BUENOS AIRES, VII CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DEI CIRCOLI SARDI IN ARGENTINA: NOI, FIGLI DI UN’ISOLA LONTANA


di Sara Paz Vargiu

CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA FEDERAZIONE DEI CIRCOLI SARDI IN ARGENTINA

PRESIDENTE:                                                    MARIA MARGARITA TAVERA 

SEGRETARIO:                                                   JUANA SIGNORINI

TESORIERE:                                                       SALVATORANGELA SOLINAS

CONSIGLIERI:                                                   GIAN CARLO BARRETO MANUNTA

                                                                              SARA DEL VALLE PAZ

                                                                              ADRIANO MANCA

                                                                              DANIELA VARGIU

                                                                              VICTORIA LLANTADA

                                                                              GABRIELA PIRA

                                                                              LOREDANA MANCA

                                                                              RAFAEL MURGIA

                                                                              RODOLFO BRAVO MASALA

                                                                              JOANA TEVEZ

                                                                              FRANCO CIAMPICHETTI

                                                                              ANA RUIU

                                                                              CLAUDIA CHIRRA

COLLEGIO DEI PROBIVIRI:                           GIOVANNA PORCU

                                                                              PIETRO PINTUS

                                                                              MARIA PIRAS

                                                                              JORGE ANDRIA

                                                                              IRIS MADAU

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI:       NOEMI BEATRIZ MARONGIU

                                                                              TERESINA CASTANGIA

                                                                              DANIEL FALCON BUDRONI

                                                                              ANA CAUTELIER MAZZA

                                                                              SONIA DEMELAS

                                                                              GABRIELE ONNIS

Dopo una attesa di tre anni e con una forte presenza di giovani, si svolge il VII Congresso della Federazione dei circoli sardi di Argentina, purtroppo con l’assenza delle autorità dell’Assessorato del Lavoro, che nemmeno hanno fatto pervenire un saluto di cortesia. Il tema scelto, “Essere Sardi in Argentina” si è così suddiviso: L’importanza della conoscenza delle realtà sarda nel mondo; La sardità vissuta dalle nuove generazioni. La scelta di essere sardo in Argentina; I sardi di madrelingua spagnola; Le associazioni dirette dalla discendenza sarda; La generazione della “seconda età.

Con la presenza del Console Generale d’Italia a Buenos Aires Riccardo Smimmo, dei  rappresentanti dei patronati, della Presidente della Federazione Margarita Tavera, e del Consultore Grand Ufficiale Vittorio Vargiu, si aprono i lavori al Congresso; coordina Pablo Fernandez Pira, che sollecita un minuto di silenzio per le strage di Parigi. Dopo l’inno argentino e italiano, la presidente Margarita Tavera dà il benvenuto a tutti i presenti. Accenna l’amore per la Sardegna e rileva come sa ancora attuale il fenomeno dell’emigrazione in Sardegna e il fatto che molti giovani scelgono l’Argentina. Segnala le difficoltà che attraversano i circoli, addirittura con la scomparsa del circolo di Cordoba. Aggiunge l’importanza della rete dei circoli come risorsa per la Sardegna ma sottovalutata dalle istituzioni regionali. Continua dicendo che molti discendenti non la sentono, ma altri rivendicano la sardità e fanno il possibile per il funzionamento dei circoli molti dei quali sono diretti dalle donne. Il Presidente del Congresso, Pino Dessi, manifesta il suo piacere per essere un’altra volta con noi. Esprime il concetto sulla differenza dei sardi discendenti che vivono la sardità da lontano e i sardi residenti. Concorda con le espressioni della Tavera sulla crisi che attanaglia la Sardegna e l’Italia. La salvezza dell’associazionismo è la grande presenza degli italiani all’estero che costituiscono una grande risorsa per l’isola. Successivamente prende la parola, il Consultore G.U. Vittorio Vargiu. Segnala che il Congresso e stato spostato per anni per le difficoltà economiche e politiche, ma che non sono stato ostacolo per la continuità dei circoli. La crisi ha fatto si che i giovani sardi hanno scelto ancora una volta il cammino dell’esodo. Sul tema del Congresso aggiunge che la comunità sarda in Argentina ha saputo integrarsi alla comunità ospitante. I giovani sono il futuro e il presente delle associazioni. Si sofferma sulle varie attività dei circoli. Fa riferimento al Convegno tra l’Università di Cagliari e l’Università di Tucumàn. Augura un buon lavoro ai congressisti.

Fernandez Pira legge i saluti del Presidente Vicario della Consulta per l’emigrazione Domenico Scala che ringrazia per l’invito e porge il saluto della Federazione Svizzera; accenna al fatto della chiusura di tanti circoli, e si domanda se le autorità sarde possono ignorare questa grave situazione. Il ritardo dei contributi e i tagli importanti contribuiscono fortemente alla scomparsa delle associazioni. Invita a non mollare ma a cercare di reinventarsi nuovi ruoli per far vivere l’associazionismo. L’obiettivo è quello di non perdere la continuità culturale, e stringere il patto di fratellanza tra i sardi della Sardegna e i sardi all’estero.

In un altro messaggio Luciano Pinna del Coordinamento del Mutuo Soccorso della Sardegna, ringrazia per l’invito. Accenna all’esodo dei giovani della Sardegna, inclusi i suoi figli, genitori e fratelli. Segnala l’apporto dei sardi, che hanno contribuito alla ricchezza dei popoli dove si sono stabiliti.

Antonio Mura, della Federazione Svizzera e Serafina Mascia della F.A.S.I.  inviano gli auguri di buon lavoro così come il Presidente della FAES, Pier Paolo Cicalò.

Successivamente Andrea Carta, rappresentante dell’AITEF, chiede la parola manifestando la sua commozione per esser tra i sardi in Argentina. Dichiara che i circoli di tutti i paesi, coprono un importante ruolo; possono essere tra altro un punto di riferimento per l’imprenditoria sarda. Antonio Fancello, del Patronato ANMIL segnala che da un anno segue con interesse insieme a Pino Dessi le attività dei circoli sardi sparsi per il mondo e augura buon lavoro per questo Congresso.

Alessandra Perra, studente dell’università di Cagliari informa su una ricerca che stanno svolgendo a Buenos Aires tra i sardi emigrati. Aggiunge che con altre due compagne, si è messo in contatto con la Presidente della Federazione chi li ha accolti con molto affetto ed efficacia per facilitare il loro lavoro. Il Console Generale ringrazia per l’invito, comunicando che sta vivendo un’esperienza nuova per essere a Buenos Aires solo da tre mesi. Sente grande emozione nel girare per le associazioni e vedere l’amore per l’Italia e le sue istituzioni. L’associazionismo è encomiabile per le sue attività.

Dopo la pausa pranzo la parola passa ai Presidenti dei Circoli. Prima, Angela Solinas, Presidente del Circolo Sardi Uniti di Buenos Aires che esprime il suo piacere nel rivolgersi a tutti i partecipanti. Essere sardi in Argentina non è facile e ne difficile, ma diverso; lontani ma vicini nel cuore alla Sardegna. Possibilità di vivere la sardità. La sfida: avvicinare ai giovani ed è altresì importante la partecipazione femminile come quella di avere una Presidente donna come Margarita Tavera. La partecipazione attiva dei circoli nella collettività è fondamentale. Con le nuove situazioni dettate dai tagli e i ritardi dei contributi ci deve far pensare a nuovi modi di finanziamento alle associazioni. La risposta positiva alla richiesta della polizia di Bs. As. Per avere la statua della Vergine di Bonaria ci ha fatto sentire ambasciatori della Sardegna.

La delegata di Mar del Plata Loredana Manca, fa riferimento ai membri della seconda età. È un gruppo dei soci delle associazioni ancora fortemente presente nei circoli. Fa riferimento alla partecipazione dei giovani che non sempre è l’adeguata. Propone di richiamare l’attenzione della Regione sul tema degli anziani e sulla convivenza con le nuove generazioni. Daniela Vargiu dice che dirigere un’associazione sarda in Argentina è un altissimo onore e un’enorme responsabilità. Un onore perché in quel modo si rende omaggio ai nostri padri, nonni e bisnonni, i quali con un profondo senso di sardità hanno fondato anni fa i circoli.

Maria Victoria Llantada riferisce che tra le nostre associazioni non ci sono giovani nati in Sardegna e si sofferma sull’angoscia del distacco dei nostri avi nel lasciare la loro terra: problematica vissuta in modo indiretto da parte dai giovani sardi discendenti.

Ana Maria Ruiu Presidente del Circolo di San Isidro dice che è difficile spiegare quello che significa essere sardi in Argentina. La bandiera sarda ci identifica, ha un forte significato storico e suscita curiosità. E nostro obbligo diffondere la nostra cultura. La bandiera sarda per me, nata in Argentina, significa molto, rappresenta le generazioni dei miei genitori. In essa vedo mio nonno, mio padre, nel passato. E nel presente  vedo me e i miei figli. È nostro dovere promuovere la tradizione e la cultura sarda. I giovani hanno i loro impegni e non hanno il tempo sufficiente per seguire anche le attività nei circoli. La Sardegna è troppo lontana per tutti: non tutti i giovani hanno potuto visitare l’isola per approfondire la conoscenza della cultura sarda. I circoli in Italia hanno tutta un’altra possibilità di approccio con l’isola. Tutti abbiamo capacità creativa e voglia di continuare. Per portare la bandiera c’è bisogno di un asta forte e quell’asta è la Sardegna, ma non ci deve abbandonare.

Rafael Murgia Presidente di Villa Bosch segnala gli obiettivi del Congresso e racconta aneddoti sull’infanzia vissuta in una famiglia sarda colpita dalla guerra. Nato a Villa Crespo, ricorda il ristorante dove si riunivano i sardi.  Parlavano bene lo spagnolo e non il “cocoliche” (gergo degli italiani in Argentina). La famiglia sarda poteva mantenere accesa la fiammella della cultura isolana. Nel 2005 ha conosciuto la Sardegna e da lì ha cominciato a far parte della vita associativa. I giovani hanno bisogno di una maggiore partecipazione nei nostri circoli. La generazione intermedia deve aiutarli.

Joana Tevez, Presidente del Circolo di Rosario: parla della sua esperienza nel circolo vero punto di riferimento per gli emigrati. Da parte loro abbiamo imparato a conoscerne le tradizioni, i valori della famiglia, del lavoro, dell’amicizia e del rispetto. Valori oggi molte volte dimenticati. Un pensiero speciale della platea è stato dedicato a Sebastiano Mureddu (96 anni).

Partecipazione dei giovani: Magali Misses fa riferimento alla collettività sarda che è una grande famiglia e sente che le ha dato moltissime opportunità: sia il circolo sia la Federazione che la Regione. Come rappresentante delle nuove generazioni si offre per aiutare le associazioni con l’utilizzo della rete Internet.

Lucia Dettori ammette che l’idea di partecipare all’attività associativa arriva dopo i 25 anni. Viviana Vargiu, accenna alle problematiche che si sono trattate in tutti i Congressi precedenti e l’importanza di riunirsi e conoscersi tra i giovani e fare delle proposte per lavorare a favore delle istituzioni sarde.

Gian Carlo Barreto Manunta parla del vantaggio dei giovani d’oggi nello sfruttare le tecnologie che permette loro di relazionare anche con l’Italia più agevolmente. In passato si sono creati con molto entusiasmo gruppi di giovani in Facebook che purtroppo non hanno funzionato.

Momento emotivo di grande presa con la lettura di Teresina Castangia di un racconto dedicato a suo padre, nato a Cagliari.  Omaggio a Cesar Meridda, importante componente del Circolo Sardi Uniti, scomparso prematuramente. Due video sulla sua partecipazione in diversi momenti nella vita del circolo e della Federazione, presentati da Daniel Falcon hanno suscitato momenti di grande commozione. Attimo ricreativo con la presentazione di una coppia di tango e del Balletto Sa Sardinia di Rosario.

La seconda giornata del Congresso è stata dedicata alle elezioni delle nuove autorità della Federazione Sarda Argentina e alle conclusioni dei vari gruppi di lavoro.

Fatima Trapani parla a nome dei giovani che chiedono maggior considerazione e spazio. Attività proposte: tirocini nell’isola, scambi, borse di studi, master, corsi d’italiano. Proposta di includere nei possibili benefici, anche i “figli adottivi dei circoli e della Sardegna”.

Adriano Manca propone di implementare le attività con corsi di lingua, storia e cultura sulla Sardegna prima di aver la possibilità di viaggiare verso l’isola. Approfittare della rete per far parte dei comitati direttivi dei circoli, diffondere la cultura sarda tra amici, compagni di lavoro e studi. Fare corsi di cucina, condividere passi di ballo sardo in maniera virtuale e migliorare la dinamica delle riunioni del consiglio direttivo delle associazioni per farle più vicine alle esigenze dei giovani.

Finalmente, parole del neo presidente Margarita Tavera che ha ringraziato tutti per lo svolgimento delle diverse fasi del Congresso, richiamando i giovani nel partecipare a beneficio delle associazioni e di mettere in atto tutto quanto accordato in questa due giorni a Buenos Aires. 

Chiusura con la poesia in sardo di Pietro Pintus sull’”Amistades”.

2 risposte a “BUENOS AIRES, VII CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DEI CIRCOLI SARDI IN ARGENTINA: NOI, FIGLI DI UN’ISOLA LONTANA”

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