GOLETTA VERDE SI PRONUNCIA: IL MARE SARDO E’ IDONEO MA CI SONO CRITICITA’. ATTENZIONE ALLE FOCI DEI FIUMI E AI CANALI INQUINATI


Quattro punti sui 27 monitorati lungo le coste della Sardegna hanno un carico batterico fuori dai limiti. Si tratta di foci di fiumi e canali dove confluiscono scarichi illegali o non depurati adeguatamente, ma è una fotografia sicuramente molto positiva quella scattata da Goletta Verde nella sua tappa nell’isola. A non passare l’esame sono la foce del lungomare Barcellona di San Giovanni, ad Alghero, il canale Modolo di Turas, a Bosa, il canale Fontanamare di Gonnesa e la foce del rio Foxi, a Quartu Sant’Elena. Legambiente ha presentato i dati della campagna sarda di Goletta verde nel corso di una conferenza stampa nell’aula consiliare del Comune di Alghero. “Sulla tutela ambientale la Sardegna ha già fatto più volte da apripista in Italia, confidiamo che anche in questo caso si prosegua su questa strada e si possa migliorare sul fronte della depurazione”, ha detto Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Occorre non abbassare la guardia – ha aggiunto – come dimostrano i punti critici scovati dai nostri tecnici”. Il monitoraggio di Goletta Verde punta a individuare le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. “Ci sono delle criticità individuate da Goletta Verde che vanno subito analizzate per capire le cause dell’elevato carico batterico rilevato”, ha affermato Luciano Deriu di Legambiente Sardegna. “L’esempio più evidente riguarda il lido di San Giovanni di Alghero dove ci sono state diverse segnalazioni da parte dei bagnanti, alcuni dei quali hanno accusato anche malori”. Secondo l’ambientalista, “il carico antropico in estate arriva a picchi altissimi in tutta la Sardegna, ma questa non può essere una scusante”. Le analisi di Goletta verde sono state eseguite tra il 24 e il 27 luglio. Sono stati analizzati parametri microbiologici e sono stati considerati “inquinati” i punti in cui i dati superano i valori limite previsti dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione e “fortemente inquinati” quelli che superano del doppio tali valori. Oltre i quattro campionamenti che hanno evidenziato cariche batteriche elevate, gli altri hanno superato gli esami. Secondo Legambiente c’è molto da migliorare anche in tema di informazione ai cittadini. “In nessuno dei punti campionati, né nelle immediate prossimità, i nostri tecnici hanno trovato traccia della cartellonistica informativa – denuncia Legambiente – anche in alcuni punti critici che non vengono campionati dalle autorità competenti non sono presenti cartelli informativi che sconsiglino la balneazione”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *