LINGUE ORIENTALI ALLA CELEBRE UNIVERSITA’ VENEZIANA CA’ FOSCARI: ALESSIA LAI A PECHINO A STUDIARE IL CINESE

Alessia Lai

di Michela Girardi

Alessia Lai, 21enne tortoliese, dopo aver conseguito la maturità classica, si è buttata a capofitto nello studio delle lingue orientali presso la celebre università veneziana Cà Foscari. Oggi, in procinto di laurearsi, si trova a Pechino, dove sta perfezionando la conoscenza della lingua cinese e vivendo esperienze indimenticabili. Con un obiettivo: quello di restare in Oriente.

Quando e perché hai lasciato la Sardegna? Mi sono iscritta all’università di Venezia dopo aver concluso la maturità. Sentivo il bisogno di conoscere altre città e di mettermi alla prova da sola lontano da casa. Ho scelto Venezia perché era la città dove la lingua che volevo studiare (cinese, appunto) era insegnata meglio e dove potevo avere più opportunità. Non mi sono assolutamente pentita della mia scelta: amo Venezia e la mia vita lì.

Dove ti trovi ora e di cosa ti occupi? Da settembre vivo a Pechino, dove starò fino a gennaio. Sono qui per frequentare un semestre presso l’università cinese, per migliorare il livello di conoscenza della lingua. L’università di Venezia offre molte opportunità di questo tipo e non me la sono fatta sfuggire.

Quali difficoltà hai incontrato agli albori del trasferimento? Le difficoltà le ho riscontrate, appunto, nei primi giorni: mi sono sentita catapultata in una realtà completamente diversa da quella di partenza. Il primo ostacolo è stato la lingua. Nessuno parla inglese, quindi dal primo giorno sono stata costretta a parlare solo cinese (io lo chiamo il metodo ‘nuota o affoghi’) per qualsiasi esigenza, dall’ordinare al ristorante all’andare in banca a cambiare i soldi. La seconda difficoltà l’ho avuta con la burocrazia: è incredibilmente lenta. Per qualsiasi processo ci vogliono ore, anche solo per cambiare dei soldi. Poi ci sono tante altre cose che forse all’inizio avrei potuto definire come difficoltà (come il comportamento molto curioso dei cinesi o lo smog presente diversi giorni al mese) ma che adesso, per abitudine, non lo sono più.

Mondo dei giovani. Che differenze noti tra gli italiani e i cinesi? A primo impatto non ci sono grandi differenze: si va in discoteca, si esce la sera o si va a fare shopping nello stesso modo in cui si potrebbe fare in una qualsiasi città occidentale, ma conoscendoli bene si nota che hanno molta più fiducia nel futuro rispetto a noi  (dovuta principalmente al boom economico che si ripercuote chiaramente anche nel mercato del lavoro). I ragazzi cinesi, inoltre, pongono la famiglia al primo posto: ci si sposa giovani (25, 26 anni) e crearsi una propria famiglia è un passaggio essenziale verso l’età adulta.

Stai pensando di restare in Cina? Se sì, perché? Sicuramente dovrò tornare in Italia a gennaio, ma spero di poter iniziare in un futuro prossimo un’altra esperienza qui in Cina, anche di tipo lavorativo. Vorrei restare perché mi sono davvero innamorata di questo paese. Nonostante le difficoltà e i mille “difetti” la Cina per me è un posto dove tutto può succedere e dove nulla finisce mai di sorprendere.

Consiglieresti ai ragazzi della tua età un’esperienza come la tua? Assolutamente. Consiglierei a chiunque di allargare i propri orizzonti con un’esperienza simile, di allontanarsi per un po’ da ciò che si conosce bene per affrontare nuove realtà e culture: ti arricchisce sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Ti fa crescere davvero tanto.

Hai tante passioni, tra le quali la fotografia. In Cina riesci a portare avanti questo interesse? La Cina è un posto fantastico da fotografare, sia per i paesaggi che per i suoi abitanti. Delle volte diventa complicato perché a causa dello smog la luce spesso non è delle migliori. Oppure quando voglio fotografare la gente per strada è più facile che mi blocchino e che siano loro a fotografare me, poiché adorano scattare foto ai laowai (stranieri, ndr) perché siamo ancora pochi e quindi “strani” da vedere per loro. Purtroppo però non sto scattando tante foto quanto vorrei a causa dei mille impegni durante la giornata.

Come vedono i cinesi la Sardegna? L’Italia è molto conosciuta e apprezzata in Cina, ma non si può dire la stessa cosa della Sardegna. Devo mostrare ogni volta una mappa dell’Europa per far capire dove sia casa mia. Però quando mostro delle foto della Sardegna e del suo mare non c’è una persona che non resti a bocca aperta e mi chieda come faccia a vivere in un posto così spettacolare.

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