionali e regionali.

L’albergo dispone anche di due ampie sale adibite ai ricevimenti, dalla capienza di oltre ottocento persone complessivamente, che all’occorrenza, possono anche essere accorpati in un unico ambiente per eventi che necessitano di molto spazio. Le atmosfere che caratterizzano le sale sono eleganti e suggestive e si fregiano di curatissimi elementi d’arredo e di decoro, in armonia con le architetture dallo stile tipico di una struttura padronale rurale.

Bonarcado, è una graziosa cittadina di 1.650, situata nella regione storica del Montiferru, quasi al centro della Sardegna. Il fertile suolo vulcanico, unitamente all’abbondante presenza dell’acqua, hanno fatto sì che il territorio fosse abitato fin dai tempi più remoti e anche per questo i dintorni sono molto interessanti anche dal punto di vista archeologico, essendovi numerosi nuraghi, tombe dei giganti e emergenze architettoniche che testimoniano anche la presenza romana, attestata dai ritrovamenti, nel santuario di Bonacatu, di un tratto di pavimentazione a mosaico che anticiperebbe quindi la costruzione del santuario stesso di almeno due secoli, portandolo al 400 d.C. Ma la vera sorpresa è la Chiesa di S. Maria, conosciuta per la sua primitiva struttura in stile Lombardo Toscano che risale al 1100, poi rimaneggiata con motivi moreschi inseriti nell’abside del XIII secolo, ritenuta la più antica struttura di stile romanico in Sardegna. A fianco alla Chiesa, ci sono ancora in uso i Muristenes, che sin dal 1700 si usavano per il festeggiamenti, mentre nella piazza antistante la chiesa, si nota la fonte antica di “Su Canturu”, che per tanti secoli fu la sorgente potabile di Bonarcado, nel retro della basilica di Bonacatu, si possono notare i resti dell’Antico monastero dei frati camaldolesi, che portarono l’arancio nella piana di Milis, ma c’è anche da ammirare assolutamente, la scultura in ceramica di un allievo di Donatello, quella appunto della Madonna di Bonacatu. Il santuario, nel Medioevo fu un importante centro religioso, tanto che nel 1302 fu sede di un importante Concilio, presieduto da Prospero, durante la quale si doveva dibattere se assegnare il primato alla Chiesa di Torres o di Karales.

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