FABIO ARU E IL CONTO ALLA ROVESCIA PER IL DEBUTTO ALLA “BOUCLE”: “IL TOUR? SONO COME UN BIMBO CHE APRE L’UOVO DI PASQUA”

ph: Fabio Aru

La voce entusiasta e una voglia di riattaccare il numero sulla schiena difficilmente quantificabile. Riecco Fabio Aru. Il 25enne sardo si è ormai messo alle spalle una prima parte di stagione inferiore alle attese – chiusa domenica 17 aprile senza successi e con il ritiro all’Amstel Gold Race – ed è pronto a ripartire. A cominciare dal Giro del Delfinato, dove da domani a domenica 12 il re della Vuelta 2015 affronterà una parte importante della “crema” mondiale, Froome e Contador in testa. Un test di prima classe sulla strada verso il Tour de France, che scatterà sabato 2 luglio da Mont Saint Michel. È l’Aru che conosciamo: niente proclami, ma determinazione feroce e convinzione massima.

Aru, innanzitutto come sta?  “Bene. In un certo senso mi sento anche io reduce da un grande giro, visto che sono stato 22 giorni al Sestriere…”.

Ha lavorato con profitto in altura?  “Sono contento, ho messo insieme un bel blocco di lavoro. Col tempo siamo stati fortunati. Sestriere è in una valle, c’è spesso vento. Non abbiamo perso neppure un giorno di allenamento”.

La delusione per la prima parte di stagione è alle spalle?  “Sì. Certamente chiudere con due ritiri, uno ai Paesi Baschi e uno all’Amstel, non è stato piacevole. Mi è rimasto l’amaro in bocca. Ma ho voltato pagina”.

Il Giro d’Italia è riuscito a seguirlo? Si aspettava la rimonta del suo compagno Nibali?  “Sì, l’ho seguito bene. Alcune tappe magari solo gli ultimi chilometri, quando si rientrava dall’allenamento verso le 17. È stato spettacolare un ribaltone così. Il pubblico avrà gradito. E io non ho mai pensato che fosse finita, perché nei grandi giri si può capovolgere tutto anche il penultimo o l’ultimo giorno”.

Lei sa però che la domanda sulla convivenza proprio con Nibali al Tour sarà il tormentone dell’estate…  “Per l’Astana, avere uno come Vincenzo al via del Tour sarà un valore aggiunto. Io sono contento di averlo al fianco. Faremo una bella coppia. E chissà che lui strada facendo non trovi la gamba per puntare a quella doppietta che manca dai tempi di Pantani nel 1998. Correre insieme ci permetterà di affinare i meccanismi anche in vista dell’Olimpiade di Rio”.

Dal Giro del Delfinato che cosa si aspetta?  “Fare fatica. Mettere chilometri nelle gambe. Trovare quel ritmo che all’inizio potrebbe mancarmi un po’. Il percorso è duro ma è disegnato bene, con un cronoprologo in salita per cominciare e le ultime tre tappe che dovrebbero decidere la classifica. Non cerco il risultato, al Tour manca ancora un mese. Ma penso di essermi preparato bene”.

Ha avuto anche modo di vedere in ricognizione le tappe alpine del Tour, che idea si è fatto?  “Sono veramente dure. Molto esigenti. In particolare mi ha colpito la cronometro di 17 km di Sallanches. C’è un po’ di tutto. Salita impegnativa, falsopiano, arrivo in discesa. Messi insieme, potrebbero risultare i giorni decisivi per definire la classifica del Tour”.

Tra gli aspiranti alla maglia gialla di Parigi ne vede uno superiori agli altri?  “Contador, Froome, Quintana… li considero tutti sullo stesso piano. Direi che finora Thibaut Pinot sta facendo una grande stagione, e potrebbe essere la sorpresa. Ma uno come lui in realtà è una certezza”.

Il confronto con tali campioni la preoccupa?  “Al contrario. Mi galvanizza. Alla Vuelta 2014 arrivai quinto dietro a Contador, Froome, Valverde e Rodriguez riuscendo a vincere due tappe. Tutti campioni. È un risultato di cui ancora adesso vado orgoglioso”.

Aru, su 5 grandi giri disputati conta 3 podi e un quinto posto. Però il Tour non l’ha mai corso. Che cosa si aspetta? E che cosa dobbiamo aspettarci?  “Il primo Tour che ricordo bene di avere seguito in televisione è stato quello del 2012, vinto da Wiggins. Festeggerò in gruppo il compleanno (26 anni, domenica 3 luglio, ndr) e mi sto preparando al massimo, curando ogni dettaglio. L’allenamento in bici, le sedute in palestra, lo stretching con Marino Rosti (e in ritiro al Sestiere c’era pure il preparatore Maurizio Mazzoleni, ndr). Avrò una squadra forte e esperta al fianco. E io, al cospetto del Tour, mi sento come un bambino che scarta l’uovo di Pasqua. Non vedo l’ora di scoprirlo”.

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