AUTOSTRADA INTERNAZIONALE DEI NURAGHI PER VALORIZZARE LA GRANDE CIVILTA’: UNA GRANDE INFRASTRUTTURA CHE METTA AL CENTRO L’ESCLUSIVITA' DELLA SARDEGNA


di Mauro Pili

La Sardegna non c’entra niente con Carlo Felice, il suo futuro è nella grande, unica ed esclusiva civiltà nuragica. La 131 deve diventare “l’Autostrada internazionale dei Nuraghi”. Per questo motivo bisogna rifunzionalizzare tutte le grandi infrastrutture verso una nuova visione dello sviluppo della Sardegna che metta al centro il cuore della sua storia e la sappia tutelare, promuovere e valorizzare. Il passaggio della 131 nel cuore della Valle dei Nuraghi non deve essere visto come il semplice passaggio di una quattro corsie ma va progettato con una nuova visione: la valorizzazione e la connessione della civiltà nuragica. Non è un caso che lungo il tracciato originario ideale della 131 si possano scorgere decine di monumenti nuragici unici e ancora intatti che, se valorizzati e resi fruibili, possono davvero costituire quell’unicum capace di diventare attrazione e investimento. Per questa ragione ho presentato una dettagliata osservazione progettuale in occasione della procedura di valutazione di impatti ambientale relativa alla parte Centro Nord e dei nodi principali dell’arteria. Il progetto che prevede la messa in sicurezza della S.S. 131 dal km 108+300 al km 209+500 mediante la realizzazione di 6 nuovi svincoli, l’adeguamento di 21 svincoli esistenti, l’inserimento di nuove piazzole di sosta e la realizzazione di impianti di illuminazione in tutte le intersezioni deve essere avere come mission fondamentale quella della sinergia tra la connessione viaria e la promozione e valorizzazione della civiltà nuragica. Il termine di presentazione osservazioni era fissato per il 12 luglio 2015 e proprio per questo motivo ora si rende necessario avviare un’incisiva opera di sensibilizzazione che sappia cogliere un duplice obiettivo: realizzare l’opera e affidarle una missione culturale unica nel suo genere. Coniugare un’infrastruttura con una nuova visione di sviluppo fondata sulle radici della propria terra e del proprio popolo è missione non facile ma percorribile e in questo caso irripetibile. Il progetto di Autostrada dei Nuraghi può partire da questo intervento parziale e limitato al centro e Nord Sardegna. E’ l’occasione per disegnare la nuova visione concettuale e progettuale dell’arteria viaria che interessa i Comuni maggiormente interessati alla valorizzazione dei compendi nuragici: Cargeghe, Torralba, Muros, Mores, Giave, Bonnanaro, Bauladu, Florinas, Macomer, Bortigali, Bonorva, Abbasanta, Sassari, Borore, Birori, Paulilatino, Siligo, Aidomaggiore, Cheremule, Tramatza, Codrongianos, Norbello, Cossoine, Ploaghe. Nel piano/osservazione depositato in Commissione di Valutazione di impatto ambientale il deputato di Unidos formula alcuni preventivi rilievi alla base della richiesta di nuova visione progettuale: 

1) il tratto di strada oggetto dell’intervento, seppur parziale, riguarda un’area della Sardegna di grande rilevanza archeologica nuragica; 

2) gli innesti proposti non risultano verificati rispetto alla panoramica (skyline) relativamente ai siti nuragici di cui l’area di intersezione stradale è particolarmente densa; 

3) non risulta esaminata la possibilità di rendere funzionale le intersezioni stradali e relativi svincoli relativamente agli stessi siti archeologici; 

4) non risulta esaminata la straordinaria opportunità di rendere l’arteria stradale strumento indispensabile, proprio per la sua importanza viaria, per la valorizzazione e la tutela delle esclusive emergenze archeologiche nuragiche; 

5) si valuti la possibilità di porre come condizione per la valutazione strategica ambientale la connotazione di «autostrada dei Nuraghi» al fine della tutela, valorizzazione e fruizione dell’immenso patrimonio archeologico nuragico della Sardegna; 

Nella relazione archeologica allegata al progetto che pure prende in esame l’esistenza di emergenze archeologiche diffuse non si considera l’impatto paesaggistico in relazione ai siti archeologici contigui e prossimi all’arteria viaria. Non risultano simulate le visuali panoramiche sui siti archeologici e sul paesaggio archeologico. Appare indispensabile verificare tale impatto visivo delle intersezioni sia in grado di tutelare e proteggere la visuale dalla strada delle insorgenze archeologiche. A questo, oltre all’elencazione asettica dei siti archeologici, occorre una valutazione strategica areale in grado di meglio tutelare non solo i singoli episodi archeologici ma il paesaggio nuragico nel suo insieme. Risulta assente, conseguentemente, l’esame di un possibile sviluppo progettuale in grado di valorizzare e rendere più efficacemente fruibili i siti e i compendi nuragici che proprio in virtù del contesto viario finirebbero per caratterizzare l’opera infrastrutturale in chiave archeologica nuragica configurando di fatto un investimento non solo materiale ma anche immateriale culturale di notevole rilevanza per l’area oggetto di intervento. Non risulta esaminata la straordinaria opportunità di rendere l’arteria stradale strumento indispensabile, proprio per la sua importanza viaria, per la valorizzazione e la tutela delle esclusive emergenze archeologiche nuragiche. E’ un’opportunità strategica che non va perduta, un’occasione unica che altrimenti ne sarebbe compromessa per sempre realizzando sul piano strategico una vera e propria Autostrada dei nuraghi predisponendo nel piano di valorizzazione della stessa arteria una caratterizzazione nuragica tale da renderla unica nella sua progettazione, realizzazione e gestione. Un piano progettuale che come condizione sul piano strategico paesaggistico e ambientale rendesse fruibili le aree archeologiche con connessioni viarie, segnaletica e attraverso l’uso di energia rinnovabile la stessa illuminazione. Per questa ragione la Commissione di valutazione di impatto ambientale, i Ministeri competenti e la stessa regione devono porre come indirizzo per la progettazione definitiva e la stessa valutazione ambientale strategica della principale arteria viaria della Sardegna la connotazione strategica, ambientale e paesaggistica di «autostrada dei Nuraghi» al fine della tutela, valorizzazione e fruizione dell’immenso patrimonio archeologico nuragico della Sardegna.

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