L’ART CREATOR GIRAMONDO: GIORGIO CASU E IL SUCCESSO A NEW YORK

Giorgio Casu

di Maria Patrizia Floris

Giorgio Casu Art Creator giramondo, ora il suo successo parte da New York:  ” L’arte è un concetto astratto e indefinibile, impossibile da catalogare, cristallizzare o imbrigliare in categorie statiche, fisse, prestabilite che danno vita a idee concettuali asettiche”… Nato come Comix Illustrator, si laurea all’università di Cagliari nel 2000 con una tesi sul potenziale educativo nei fumetti e delle arti visive. Nel 2003 inizia la sua vera carriera artistica in giro per il mondo. L’itinerario di vita conduce Giorgio in Australia esattamente a Byron Bay dove realizza collezioni rappresentative di tavole da Surf, si dedica alla Body Paintint e allo Strett Teatre Performances, questo gli vale la considerazione della Retrospect Galleries di Ted Harvey, una fra le più rinomate gallerie della costa orientale australiana, che espone i ritratti iconici di Casu del tour mondiale dei Led Zeppelin correlate del leggendario concerto della band a Sydney nel 1972.  La consacrazione dell’artista negli Stati uniti arriva nel 2007 quando Giorgio Casu si stabilizza a New York. La sua arte ormai famosa spazia a 360 gradi da Tiffany a Barack Obama, alla collaborazione con Save The Children, al prestigioso marchio Poltrone Frau, come desinger. Impegnato anche alla realizzazione di una nuova marca di chitarre elettriche… L’arte con la A maiuscola come la intende Casu non vede limiti nè chiusure. Giorgio incarna la quinta essenza dell’eccleticismo e della vivacità artistica.

Giorgio parlaci di te e della tua formazione… Mi sono laureato a Cagliari in Scienze dell’educazione, poi ho lavorato per un paio d’anni come educatore a Guspini, collaborando con un centro di igiene mentale e un centro sociale. Insegnavo animazione grafico pittorica, si lavorava tanto e bene. In questo periodo  ho sviluppato le mie competenze  in arte-terapia nei centri sociali e psichiatrici per la messa a fuoco di trattamenti di malattia mentale e di sostegno relativi a laboratori di visual arte, teatro, recitazione. E’ stata un’esperienza formativa importante.

Hai deciso di partire in Inghilterra come mai questa scelta? Decisi di partire a 27 anni e andai a Leeds, nello Yorkshire. L’intenzione era apprendere la lingua. L’idea era: vado in Inghilterra, studio l’inglese, poi parto in giro per il mondo. Qui rimasi due anni, studiai e incominciai a dipingere su tela. Non lo avevo mai fatto prima, anche se ho sempre disegnato, sin da bambino. In Sardegna, per i laboratori, dipingevo su stoffa o su vetro, disegnavo fumetti sulla carta, decoravo oggetti. Per caso, avevo cominciato a decorare gusci di noce di cocco. Un amico mi aveva chiesto di farne uno da utilizzare come posacenere per la macchina.  Ho fatto il primo ed è piaciuto,  poi me ne hanno chiesto degli altri. Sono diventati una mania, c’era tanta richiesta. Quando sono andato in Inghilterra me ne sono portato dietro un paio e ne ho realizzato altri. Ne ho fatto uno anche per l’allenatore del Leeds United.

A Leeds un incontro ti apre le porte del successo raccontaci… Si a Leeds ho incontrato, un ragazzo che aveva appena comprato casa. Mi ha proposto di realizzare per lui un dipinto su tela. Ho dipinto un grande quadro con quattro fiori giganteschi e l’ho venduto per 13 sterline. Dopo pochi mesi ho iniziato a esporre e vendere i miei lavori a 5-600 sterline.

La tua conoscenza dell’inglese ti ha portato in giro per il mondo fino agli Stati Uniti dove ora vivi… Amo molto viaggiare e ho deciso di partire per l’Oriente. Sono andato in Thailandia, l’Australia, Indonesia, Francia del Nord, Messico, Costa Rica e Isola Figi. Ho iniziato a viaggiare per una crescita personale, per vedere il più possibile e per fare ricerche etnografiche. Facevo fotografie e ricerche in tutti i luoghi che andavo a visitare, soprattutto in Thailandia e Indonesia, dei costumi tipici e della produzione dell’arte visuale. Fino a stabilirmi a New York nel novembre del 2007.

A New York la svolta nella tua carriera, come avviene e cosa si prova ad essere elogiati nella White House?  New York è la città più importante al mondo, più ricca di eventi e di produzioni culturali. Sono entrato in contatto con una associazione dove, la curatrice di una mostra che si doveva tenere alla Casa Bianca, si è innamorata di un mio ritratto di Obama che avevo fatto per la sua elezione nel 2009. Così ha scelto una ventina di quadri tra cui il mio, che è finito a Washington ed è stato scelto come il miglior ritratto di Obama. Oggi fa parte del ‘Permanent Collection of White House’. È stato un  evento fortunato che mi ha dato molta popolarità.

Fai molte foto nei tuoi viaggi che poi diventano fonte di ispirazione per i tuoi quadri. Quindi hai una grande passione anche per la fotografia? Amo tutto ciò che è arte. Ogni mio viaggio diventa una fonte d’ispirazione per ogni lavoro. La fotografia  aiuta a bloccare attraverso l’immagine ciò che vedi, che ti incuriosisce e ti emoziona. Rende immortale ogni monumento, città, paesaggio, persona. Le mie foto costituiscono una immensa raccolta di immagini di vita che poi rielaboro e rendo mie attraverso la pittura. La mia si può definire una ricerca antropologica dell’arte.

Dai tuoi quadri emerge un grande talento, cosa vuoi comunicare? Voglio unire diversi stili, colori, culture, per creare una forma d’arte globale.  Io dipingo quello che vivo andando in giro per il mondo quindi voglio comunicare le emozioni che vivo e la bellezza e unicità di ogni luogo e persona che incontro nei miei viaggi.

Cosa sta alla base del successo per un artista come te? L’impegno e la tenacia. Bisogna credere molto in ciò che si fa, non arrendersi e studiare. Sono convinto che una persona, se lo desidera e ha un po’ di capacità, può costruire il suo destino.

La creatività quanto è importante e come la alimenti? La creatività è molto importante. Credo nella creatività, nella formazione permanente.  La mia creatività è alimentata dalla ricerca, dalla curiosità e dai viaggi. Mi piace fare cose originali che mi stupiscono e mi emozionano.

La tua regione la Sardegna cosa rappresenta per te? La Sardegna ha un forte un potere rigenerativo che non ho trovato in nessun altro posto al mondo: il silenzio, la tranquillità, il mare. Rituali e luoghi vissuti da piccolo fanno parte di me e mi ricaricano.

Attualmente stai lavorando a dei nuovi progetti anche in Sardegna? Sto lavorando a una produzione per un libro fotografico che verrà presentato a Los Angeles nel 2016. Per l’occasione ho realizzato delle installazioni a Palau e Bosa. Un progetto internazionale in collaborazione con altri 12 artisti.

Cosa rappresenta per te il tuo lavoro?  E’ una passione che diventata un lavoro. Tutto ciò che faccio lo vivo intensamente e riempie totalmente la mia vita.

Qualche difficoltà?  Si tante, in particolare trovare i soldi per finanziare i miei progetti e i viaggi. Ma fino ad ora sono riuscito a realizzare i miei desideri e spero di poter continuare su questa strada.

Tra i tuoi lavori ci sono anche lavori dedicati alle donne? Il mondo delle donne è molto affascinante, molti miei lavori vedono come protagoniste le donne; ci sono donne del cinema, dello spettacolo, donne di ogni nazionalità.  A New York ho realizzato un’intera mostra dedicata a loro dal titolo “Lucid Breaming” che si è svolta nel palazzo “Atelier” sulla 42 esima strada, sponsorizzata dalle  associazioni  di donne americane che hanno creduto molto in questo progetto.

In giro per il mondo avrai avuto modo di conoscere molte donne con culture e mentalità differenti da quella italiana. Cosa hai trovato di diverso in loro rispetto alle donne italiane? La donna italiana è sempre ai vertici della classifiche in tutto il mondo. E’ colta e raffinata ma, forse, è più chiusa all’interno di schemi culturali un pò rigidi che le impediscono di essere più aperta al mondo dell’arte e delle relazioni interpersonali,  le donne italiane entrano in punta di piedi in qualunque attività e contesto. In altri paesi del mondo invece, la donna è più libera, più autonoma, più propensa a mettersi in gioco. Ma credo, che le nuove generazioni di ragazze siano più intraprendenti e mature forse, anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, che le aiutano a presentarsi e a trovare uno spazio in ambito professionale e sociale.

Che consiglio vuoi dare a chi, come te,  vuole diventare un artista di successo? E’ importante studiare, impegnarsi, avere le idee chiare e seguire la propria passione. Il resto viene da se.

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