UNA RICERCA ISOLANA DIMOSTRA CHE SONO PIU’ RESISTENTI ALL’ATTACCO DI UN INSETTO: I POMODORI SARDI FANNO GOLA AGLI STATI UNITI


di Caterina Cossu *

Le colture autoctone dei pomodori sardi potrebbero “ingolosire” gli Stati Uniti. La curiosità sarebbe legata ad alcune proprietà particolarmente interessanti, rivelate da una ricerca presentata i giorni scorsi ad Alghero nel corso del convegno annuale della società italiana di genetica agraria. Più resistente, certamente più sano, forse anche più buono e decisamente sardo. Non si tratta di una sciocca réclame ma del contenuto, in parole povere, dello studio del gruppo di ricerca di Giovanna Attene docente del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari su una delle colture più diffuse nel panorama agricolo sardo. La ricerca riguarda le varietà antiche di pomodoro sardo ed è stata incrociata con dei dati su uno dei principali nemici di questa specie. La Tuta absoluta, un insetto piccolo quanto un chicco di riso ma che, se infesta le piante può arrivare a far perdere tutta la produzione di un’azienda. Ma non tutti i pomodori sono uguali e da Alghero arriva una notizia che potrebbe avere importanti ricadute sul mercato produttivo, non solo isolano. «Da un’osservazione condotta per due anni su due diversi cicli di produzione, abbiamo potuto notare come alcune delle antiche varietà di pomodoro sardo mostrino interessanti caratteristiche di resistenza all’attacco di questo insetto, rispetto alle attuali varietà commerciali coltivate — spiega il dottorando Alessandro Scintu, che ha condotto la ricerca sotto la supervisione della docente Giovanna Attene e dei ricercatori Monica Rodriguez e Domenico Rau per il dottorato di ricerca —. Dalle analisi in campo, in serra e poi in laboratorio abbiamo potuto avere riscontri molto interessanti sulla validità dei nostri pomodori. Oggi per combattere l’attacco della Tuta si usano vari tipi di insetticidi, pur di non perdere la produzione. Con la reintroduzione di colture autoctone, approfondendo questo studio, l’uso dei prodotti di difesa potrebbe essere ridotto notevolmente».

Parte delle analisi sui campioni di pomodoro sardi è arrivata anche oltre oceano, al Boyce Thompson Institute (Bti) di Ithaca, nello Stato di New York, dove Alessandro Scintu ha trascorso sei mesi del suo dottorato sotto la supervisione del guru mondiale del pomodoro, Jim Giovannoni. «Ho avuto in questo modo la possibilità di approfondire ulteriormente le caratteristiche della collezione di pomodoro sardo, come quella sui carotenoidi, che sono importanti antiossidanti antagonisti di alcune forme tumorali — conclude il dottorando —. È stato un bene andare in America per tutto il gruppo di ricerca, al Bti hanno trovato molto interessanti le varietà sarde, con riscontri che non avevano mai visto e che intendono ora approfondire avviando una collaborazione».

* Nuova Sardegna

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