PETALIE, ROMANZO POPOLARE SARDO PIEMONTESE: AL CIRCOLO “QUATTRO MORI” DI RIVOLI, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARIA ANTONIETTA MACCIOCU E DONATELLA MORESCHI

nella foto da sinistra: Renzo Caddeo, Bruna Murgia, Maria Antonietta Macciocu

di Bruna Murgia

L’intervento del presidente del Circolo, Renzo Caddeo, precede la presentazione del romanzo, Petalie, scritto a quattro mani da Maria Antonietta Macciocu, di Sassari, e Donatella Moreschi, di Torino.

Petalie è un romanzo storico sociale, la narrazione di più storie nella Storia, unite da un unico filo rosso che dalla Breccia di Porta Pia arriva ai giorni nostri, passando da una sola Italia in cui gli eventi echeggiano e si evidenziano nei comportamenti, nella cultura e nell’arte, di cui i protagonisti sono autori attivi e passivi. I mutamenti sociali trovano espressione nella connotazione dei movimenti che via via nascono e si consolidano in azioni concrete, che caratterizzano le diverse epoche illustrate nel testo.

È, in parte, un inno alle donne,  alla loro forza che si concretizza nel quotidiano e nel sociale, nella protesta per arrivare a conquistare il diritto di voto, nella Resistenza e nella quotidianità. Donne coraggiose, intelligenti ed energiche, che nel contempo non dimenticano, ognuna, la propria femminilità. Le donne sono le vere protagoniste del romanzo, anche quando non ci sono più: da Eleonora a Teresa, Ada, Elena, Margherita, Sibilla, Rosa, Micol, Grazia, Annita, Agata, Rossella per giungere a Futura, la figlia del nostro tempo; donne capaci di costruire relazioni forti, in cui emerge l’alterità nell’unità.

Alcuni personaggi lasciano segni più evidenti nel romanzo, rappresentano e tengono unite le due terre: il Piemonte e la Sardegna, come Alessandro e Rosa Simbula di Cabras. La bellezza dell’ingenuità e della spontaneità della donna capace di vincere la tristezza di Sibilla per la perdita della madre e chiamarla a sé con la semplicità di un sorriso.

Pagine intense in cui è possibile guardare nell’Isola e scorgervi la ricchezza e la povertà che da sempre la connota come un luogo unico, di cui resta sempre, una storia,un suono, un profumo, un colore ancora da scoprire e da raccontare. Tante storie scolpite nella Storia, che nascono, si intrecciano, si allontanano e si riavvicinano.

Nel passato che vive nel presente e accosta le due Terre, il lettore scopre che la certezza di essere amati passa attraverso i gesti concreti e rassicuranti di una donna semplice e ignorante che, in un primo tempo, suscita ilarità nelle signorine di città. Rosa ècapace di superare la barriera delle sofferenza e l’iniquità delle convenzioni con la naturalità e l’autenticità dei valori in cui crede. La straordinaria bellezza della donna, mai descritta apertamente, ma desunta nel testo, riesce ad avvicinare anche Carlo, che, ancora bambino, presenta già i segni di quel mal di vivere che connota l’animo umano, in ogni epoca.

Le contraddizioni tra le diverse generazioni: Sibilla e Carlo conosceranno la crudeltà della politica di Mussolini, metteranno in crisi le apparenti certezze di Alessandro e la sua appartenenza al partito; dapprima sul piano puramente intellettuale, poi attivamente.

I due fratelli vivono la II guerra mondiale, la crudeltà che si consuma nella caduta di un popolo che ritrova la forza di rialzarsi.

L’eco della musica anglofona e l’acclamata libertà nel pensiero rivoluzionario di Che Guevara, per arrivare a contestualizzare le diverse componenti che modificano le relazioni generazionali. Mutamenti che, forse, allontano le due Terre, o più semplicemente ne danno uno sguardo d’insieme diverso, cambiato così come cambia la storia e il comportamento degli uomini.

Petalie è un testo ben scritto, lineare, scevro dai tecnicismi che talvolta connotano il romanzo storico. Le autrici  conducono il lettore dentro la Storia e gli consentono di apprezzarne ogni momento del suo divenire.

I cambiamenti sono raccontanti intensamente e sul finale del libro, il lettore indugia per assaporare lentamente ogni singola riga del testo, in cui i protagonisti si muovono verso le diverse parti del mondo: tutto finisce e tutto rincomincia. Rosa riecheggia nella memoria di Sibilla accudita da Haisha; ai sapori della cucina sarda si mescolano quelli dell’Africa. Ogni piccolo spazio è denso di ricordi, che abbelliscono ogni istante della vita di Sibilla, così diversa e così simile a quella del passato, tant’è che basta un attimo per tornare tra le braccia di Rosa, di quella donna sarda semplice e onesta che ha contribuito a far di lei quella che è diventata.

Un finale ricco di elementi in cui si scorge l’esistenza di un legame con se stessi e con gli altri che non si può rescindere, che ognuno porta dentro di sé, dal primo all’ultimo istante dell’esistenza. Da Eleonora a Futura.

Una sottolineatura appena percepibile – fatta con maestria – della necessità di riscoprire l’importanza dell’autenticità del vivere, delle relazioni famigliari, amicali e sociali, che da sempre implicano l’urgenza dell’esistenza dell’amore per l’umanità.

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