EFFETTI SPECIALI ROSSOBLU: 4 A 0 E PARTITA SENZA STORIA. CAGLIARI CORSARO AD EMPOLI


Si ha un bel dire di parlare dell’importanza della tradizione nel calcio: il Cagliari di Zeman è abbastanza sfacciato da rifilare quattro sonori schiaffoni stampati in faccia alla storia e portarsi a casa i 3 punti dal “Castellani”. Corsi e ricorsi: la partita ha ricordato da vicino quella contro l’Inter, ma senza l’espulsione di un avversario a facilitare le cose. Anche a San Siro Marco Sau aveva aperto le marcature, poi i rossoblù con un quarto d’ora devastante avevano di fatto chiuso la partita già entro il primo tempo. Quattro colpi letali sferrati uno dopo l’altro: ko tecnico, al punto che la partita nella ripresa si è giocata solo per onor di firma e anche se l’Empoli ha avuto comunque una fiammata orgogliosa entro il quarto d’ora. Un grande Cagliari, perfetto in tutti i reparti, con meccanismi oliati e velocità di esecuzione spinta a cento all’ora. Non hanno mai smesso di attaccare, i rossoblù, nemmeno quando mancava una manciata di minuti al termine. Solo buone notizie per Zdenek Zeman: il Cagliari vola a 8 punti, e mercoledì aspetta il Milan per provare a sfatare un’altra tradizione negativa che l’accompagna contro i rossoneri, oltre che conquistare finalmente il Sant’Elia, per l’occasione aperto a 16.000 spettatori. Zeman sceglie Donsah dal 1′ e conferma Capuano al fianco di Rossettini al centro della difesa. Prime fasi della gara equilibrate, ma il Cagliari mostra qualcosa di più in fase offensiva. Non ci sono occasioni clamorose, mezze situazioni non finalizzate per poco, ma un bel vedere. Piace l’atteggiamento, la mentalità dei rossoblù che non rimangono passivi, ma attaccano con più uomini alla ricerca del gol. E il gol arriva dopo appena mezz’ora, grazie ad un lampo accecante di Marco Sau. L’invenzione è di Cossu che trova con un lancio il bomber rossoblù appena fuori area, forse un minimo oltre la linea difensiva empolese. Sau controlla col petto, si libera di un difensore con un movimento a rientrare e di destro scarica nell’angolino, fuori dalla portata di Bassi. Da qui inizia il grande quarto d’ora dei rossoblù. Al 36′ Sau guadagna una punizione da fuori area. Avelar si inventa un sinistro mortifero, che rimbalza sotto la traversa e si infila. Ci ha preso gusto, il brasiliano. Due minuto dopo tocca Ekdal penetra in area, Valdifiori lo fa ruzzolare per terra e l’arbitro Pairetto non ha esitazioni a indicare il dischetto. Ancora Avelar di sinistro spedisce la palla nell’angolo lontano: prima doppietta in Italia. Ma il Cagliari non è ancora sazio. Ekdal prende palla al limite, riceve il passaggio di ritorno a cucchiaio di Sau, sembra chiuso da due difensori, ma lo svedese ha la meglio nel contrasto e di forza, di destro, scaraventa nell’angolo opposto a quello di tiro. E sono quattro. Sarri prova a correre ai ripari dopo l’intervallo, con Moro e Pucciarelli per Vecino e Verdi. L’Empoli approfitta del momento di rilassamento dei rossoblù, facendosi pericoloso, prima con un colpo di testa ravvicinato di Pucciarelli, poi con un tiro da lontano di Maccarone sventato da Cragno, infine con Tavano, il quale scatta in posizione dubbia, evita il rientro di Rossettini e tira a botta sicura, trovando l’opposizione disperata di Avelar. Sono brevi illusioni per i padroni di casa perchè, tirato il fiato, il Cagliari riprende il controllo della partita. Entrano Dessena e Farias al posto di Ekdal e Sau. L’attaccante brasiliano è fresco e ha voglia di correre, impegna Bassi con un paio di conclusioni insidiose. Il portiere dell’Empoli sventa anche su tiro di Balzano, messo in azione da Ibarbo. Note di cronaca, perchè in realtà la partita era finita da 45′. Il Cagliari di Zeman l’aveva sigillata già nel primo tempo, mancando di rispetto alla storia.

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