LETTERA APERTA AL GOVERNATORE PIGLIARU DELL’ASSOCIAZIONE “IL GREMIO” DI ROMA: CHE FINE FARANNO I CONTRIBUTI A FAVORE DEI CIRCOLI SARDI?

nella foto l'autore dell'articolo che è il Presidente de "Il Gremio" di Roma

di Antonio Maria Masia

Gentile Presidente Pigliaru, L’Associazione dei Sardi in Roma “Il Gremio” che vanta ben 66 primavere (con questo nome ha ri-cominicato ad operare sin dal 1948, ad opera di un gruppo di personaggi sardi di elevato spessore professionale e culturale, capitanati dal sanlurese Avv. Pasquale Marica, giornalista e scrittore, che ha donato alla Biblioteca del Consiglio Regionale, nel 1962, la sua preziosa emeroteca sarda), ma che si onora di essere erede diretto dell’Associazione che nel maggio del 1914 organizzò e coordinò a Roma, in Castel Sant’Angelo, il 1° Congresso Regionale Sardo sui gravissimi temi socio economici che allora (ma, in parte, anche ora) opprimevano la nostra Isola, suggerendo proposte e soluzioni, si rivolge ora alla Sua gentile attenzione e riflessione.

Le sembra logico e coerente che La Regione riduca drasticamente la cifra annuale dei contributi che la Legge Regionale 91, tuttora vigente, prevede a sostegno della preziosa attività dei Circoli? Decisamente preziosa per la cultura e per l’economia della nostra Isola!

Le pare adeguato e corrispettivo chiedere e scrivere, come fa la Regione che “Il mondo dell’emigrazione deve costituire un’opportunità, e i Circoli devono diventare delle vere e proprie basi operative che – sfruttando il grande privilegio della conoscenza di realtà territoriali diverse – da un lato mettano al servizio dei Sardi l’esperienza del territorio e del tessuto sociale in cui operano e dall’altro promuovano la peculiarità del territorio d’origine. In un tale scenario è intendimento dell’Amministrazione regionale potenziare l’attività dei Circoli… e poi arrivare a metà ottobre dell’anno in corso e non aver ancora provveduto all’erogazione del saldo, concordato, sul contributo relativo all’anno 2013?  E ancora, come pensare che i Circoli possano sopravvivere se ad oggi non si conosce l’entità del contributo 2014, e peggio non se ne eroga ancora l’acconto?  Nel mentre tantissimi Circoli hanno già praticamente concluso i programmi dell’anno 2014 impegnando il fido bancario e/o risorse personali dei dirigenti.    

La preghiamo di soffermare la sua attenzione sul fatto, veramente esiziale per i Circoli, che tale blocco o incertezza interviene in concreto su spese già effettuate per il funzionamento e l’attività 2013, e sulle spese per attività e funzionamento del 2014, sin qui già effettuate, come da programmi preventivati all’inizio dell’anno.   

Questo fatto ci mette letteralmente in ginocchio, e senza preavviso.

Questo non va bene! Se Lei pensa che la Regione non debba più sostenere l’attività dei Circoli, perché non se ne ravvisa più l’utilità e la filosofia, è leale comunicare un tale nuovo atteggiamento con effetto a partire dall’anno che deve ancora iniziare, e non già da quello concluso (2013) e da quello che sta per chiudersi (2014).

Molti Circoli, a questo punto, sono già esposti direttamente o attraverso i loro responsabili, che, confidando sulla abituale cadenza contributiva della Regione, peraltro già troppo disallineata rispetto alle esigenze operative, hanno dato corso ai programmi.

La contraddizione è evidente fra quanto si chiede ai Circoli e che, in maniera, mi creda, veramente impegnativa e sofferta, i Circoli fanno, con amore per la Sardegna, la sua cultura, le sue tradizioni e la sua economia e quanto poi i Circoli hanno di ritorno, a risarcimento, di una parte degli oneri sostenuti. Dobbiamo fare gli ambasciatori, le vetrine, le basi operative per la diffusione della cultura e delle eccellenze della nostra Terra nelle comunità che ci ospitano. E…ci viene a mancare il sostegno della nostra Regione?

Ci rendiamo conto che la nostra richiesta si inserisce in un contesto ampiamente difficile e degradato, sappiamo bene cosa si sta verificando nell’Isola, ove abbiamo parenti e amici in sofferenza che condividiamo, ma siamo consapevoli della preziosità e importanza del nostro servizio e perciò La preghiamo di valutare il problema e di trovare la giusta soluzione.

Rimaniamo in attesa di una Sua cortese risposta e Le inviamo il nostro cordiale saluto, rinnovandoLe stima e fiducia. 

11 risposte a “LETTERA APERTA AL GOVERNATORE PIGLIARU DELL’ASSOCIAZIONE “IL GREMIO” DI ROMA: CHE FINE FARANNO I CONTRIBUTI A FAVORE DEI CIRCOLI SARDI?”

  1. la domanda non é che fine faranno i contributi a favore dei Circoli Sardi, ma fine faranno i circoli Sardi, dopo anni di volontariato e di sacrifici per far conoscere la Sardegna e il suo prodotto culturale sociale ed economico. Pigliaru e compagnia se non volete essere presi in giro non prendete in giro i sardi emigarti, che sono giá quasi una nuova Sardegna fuori dal territorio. Sardi che vi hanno anche dato la fiducia alle urne…

  2. Mi viene da pensare ai 400mila euro per il ” Meeting dei giovani sardi nel mondo”spesi, ahimè invano. Non esiste una programmazione ed una continuità. Parole al vento tutto.

  3. arebbe ora che tu imoparassi a parlare solo conoscendo i fatti. Visti i tempi i Sardi all’estero non capiscono perché i sardi residenti siano cosí presi da loro stessi che non vedano oltre il loro piatto, piatto che sicuramente é stato riempito anche con il lavoro dei Circoli…

  4. Lo sprofondo in cui siamo caduti tutti farà sì che particolarismi ed egoismo siano portati al parossismo. Ai sardi che lavorano nei circoli si chiede di fare associazione di promozione turistica, smistamento prodotti tipici (spesso, diciamocelo chiaramente, di pessima qualità), promoter e manager di gruppi musicali e folkloristici nonché ufficio di collocamento. Tutto gratis ovviamente: gli emigrati si devono sentire onorati che qualcuno dei connazionali che ha la fortuna di vivere in Sardegna li caghi (sic!). Questo lavoro è totalmente misconosciuto non tanto dai politici e funzionari regionali (che usano i circoli sardi per qualche viaggio gratis, oggi, è vero, sempre più difficile da giustificare, o per l’avvio di costose campagne elettorali) ma da tutti i sardi che vivono in Sardegna (spesso semplici abitatori dell’isola) che, anzi, si stupiscono quando quei bizzarri signori che stanno in luoghi lontani non accolgono le loro altrettanto bizzarre richieste. Ciò detto il finanziamento ai circoli, così come è stato concepito in anni di vacche grasse, complessi di colpa e demagogia spicciola, è ormai estremamente anacronistico. Si richiedono competenze, talvolta sconosciute agli stessi funzionari che le pretendono, che nessuno nei circoli ha o che si devono pagare profumatamente. Spesso il gioco non vale la candela. Sarebbe il caso che si cominciasse a riflettere anche su questo.

  5. Parlo conoscendo i fatti. Sono d’accordo con Simone, Il finanziamento regionale è anacronistico. Se si fà promozione turistica ci si fà pagare a progetto e risultati. Ci si autofinanzia affittando vacanze e vendendo biglietti. E quando si organizzano spettacoli sardi si fà pagare il biglietto e si cerca di chiudere almeno a pari. La promozione dei prodotti agricoli si fà pagare ai produttori o alle loro organizzazioni. Rendiamoci conto che la stragrande maggioranza dei sardi pensano che i circoli servono solo a fare grandi mangiate e trallallero. Non sanno del lavoro volontario che c’è dietro. Quindi a che prò tanta fatica?

  6. non so da dove venga la conoscenza dei fatti tua, ma mi sembri poco obbietivo e troppo fusturistico: I circoli sono volontariato con tanto di sacrifici personali degli attivisti che non immagino tu possa immaginare. di anacronistico vedo soltanto il tuo modo di pensare, e mi dipisce dovertelo dire.sono quarantacinque anni attivista e volontario per la cultura e il prodotto Sardegna…

  7. Io non metto in dubbio che tu abbia dato l’anima per tanti anni con passione e dedizione per la nostra isola. Dico che è ora di trovarsi altre fonti di finanziamento perchè quelle pubbliche sono finite.

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