LA PRESENTAZIONE IL 4 SETTEMBRE ALL’UNLA DI ORISTANO DEL LBRO “L’OSTINAZIONE AL SERVIZIO DELLA DEMOCRAZIA” DI FRANCESCO MUGHEDDU


di Beppe Meloni

Non ho ancora avuto il piacere di conoscere Francesco Mugheddu. Lo farò molto presto, nella serata di venerdì 4 settembre (ore 18 sala UNLA), in occasione della presentazione del suo libro “L’ostinazione al servizio della democrazia” (prefazione di Paolo Fresu, postfazione di Gerolamo Spreafico – ed. Erikson Trento – 2015) da parte di Salvatore Zucca, Marcello Marras e Pino Porcu, sempre disponibili nelle manifestazioni che contano in questa città. Un “racconto  di vita”, quello di Francesco Mugheddu, osservatore internazionale di pace, oristanese di nascita e formazione  con chiare origini samugheesi. Vero giramondo per la causa della solidarietà e della pace tra i popoli. Prima, quasi casualmente, poi sempre con maggiore continuità e convinzione, pur sotto l’incedere del male che lo ha aggredito, la sclerosi multipla. Che, come sottolinea nella prefazione il musicista di Berchidda Paolo Fresu, suo grande amico, ”lo indebolisce, pur conferendogli una forza straordinaria”. Dal Kosovo A Vienna, in Niigeria, Burundi, Bielorussia e America Latina, sino alle ultime missioni in Equador e Bolivia, si snodano le tappe di un percorso umano e sociale al servizio della pace nel mondo. Ho molto apprezzato il percorso umano, sociale e politico di Francesco, per inserirlo a pieno titolo tra le biografie dei “diplomatici dell’Oristanese”, che sto curando per un volume in uscita entro l’anno, (con Angelino e Francesco Corrtias, mons. Mario Roberto Cassari di Ghilarza, nunzio apostolico a Malta, Giorgio Mameli, Bruno Stiglitz, Gabriele Annis, Agostino Lionello Chiesa Alciator, Ruggero Corrias, ambasciatore a Sarajevo, Ettore Sequi a Mosca, Serena Muroni a Kampala. Ai quali si aggiunge a pieno titolo Francesco Mugheddu. Uno splendido e nutrito elenco di veri operatori di pace di una piccola provincia, che fanno onore alla Sardegna e all’Italia. Credo che quella di venerdì 4 settembre all’UNLA sarà proprio una gran bella serata. E sono certo che saremo in tanti ad ascoltare il “racconto di vita”di questo giovane osservatore internazionale al servizio della pace. All’insegna di quel motto universale di Madre Teresa di Calcutta che ci ricorda che “tutto ciò che non è donato è perduto”.

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