MAMMA SI E’ PERSO L’AEREO: COLPO DI TEATRO PER UNA PERFIDA CONTINUITA’ TERRITORIALE


di Giampaolo Cassitta

“Sono il comandante del volo AZ 1583 diretto a Cagliari. Per problemi  tecnici saremo costretti a ritornare in piazzuola e cambiare aeromobile. Mi scuso per il disagio”. Brutto segno  penso e, insieme a me lo pensano anche  altri. In realtà quei pochi altri. Volo mezzo vuoto. Vuoi vedere che?….. Avevo prenotato per il volo AZ 1599 in partenza da Roma per Cagliari alle 21.50 ma ero riuscito ad arrivare con largo anticipo a Fiumicino ed imbarcarmi per il volo delle 19.05. Ci slacciamo le cinture di scurezza perchè tanto, almeno per ora, non partiamo. La gente è nervosa, siamo un misto di sardi e continentali. Qualche mamma e qualche bambino allegro. Abbandoniamo l’aereo. Ci riportano nelle sale d’attesa, uscita 22 dove ci viene comunicato che al bar è a disposizione per noi uno snack sotto presentazione della carta d’imbarco. Il ragazzo del bar è velocissimo e urla a tutti un panino e un’acqua oppure una pizzetta e un’acqua. Mi ritornano in mente  i racconti di quei detenuti tossicodipendenti  che entravano in farmacia e chiedevano “una siringa e un’acqua”.  Sorrido.  Brutto segno penso e, insieme a me lo pensano  anche altri. L’uscita sarà la 18. Si riparte fra un’ora. Motivi tecnici. Certo, motivi tecnici. Come il raffreddore di Breznev. Mi guardo intorno. Cerco Formigoni. Non c’è. Non c’è neppure nessun deputato sardo in attesa. E’ martedì. Cosa possiamo pretendere. Decido per risalire nei piani alti, verso le usciteB1 e B2 dove i nostri voli non partono mai. Però, a dire il vero quello di oggi era stato imbarcato inizialmente  dall’uscita B3. Uhm…. Brutto segno e, insieme a me non c’è nessuno intorno ad annuire. Dopo una passeggiata ritorno nei sotterranei. Uscita B18. C’è l’imbarco per Catania. Come Catania? Chiedo alla signorina che, gentile mi dice: “il volo è stato spostato all’uscita 20. Effettivamente in quell’uscita c’è il nome Cagliari ma imbarcano per Brindisi. Come Brindisi? La signorina controlla al computer: “Il suo volo è stato cancellato”, dice. Cancellato? Come cancellato? E tutti? Che fine hanno fatto tutti? Dovete prendere il volo AZ 1583, uscita B16 (sempre nei sotterranei) ma si devono rifare le procedure d’imbarco. Dove? Ma sopra, ai piani alti, che domande. Brutto segno penso e, insieme a me lo pensano anche gli altri che nel frattempo ho raggiunto nei famosi piani alti. Una procedura lunghissima. Si arriva in aereo alle 22.00 e capiamo, dalle facce nuove che ci aspettano,  cosa in realtà era accaduto: hanno semplicemente unito i due voli. Due al prezzo di uno. Ma non basta. Qualche passeggero  buontempone finge di stare male, il comandante chiama l’ambulanza. Falso allarme. Si perde altro tempo. Si riesce finalmente a partire. Nella fila dei decolli siamo il numero 46. Vediamo partire tutti gli aerei diretti verso tutte le parti del mondo. Arriviamo a Cagliari alle 23.45. Dalle 18.00 in attesa del volo. Ci rendiamo conto subito di due cose: l’ultimo volo, quello delle 21.50 era regolarmente atterrato alle 22.50. Era il mio volo abbandonato perché volevo anticipare di qualche ora il mio rientro in Sardegna. Mi devo sbrigare perché a mezzanotte scatta un’altra giornata di parcheggio da pagare. Brutto segno e, insieme a me lo  pensano tutti i passeggeri che hanno capito molte cose della continuità territoriale: il gioco è perfido e psicologico. Adesso non cancellano i voli se sono mezzo vuoti. Hanno paura. Regalano il teatro. Ti fanno salire, sistemare, sorridono. Poi problema strutturale, l’aereo non può partire, snack omaggio: una pizza e un’acqua, cambio gate, mica è colpa loro: motivi tecnici. Lo facciamo per la vostra sicurezza. Poi, misteriosamente,  l’aereo scompare. Non c’è problema: vai sull’altro che, guarda caso,  poteva contenere tutti i passeggeri del volo precedente. Alla faccia dei sardi e della continuità territoriale. Ma voi siete fortunati. Con quel mare che vi ritrovate. Brutto segno penso e, insieme agli altri  si decide di…… ma lasciamo stare. Buon volo.

p.s. A scanso di equivoci: l’episodio è realmente accaduto il 21 luglio 2015. Ho ripetutamente richiesto alle hostess e alle dipendenti Alitalia di poter conoscere i motivi tecnici del guasto accaduto  al primo aereo ma mi hanno spiegato che, per motivi di privacy,  non possono divulgare certe notizie. Evidentemente mi hanno scambiato per una spia. Nell’aeroporto di Fiumicino non c’è nessuno in grado di dare una spiegazione almeno plausibile ai ritardi e alle cancellazioni. Preciso,  sempre a scanso di equivoci,  che non ho rotto nessun telefono e non lo ha fatto nessuno dei passeggeri. Non ci sono stati problemi di governabilità  e che durante il volo ci siamo molto divertiti raccontando questa strana situazione. Per dovere di cronaca l’applauso c’è stato alla partenza (un’ovazione) ma non all’arrivo. Sono cose che capitano. L’Alitalia e il Comandatane se ne faranno una ragione. Come noi sardi  ce la siamo fatta relativamente alla continuità territoriale. 

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