E’ INGEGNERE ALLA PORSCHE MOTORSPORT: DOPO LE TAPPE A PARMA E FAENZA, MATTEO MARINI DA UN ANNO VIVE A STOCCARDA

Matteo Marini

di Stefania Lapenna

Matteo Marini ha da subito individuato quale doveva essere la sua strada. Fuori dalla Sardegna. Cagliaritano di 34 anni, ha conseguito una laurea in ingegneria meccanica e, successivamente, ha lasciato l’isola con destinazione Parma e, in seguito, Faenza. Da un anno vive a Stoccarda, dove dal novembre 2014 lavora come ingegnere per la Porsche Motorsport.

Cosa ti ha spinto a lasciare la Sardegna? La voglia di realizzare il mio sogno: progettare auto da corsa, cosa che in Sardegna non avrei mai potuto fare. Andai via già l’ultimo anno di università, con destinazione Graz, in Austria. Poco dopo la laurea ottenni ciò che cercavo da sempre: iniziai a lavorare alla Dallara Automobili, a Parma, dove stetti per quasi tre anni, per poi trasferirmi a Faenza, sede della Scuderia Toro Rosso, dove ho lavorato per due anni circa, prima di trasferirmi a Stoccarda, in Germania.

In che cosa consiste il tuo lavoro? Studio la dinamica del veicolo e l’integrazione tra pneumatici e veicolo per i prototipi che corrono nel WEC (campionato mondiale endurance e la 24 ore di Le Mans).

Come ci si sente a lavorare per una grossa azienda come la Porsche? È un grande onore e un gran riconoscimento, poiché ho avuto la possibilità di far parte della squadra pur non conoscendo bene il tedesco. Quest’anno abbiamo vinto la 24 ore di Le Mans, la gara più importante del mondo, e lo scorso week end ci siamo aggiudicati anche il campionato mondiale. Sono dei risultati fantastici di cui vado molto fiero, a maggior ragione per averli ottenuti per un marchio che ha fatto, e fa tuttora, la storia dell’auto.

Com’è la vita a Stoccarda? Ti sei ambientato facilmente? È una città grande ma non enorme, è un buon compromesso. L’ambientamento è stato relativamente facile, a parte la lingua che sinceramente non aiuta, ma è solo questione di dedizione e buona volontà. È una città immersa nel verde, molto industrializzata e universitaria. Ha molto da offrire.

Rifaresti la scelta che hai fatto? Senza ombra di dubbio! Avere la possibilità di confrontarsi con realtà, ambienti, persone ed usanze differenti è un’opportunità unica per crescere come persona, non solo professionalmente.

Cosa ti manca della Sardegna?  Pensi di tornare in futuro? La famiglia, gli amici di sempre e i posti che ancora non ho visitato. Ogni anno cerco di visitare il più possibile angoli di Sardegna a me nuovi e non smetto mai di stupirmi: è davvero un’isola fantastica. Purtroppo non credo ci sia spazio per un eventuale ritorno; la mia vita e le mie passioni sono altrove ora come ora.

http://www.vistanet.it/

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