EXPO 2015, PER PORTAR L’ISOLA NEL MONDO: A GESTIRE GLI STAND SARDEGNA, I GIOVANI F.A.S.I. DEI CIRCOLI DEGLI EMIGRATI

foto di Fernando Marras

di Angelo Orfanò Chiarenza

Un investimento complessivo di 5 milioni di euro, tra i fondi stanziati dall’esecutivo, il co-finanziamento nazionale e il milione di euro messi a disposizione dal consiglio regionale, a fronte dei 25 sborsati dalla regione Sicilia, e l’obiettivo di raggiungere al 31 ottobre almeno un milione di visitatori, in gran parte italiani ma anche stranieri, negli spazi che la riguardano. Queste sono le cifre più importanti che emergono dalla presenza della Sardegna alla kermesse mondiale di Expo 2015. Un primo consuntivo fatto a quasi tre mesi dal via con l’assessore regionale Francesco Morandi e il suo staff. Non mancano le criticità, gli intoppi, le attese anche dei visitatori, non solo sardi, che magari si aspettavano  alla “fiera” milanese uno stand specifico della nostra Isola. Ma da viale Trieste 105 ribattono punto per punto e spiegano la filosofia del progetto che la Regione sta portando avanti all’insegna di una “Isola senza fine”. Slogan a parte, il messaggio che si vuole sottolineare “e che con forza stiamo veicolando – puntualizza l’assessore Morandi – è che la Sardegna è soprattutto l’Isola della qualità della vita e che su questo puntiamo per attrarre visitatori e compratori, non solo di beni materiali, per rilanciare nel mondo, attraverso l’Esposizione universale, l’immagine della nostra terra. Immagine che deve guardare al futuro e quindi va cambiato il posizionamento della Regione rispetto alle altre nazioni, portando molta Sardegna nei cinque continenti e più mercati possibili nel nostro territorio”. Passeggiando tra i padiglioni della “mostruosa” e avvincente kermesse internazionale – che si caratterizza più per l’architettura delle costruzioni che non per i temi scelti, quello del cibo e dell’energia-  è possibile “incontrare” una Sardegna tra passato, presente e futuro, tecnologia e tradizioni. Il tutto è riassumibile in un itinerario in 9 tappe dislocate in 5 postazioni, itinerario che sarà percorribile per tutta la durata di Expo, che chiude i battenti il 31 ottobre. E a chi, deluso, non ha trovato magari quanto immaginava, ad esempio il classico stand, assessore e staff rispondono all’unisono che le scelte fatte hanno tenuto conto degli spazi ancora disponibili all’atto dell’insediamento del nuovo esecutivo e del budget  stanziato, con il risultato di definire una presenza mirata, ma non per questo meno ficcante, anzi. “Siamo stati attenti anche a non sovrapporci – ribadisce Morandi – con la stagione estiva. Per cui il clou della nostra presenza coinciderà con la settimana che va dall’11 al 17 settembre, date faticosamente riprogrammate rispetto a quelle inizialmente proposte ad agosto, quando nello spazio a rotazione del padiglione Italia, quello naturalmente più visitato dell’intera Expo, con punte di 10-15mila visitatori e code che sfiorano anche 1,5-2 ore, avremo una prestigiosa vetrina espositiva di 200 metri quadri dove metteremo in mostra tutte le nostre peculiarità: turistiche, eco-gastronomiche, culturali, paesaggistiche e tutte quelle altre che hanno reso famosa nel globo la nostra isola”. Ma cosa fare contro l’iniziale smarrimento del visitatore abituato ai più tradizionali punti di incontro? “Abbiamo pensato anche a questo, tanto che stiamo pensando di allestire una sorta di accoglienza a chi vuole vedere in maniera mirata quanta Sardegna c’è all’Expo e dove trovarla. Certo consigliamo a chi vuole seguirci di informarsi prima, così si accorgerà che la nostra presenza è massiccia, anche in assenza del tradizionalissimo stand, che hanno potuto opzionare solo pochissime Regioni nel 2013. Da non mancare sono i padiglioni Eataly e Cibus: il primo dedicato alla cucina regionale con  i suoi 21 ristoranti italiani. Qui, ad accogliere i visitatori, c’è lo spazio permanente della Regione, caratterizzato dall’immagine coordinata con il simbolo dei Giganti di Mont’e Prama e gli attrattori territoriali più noti come mare e spiaggia, predisposto per ospitare esposizioni di pane e pasta tipici sardi, degustazioni di prodotti e la costante accoglienza dedicata a chi vuole conoscere le ricchezze naturali e agroalimentari dell’Isola. A Cibus Italia prosegue il viaggio, nella galleria multimediale dell’agroalimentare tra prodotti e brevi filmati sulle ricette della Sardegna più autentica. Cibus è anche luogo di incontro per il business. Così come il padiglione del vino italiano dove c’è il meglio della produzione nostrana, tra ricche degustazioni e incontri tra produttori e compratori internazionali”. A parte la discutibile opera del nuraghe in plastica, fatta dall’affermatissimo Dante Ferretti, che sembra più un trullo, a Milano Expo incontriamo tanta altra Sardegna. Per esempio al Parco della biodiversità, che si estende nel cuore della kermesse con i suoi 8.500 metri quadrati, divisi anche qui in 21 aree regionali. Nello spazio nostrano spiccano melograni, olivi, mirti, corbezzoli e l’immancabile quercia. Quercia da sughero che ritroviamo a Palazzo Italia a simboleggiare longevità, resistenza e naturalmente importante e primaria risorsa economica. Sempre a palazzo Italia tra le eccellenze spiccano l‘innovatrice cagliaritana Daniela Ducato e il ricercatore e imprenditore sassarese Luca Ruiu. Per non parlare poi della potenza e della bellezza, esaltata in una sala degli specchi dove si possono ammirare immagini spettacolari, paesaggi e architetture simbolo, come ad esempio i parchi geominerario del Sulcis-Iglesiente e quello rinomato della Maddalena, nonchè la settecentesca Biblioteca universitaria di Cagliari. Expo è anche sinonimo di affari e rilancio economico. Rilancio che la nostra sofferente isola vede sempre più come miraggio. “Noi la nostra parte la stiamo facendo e bene- sostiene l’assessore regionale Morandi, che nel suo dicastero oltre alle competenze turistiche racchiude anche quelle dell’artigianato e del commercio. -Una buona parte dei 5 milioni previsti, sono via via impiegati per sostenere questi comparti vitali per la nostra economia. Volevo sottolineare anche alcune cifre che spiegano il senso della nostra partecipazione all’Expo e che dovrebbero mettere il silenziatore a polemiche spesso inutili e pretestuose: 500 mila euro li abbiamo destinati alla partecipazione al padiglione Italia, 380 e 280 mila rispettivamente per i progetti Eataly e Cibus. Altre cifre rilevanti sono i 390 mila euro destinati alle università di Cagliari e Sassari, i 300.000 per il progetto “Expo verso i territori” che seguono il coo-finanziamento del Cipe. Infine, le altre rilevanti risorse per le Piccole e medie industrie (800 mila euro) e 410 mila per promuovere i prodotti a marchio di qualità. Il tutto, si tenga conto, anche valorizzando i nostri funzionari che stanno acquisendo un know-how, un bagaglio di conoscenze ed esperienze che tornerà utile alla Sardegna anche dopo la chiusura dell’Expo milanese”. Expo vuol dire mercati internazionali. Qui sono rappresentati circa un centinaio, oltre 140 con quelli che verranno a contatto con l’Expo anche per raggiungere accordi commerciali. Ma la regione Sardegna ne vuole coltivare in maniera particolare una decina. “In effetti, abbiamo concentrato i nostri sforzi in particolare verso una decina di mercati europei, asiatici e americani. I mercati selezionati sono quelli di Francia, Germania, Austria, Svizzera e Spagna. In America Latina il Brasile  e ovviamente gli Stati Uniti; Cina e Giappone per l’Asia e l’emergente Qatar (già sede di Gran Premi di Formula 1 e  scelto dalla Fifa per i futuri mondiali di calcio del 2022, ndr)”. Ma come detto il bello deve ancora arrivare e avrà il suo clou nei mesi di settembre e ottobre. Dall’11 al 17 settembre, la Regione ha predisposto un carnet di ghiotti appuntamenti con eventi che riusciranno ad attirare l’attenzione di tutti i visitatori e dei responsabili dei padiglioni, tra i quali tutti gli eventi dedicati alle eccellenze agroalimentari, che inizieranno il 24 luglio, e le azioni con i comuni d
ella Sardegna e l’Anci. Un lavoro di squadra che vede anche l’impegno costante dell’assessorato dell’Agricoltura e dell’Agenzia Laore, coordinate dall’assessore Elisabetta Falchi, che con Francesco Morandi e Maria Grazia Piras dell’Industria, condividono il grande lavoro per Expo, in sinergia con la Presidenza della giunta. Molti saranno dunque gli artisti isolani che convergeranno sull’esposizione universale, tra il grande jazzista Paolo Fresu. E non è escluso che i visitatori sardi, italiani e stranieri possano ascoltare e apprezzare perfino una delle canzoni e musiche più struggenti della Sardegna. Quella A Diosa, meglio conosciuta come No photo reposare, che incarna la fierezza e l’amore, non solo per la donna, ma anche per le cose belle,  proprie dei sardi. Che di cose belle in giro per il mondo ne hanno fatte davvero parecchie. E che anche qui all’Expo si stanno facendo più che apprezzare.

* SardiniaPost

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