BOCCATA D’OSSIGENO. FINALMENTE LA PRIMA VITTORIA AL SANT’ELIA: IL CAGLIARI BATTE IL CESENA 2-1


Finalmente una vittoria in casa per il Cagliari, che spezza il sortilegio dopo sei mesi di attesa. Ed è un successo che pesa, vale doppio perchè ottenuto ai danni di una diretta concorrente e dà morale e fiducia ad una squadra che proprio di questo aveva bisogno, forse paradossalmente ancora più dei punti in classifica. 2-1 sul Cesena, ottenuto non tanto puntando sulla spettacolarità del gioco (anche se comunque si sono viste azioni pregevoli, come in quella che ha fruttato il secondo gol), ma sul cuore, l’orgoglio e la volontà di vincere. Contro un Cesena tutt’altro che remissivo, e con una squadra d’emergenza per le numerose assenze, i rossoblù hanno avuto l’approccio richiesto in partite di questo tipo: deciso, concentrato, grintoso. Gianfranco Zola ha schierato subito Brkic tra i pali e scelto Capuano al centro della difesa al fianco di Rossettini. Quindi il tecnico ha optato necessariamente per un tridente inedito, composto da Ekdal a sinistra, Longo al centro e Joao Pedro a destra. I nuovi innesti hanno funzionato bene e gli attaccanti hanno risposto positivamente: eccezionale la prova di Ekdal, un vero trascinatore, presente in tutte le zone del campo. Da una sua percussione è arrivato il primo gol: lo svedese è partito palla al piede, seminando avversari, sino a quando Giorgi in piena area non ha potuto fare altro che buttarlo giù. Rigore netto decretato dall’arbitro mondiale Rizzoli. Joao Pedro ha battuto centralmente, trovando l’opposizione di Leali, ma il brasiliano è stato il più pronto a infilare in tap-in. Il Cesena è ripartito in attacco, collezionando angoli in serie. Su punizione Cascione ha chiamato Brkic all’intervento decisivo. I rossoblù hanno però subito ripreso in mano la gara. Al 27′ il raddoppio: Donsah ha chiesto il triangolo a Joao Pedro che gli ha ritornato il pallone con un tocco di prima. Il ghanese, liberato in piena area, ha finalizzato con una stoccata di destro. Per lui, il primo gol in Serie A. Finale col botto: al 44′ Longo è penetrato in area dopo un doppio passo su Capelli, il cross per Dessena, tutto solo al centro, è stato neutralizzato da Magnusson, che ci ha messo una pezza all’ultimo. Sul rovesciamento di fronte, al 2′ di recupero, su angolo di Brienza, spizzato da Cascione, Capelli ha spedito alto all’altezza dell’area piccola. Nella ripresa il Cesena le ha provate tutte per riaprire la gara. Il Cagliari, forse affaticato, ha abbassato pericolosamente il baricentro, messo sotto pressione dai lanci lunghi a cercare la testa del lungagnone Djuric. Balzano, infortunato, ha lasciato il posto a Pisano. In contropiede però i rossoblù hanno avuto un paio di occasioni interessanti: Longo ha prima mancato il colpo di tacco in area su cross basso di Donsah, quindi ha tirato alto dal limite; poi è stato il neo entrato Caio Rangel, subentrato a Joao Pedro, a calciare sul primo palo, trovando la parata di Leali. Dall’altra parte, bravissimi Donsah e Rossettini a rubare il tempo a Giorgi al momento del tiro. Brienza il più pericoloso, con un sinistro liftato di poco fuori; e adue minuti dal termine, su cross di Carbonero sporcato da Djuric, il fantasista ha toccato in rete prcedendo Dessena. Ultimi minuti da brivido, con Longo e Avelar colpiti da crampi e in campo sino alla fine stringendo i denti. Sospirato il fischio finale di Rizzoli: 2-1, la distanza dal quart’ultimo posto si riduce a 2 punti.

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