IL BLUESMAN SULCITANO: LIVIO CHERCHI, CHITARRISTA AUTODIDATTA, ARMONICISTA, CANTANTE E COMPOSITORE

Livio Cherchi

di Claudio Moica

Livio Cherchi in arte Svenson è un chitarrista autodidatta, armonicista, cantante, compositore e arrangiatore di Carbonia. la passione per la musica è nata con lui e fin da piccolo spendeva i pochi soldi, donatigli per le feste o per qualche commissione, in strumenti musicali tipo armoniche a bocca flauti scaccia pensieri. A 12 anni comincia a suonare la chitarra ma la passione arriva in età matura al punto di investire tutto nello studio, in maniera maniacale, di numerosi metodi di chitarra Blues, armonia jazz e studio del pentagramma. Comincia a suonare live verso il 1990 ma è dal 1996 che comincia la sua vera carriera musicale con il primo trio Blues dal nome Candidog’s con il quale si esibirà al Narcao Blues e nel 2003 al Blues from Sardinya dopo averne vinto il concorso. Nel 2000 incide la prima demo “Blowing with a Blues” per il quale scrisse anche la rivista “Blues”. Nel 2013 si piazzano al terzo posto al Zuradili Blues Contest in seguito al quale aprirono un concerto al Nureci Blues Festival nell’ambito del Dromos Festival. 

La sua passione per la musica nasce da bambino ma quando ha capito che il suo strumento primario sarebbe stata la chitarra? Un bellissimo ricordo che mi riporta ad un natale di tanti anni fa quando con mio fratello (eravamo bambini, forse 8 anni io e 10 lui) vedemmo e desiderammo tanto due chitarre giocattolo in legno ma funzionanti esposte in una vetrina addobbata. Esprimemmo così il nostro desiderio di poterle avere e la notte di natale arrivarono a casa. Questo è il mio primo ricordo quando penso alla passione per questo strumento e devo ammettere che ho seriamente pensato diventasse il principale all’età di 12 anni quando formai il primo duo con mio fratello Ivano il quale mi insegnò i primi rudimenti affidandomi il ruolo di chitarrista solista. Suonammo in alcune feste casalinghe e in qualche matrimonio, ricordo suonavamo brani di musica spagnola e standard di ogni genere tipo flamenco, valzer, tanghi e brani degli Inti-Illimani.

Nel 1990 comincia ad esibirsi davanti al pubblico e nel 1996 nasce il suo primo gruppo musicale. Ci parli di questa esperienza? Dopo la mia prima esperienza con un gruppo musicale capii che non ero soddisfatto del mio modo di suonare anzi ero completamente deluso, nel 1993 decisi di mettermi a studiare seriamente. Ricordo studiavo anche 10 ore al giorno, il mio primo approccio allo studio fu grazie ad un metodo di chitarra Blues e dopo circa 8 mesi di studio entrando in un negozio di un mio amico conobbi  Candido (Bassista poi dei Candidog’s) che per l’occasione chiedeva al proprietario del negozio se conoscesse un chitarrista Blues; la cosa capitò veramente a fagiolo, come si suol dire. Io naturalmente mi proposi e iniziammo cosi il nostro percorso musicale. Ricordo che i primi brani del repertorio furono quelli che avevo studiato con il metodo, solamente strumentali, provammo per tutto l’inverno in un capannone dove non c’era l’energia elettrica quindi usavamo un generatore a gasolio che ogni tanto ci abbandonava. Nella primavera seguente si cominciò a parlare di serate dal vivo, e non trovando un cantante decisi di cantare io anche se provvisoriamente. Mettemmo su anche brani cantati fino a completare il repertorio che presentammo per la prima volta nel mese di aprile del ‘95 e la serata andò bene il chè ci incoraggiò ad andare avanti. Dopo esserci fermati un periodo per riformare il trio (a causa dell’abbandono del batterista) riprendemmo a suonare e durante una serata conoscemmo il responsabile del Narcao Blues che entusiasta della nostra esibizione mi chiese di aprire il festival nelle tre serate. L’entusiamo e la felicità furono enormi. Arrivò il momento di salire sul magico palco di Narcao Blues Festival: ricordo ancora che avevo lo stomaco dentro ad una morsa di tensione ma l’adrenalina fece la parte più importante e la serata fu un successo così come le altre due: era bello scambiare quattro chiacchiere nel backstage con i grandi bluesmen prima di salire sul palco. Da allora cominciai a studiare armonia per chitarra jazz perché volevo ampliare il mio vocabolario per esprimere meglio ciò che avevo  e ho dentro.

Al suo attivo ha premi conseguiti a festival musical molto importanti oltre ad una demo nel 2000. Ora invece cosa ha in programma? Il mio intento attuale è di continuare lo studio e iniziare un nuovo progetto con altri musicisti la musica è come una strada infinita nella quale incontri sempre nuovi musicisti che fanno un tratto con te poi prendono altre vie e contenti della bellissima esperienza fatta insieme ci si saluta per poi incontrarne altri, in questa strada io trovo sempre un crocicchio dove faccio una piccola pausa poi scelgo sempre la direzione del Blues e vado avanti con il mio bagaglio di ricordi e di esperienza

Che difficoltà ha incontrato nel Sulcis per emergere e quale è la situazione attuale? Eccetto l’interesse dell’organizzazione di Narcao Blues non ho mai avuto un supporto da parte di chi dovrebbe curare gli aspetti culturali della nostra provincia e questo mi rammarica non poco perché gli organi di stampa erano molto attenti a ciò che stavamo facendo, ci furono molti articoli che parlarono di noi, la situazione attuale purtroppo è condizionata fortemente dalla crisi economica e si fa una gran fatica per trovare qualche serata anche a prezzi veramente modesti. Ma le scarpe sono ancora apposto e di strada ne ho ancora tanta da percorrere.  

Una risposta a “IL BLUESMAN SULCITANO: LIVIO CHERCHI, CHITARRISTA AUTODIDATTA, ARMONICISTA, CANTANTE E COMPOSITORE”

  1. Grazie al pregevole Coro”Maria Munserrara” di Tratalias ho avuto occasione di sentirlo più volte. Sono a confermarne la bravura e la stima, nella speranza, forse tra breve, di averlo ancora a Verona.

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