NON SOLO SARDEGNA: IL CASO ALMAVIVA, UNA VERTENZA NAZIONALE


di Maria Vittoria Dettoto

Almaviva è un’azienda leader di mercato in Italia per aziende private ed enti pubblici nell’outsourcing di servizi CRM che utilizzano tecnologie innovative in grado di assicurare le eccellenze nel CRM 3.0.
Utilizza tecnologie semantiche Almawave che consentono il riconoscimento del linguaggio naturale per ottimizzare il processo operativo. Gli operatori di Contact Center diventano esperti nel telemarketing e teleselling. Paradossalmente l’elevata formazione di chi lavora in Almaviva Contact è diventata il suo problema.  Il costo della sua forza lavoro è arrivato ad essere non competitivo, in primis a causa del fenomeno del dumping che porta a delocalizzare le commesse all’estero, in paesi nei quali il processo di manodopera è inferiore. Attualmente sono a rischio quasi 3.000 posti di lavoro di questa azienda che ha la sede centrale nella Regione Sicilia, dove conta 6 mila dipendenti sui 10.000 a livello nazionale.  4.500 dei quali dislocati nella città di Palermo, nella quale si vive di Almaviva e lavori gravitanti attorno alla Pubblica amministrazione. Mettere a repentaglio i posti di lavoro di Almaviva equivale di fatto a mettere in pericolo l’occupazione siciliana, dal momento che parliamo di un’area a bassa penetrazione produttiva. Il problema nasce nel momento in cui Almaviva perde la commessa con Enel; commessa vinta da System House e da un’azienda pugliese, che avrebbero offerto un prezzo inferiore al costo del lavoro. L’aspetto industriale della vertenza soffre non solo della delocalizzazione, ma anche della decontribuzione nei primi tre anni per i neo assunti e della clausola sociale relativa al cambio di appalto che prevederebbe la tutela occupazionale, attualmente al vaglio del Senato. Le sigle sindacali lottano all’unisono per portare avanti le istanze dei lavoratori:Daniele De Luca, (segretario Cisl Palermo Trapani) Eliana Puma (Rsu Fistel Cisl Palermo e Francesco Assisi (Segretario Fistel Cisl Palermo Trapani) hanno incontrato recentemente l’assessore alle attività produttive della Regione Sicilia Lo Bello, che si è impegnato a sostenere la vertenza. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha già incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti per porre la vertenza all’attenzione del Governo, ha consegnato il 26 febbraio nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera di appello dei lavoratori Almaviva.
La consegna è avvenuta al Teatro Massimo di Palermo mentre Mattarella inaugurava l’anno accademico dell’Università.  La lettera è stata consegnata oltre che da Orlando anche dagli stessi dirigenti della Prefettura di Palermo. A seguito di ciò anche il Presidente della Regione Sicilia Crocetta ha incontrato i lavoratori e convocato un tavolo con le parti sociali per il prossimo due marzo. In realtà a soffrire è tutto il settore dei call center in outsourcing. Per questo motivo è stata indetta uno sciopero generale a Roma l’11 marzo, al quale saranno presenti anche i dipendenti Almaviva. Tra essi Loredana Ilardi, dipendente dell’Almaviva Contact di Palermo e Componente della segreteria provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, che da subito si è battuta in prima linea in difesa del suo posto di lavoro e di quello dei suoi colleghi:”Non si può giocare al ribasso sulla pelle dei lavoratori.  Siamo sotto contratto di solidarietà. 
L’azienda ha decapitalizzato”, afferma. Da metà marzo potrebbero iniziare i licenziamenti.  Per questo motivo c’è grande fermento e rabbia dei lavoratori. Ci auguriamo tutti che la loro vertenza abbia una rapida e felice soluzione. Anche sui social è possibile manifestare solidarietà nei loro confronti attraverso l’hashtag #siamotuttialmaviva. Ognuno di noi può dare il suo piccolo contributo a questi lavoratori:la difesa del posto di lavoro non ha confini ne’ colori partitici. Si lotta. E basta.

Una risposta a “NON SOLO SARDEGNA: IL CASO ALMAVIVA, UNA VERTENZA NAZIONALE”

  1. questa è una situazione che se non attenzionata potrebbe causare grossi problemi non solo a chi ne fa parte , ma per riflesso anche all economia territoriale ,visto che ci sono altri licenziamenti in atto come gli ex Keller transitati in Rfi che a breve verranno messi definitivamente in mobilità

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