DAL 2009 A OGGI CHIUSE PIU’ DI 5MILA IMPRESE: SARDEGNA, L’ARTIGIANATO ARRANCA


Più di cinquemila aziende e un saldo al -12,6% in cinque anni. E’ questo il bilancio negativo che mostrano i dati Cgia di Mestre in merito all’andamento dell’artigianato sardo nell’Isola. Quella manifatturiera e quella tessile risultano essere le attività più colpite dalla crisi. Ma anche a livello nazionale non si scherza. L’artigianato ha perso infatti oltre 91 mila imprese. Una su due era ubicata al Nord. Le regioni dove il saldo tra nati e mortalità è stato maggiore sono la Lombardia (-12.496), l’Emilia Romagna (-11.719), il Veneto (-10.944) e il Piemonte (-8.962).  Un quadro, quello fotografato dall’Ufficio studi della Cgia, che ci descrive una situazione molto pesante, anche se non mancano alcuni segnali positivi. “Nonostante la crisi economica abbia cancellato a livello nazionale ben 91.000 aziende artigiane – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – i giovani, soprattutto nel comparto casa, costituiscono la maggioranza degli addetti. E’ un segnale molto importante che squarcia un quadro generale molto critico”. Ma la forza dell’artigianato, proseguono dalla Cgia, è ancora viva e capace di traguardare il futuro oltre la crisi. “In alcuni settori come il tessile, il calzaturiero, l’agroalimentare, ma anche la meccanica – conclude Bortolussi – siamo nella condizione di poter gareggiare con chiunque, sia in Italia che all’estero. Laddove sono necessari eccellenza, intelligenza, creatività, cultura ed alta specializzazione non abbiamo rivali”. I settori artigiani che in questi ultimi anni di crisi hanno subito la contrazione numerica più pesante sono le costruzioni/installazione impianti (-42.444), le attività manifatturiere (- 31.256), i carrozzieri e le autofficine (- 15.973). Sono in espansione, invece, i servizi alla persona (parrucchieri, estetiste, massaggiatori, etc.), con un saldo pari a + 1.405 attività, le gelaterie e le pasticcerie, con +5.579 imprese, e le attività di pulizia/giardinaggio, con + 10.497 aziende artigiane. Le cause della crisi. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi della Cgia, tra il 2008 e il 2013 il costo dell’energia elettrica è aumentato ben oltre il 21 per cento, quello del gasolio di quasi il 23,5 per cento, mentre la Pubblica amministrazione ha allungato i tempi di pagamento ai propri fornitori di ben 35 giorni.Gli artigiani, come del resto la quasi totalità delle piccole e micro imprese presenti in Italia, vivono dei consumi delle famiglie: dal 2008 al 2013 la contrazione di questi ultimi è stata fortissima: -6,6 per cento

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