L’ANGOSCIANTE SITUAZIONE DEI PLESSI SCOLASTICI DI OZIERI, NUGHEDU E CHILIVANI


di Maria Vittoria Dettoto

In un momento di riassetto della politica regionale nel quale c’è lo spasmodico ricorso ai tagli trasversali, poco si parla dei plessi scolastici. Della condizione nella quale versano le infrastrutture degli stessi. Si tengono aperti o si chiudono valutando semplicemente numeri. E non magari l’interesse sociale, storico, il legame affettivo che una popolazione ha nei confronti di una scuola che da sempre rappresenta, soprattutto nei piccoli centri, pietra miliare di una comunità.  Luogo di incontro. Aggregazione.  Crescita individuale e collettiva. A differenza di quanto promesso da tempo dal primo cittadino di Ozieri agli abitanti del quartiere di Chilivani e nonostante le migliaia di euro spese nei mesi scorsi per sistemare l’edificio mai ultimato, la scuola resterà chiusa.
A causa della soppressione della pluriclasse portata avanti di recente dalla Regione Sardegna. Altra pluriclasse che chiuderà sarà quella di Nughedu. Il piccolo centro del Logudoro vedrà i propri scolari assorbiti dallo storico plesso del Cantaro ad Ozieri. A Nughedu l’unica scuola che rimarrà aperta, sarà quella primaria. Ad Ozieri va evidenziata la problematica situazione del plesso di Pinocchio nel quale lo scorso anno sono iniziati i lavori di rifacimento del tetto che perdeva acqua e contemporaneamente è stata creata una serie di altri spazi per la didattica. Il problema è che da circa un anno la scuola è un cantiere aperto contenente 220 alunni. I detriti derivanti dai lavori sono depositati da mesi all’interno del cortile della scuola che risulta dunque pericoloso ed inagibile.
I servizi igienici sono per la gran parte inagibili e con l’acqua che scorre continuamente nei wc, aggravando i costi di approvvigionamento idrico. Gli infissi risultano fatiscenti oltre che pericolosi:un mese fa, parte della porta di emergenza del piano superiore è caduta e risulta tuttora danneggiata e delimitata rispetto ai bambini, da semplice nastro isolante. I buchi dai quali filtrava l’acqua lo scorso anno risultano ancora oggi ben visibili sui muri. Tutto questo mentre il personale ausiliario della scuola, i docenti e la stessa dirigente, continuano a svolgere il loro lavoro.
Per giunta in modo didatticamente ineccepibile, nonostante le evidenti difficoltà logistiche.
I genitori dei bambini frequentanti il plesso, che sono stati i primi a chiedermi di denunciare questa situazione si domandano per quanto tempo ancora si debba andare avanti con questa situazione, dal momento che i recenti fatti di cronaca delle scuole di Ostuni ed Olbia, suggeriscono invece di tenere alta l’attenzione sui temi della sicurezza nelle scuole per evitare spiacevoli conseguenze derivanti dalla negligenza o trascuratezza che tutti vorremmo seriamente evitare.

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