CONCERTO DI MUSICA CLASSICA E DELLA TRADIZIONE SARDA: INIZIATIVA A UDINE CON IL CIRCOLO “MONTANARU”

ph: Guido Freschi

di Paolo Cerno

E’ il quarto incontro musicale che il Circolo dei Sardi “Montanaru” di Udine organizza con  il quartetto, composto d’archi, cembalo e pianoforte, del Friuli e del Veneto, magistralmente guidato dal violinista maestro Guido Freschi.  Sono diventati così noti ed apprezzati dai Soci e dal variegato, allogeno, pubblico di
simpatizzanti del circolo medesimo, che ormai si possono considerare di casa.  E sabato 20 febbraio u.s. i presenti erano così numerosi da soverchiare di un bel numero le  ottanta sedute previste, tanto da obbligare i solerti collaboratori del presidente Mannoni, a predisporre, in fretta e furia, le sedie mancanti.  Il lieve ritardo, dovuto al trambusto, è subito dimenticato all’apparire della garbata e  preparatissima presentatrice Selene Menon che ha introdotto il primo brano della tradizione sarda:  “Su bolu ‘e s’astore ” di Tonino Puddu. E’ lo struggente volo simbolico nei.cieli Iimpidi e ventosi di Sardegna, di un astore/falco alla ricerca del suo amore che si rivela un angelo; e anche le basse note  modulate della voce soffusa d’un calore tutto sardo di Lisa Di Prisco, volano alte nell’anima attenta  di tutto l’uditorio. Vibranti gli applausi. Sono solo un piccolo anticipo di una serata che ne sarà ricca. L’intimo assolo di Marco Tomasin alla chitarra, moderna succedanea del liuto, col preludio BWV 998, c’immerge nella musica classica. Quello che è universalmente considerato il ” papà” musicale dei primi del settecento J.S.Bach, ci trasporta nell’atmosfera precisa, impeccabile della sua sterminata produzione da grande artigiano; tutti i suoi successori ne hanno attinto e ne sono consci debitori. Applausi convinti. I brani si susseguono incalzanti: sempre di Bach la Suite n03, aria vocale per violino e clavicembalo. Impeccabile il l° violino del maestro Freschi e prezioso il tocco al clavicembalo di Giuliano Fabbro. “Nanneddu meu” è il brano di Peppino Mereu e Tonino Puddu che ci riporta nel mondo isolano con la saggia sua filosofia mai rassegnata: così va il mondo, ci accarezza la voce fonda e sussurrata di Lisa Di Prisco facendoci meditare ed applaudire al ” … sicut erat..”.  Piotr Il’ic Cajkovkij è debitore confesso di molta musica popolare russa re interpretata nell’op. 42 : ricordo di un paesaggio; l’organico al completo si destreggia con maestria. Applausi. Il tema intimistico del notturno op.9 n.2 con le sue 14 varianti di Chopin è uno dei più classici per pianoforte e il maestro Fabbro lo onora appieno meritandosi tutti gli applausi piovuti. L’amore del fante sul continente, nella lA guerra mondiale, si strugge nel brano “No potho reposare” di Giuseppe Rachel (Cagliari 1858- Nuoro 1937); Lisa Di Prisco con la sua  accorata interpretazione ci.fa palpitare col soldatino per il bene lontano. Il Trillo del diavolo di Giuseppe Tartini è la chicca che ci regala il maestro Freschi e il suo collaudato complesso. Il sogno col diavolo ci porta nel paradiso del contrappunto barocco ribadito  con il concerto Rv. 93 del veneziano Antonio Vivaldi.  A fine concerto tutti in piedi … “pro s’onore de s’Italia e de Sardigna … ” a cercare di cantare  l’amato Inno della “Brigata Sassari”; la buona volontà c’era, il risultato un po’ meno. I gloriosi Dimonios ajo!. .. avanti … Forza Paris, come sempre generosi, sicuramente ci perdoneranno!  Mandi aducj 

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