DA TRENT’ANNI IN FRANCIA, L’ESPERIENZA DI MARCO MANTEGA A PARIGI DOVE E’ DIVENTATO IMPRENDITORE

Marco Mantega


di Marcello Garbati

Può capitare, un giorno, di conoscere in viaggio da Parigi a Cagliari un emigrato che rientra per il fine settimana in Sardegna e che ha tante cose interessanti da raccontare. Il suo nome è Marco Mantega. Come tutti gli emigrati, anche lui un giorno decise di cercare fortuna all’estero e dovette adattarsi ad un contesto nuovo, diverso, molto più ampio e promettente rispetto a quello offerto dall’Isola. Imparò a riconoscere nuove opportunità di lavoro, nuovi punti di riferimento tra le persone, le istituzioni, il mondo dell’impresa, fino ad integrarsi positivamente e sentirsi a testa alta cittadino di un altro Paese. Oggi è un responsabile immobiliare e di servizi generali in un’associazione francese per l’impiego dei quadri dirigenti, si occupa di gestione affitti, vendite, manutenzioni, lavori, accoglienza, sicurezza, ecc. con un team di 13 persone. Il tempo è passato. In qualche modo, inevitabilmente, il suo punto di vista sulle cose di casa nostra è cambiato, anche se il legame

con la terra d’origine è forte e lo chiama spesso. Parigi non è tanto lontana, la distanza consente di mantenere i contatti e di confrontare le novità tra due mondi paralleli. La chiacchierata avviene nella lunga attesa all’aeroporto di Fiumicino, avendo perso irrimediabilmente l’ultima coincidenza per Cagliari. “Partito da Quartu Sant’Elena nel 1984, dopo essermi diplomato,verso la Francia in cerca di nuove esperienze di vita e di avventura – ricorda Mantega – mi sono sistemato quasi subito passando da una prima esperienza imprenditoriale – un’impresa di installazioni elettriche a Nizza – a un lavoro fisso e quasi sempre con mansioni manageriali di una certa importanza. Dal giorno della mia partenza sono ritornato in Sardegna soltanto durante il periodo estivo, quindi senza poter avere il tempo di vedere o informarmi costantemente della situazione della mia terra, anche se la famiglia mi faceva sapere qualcosa di ciò che più tardi avrei constatato di persona. Infatti, solamente da pochi anni la mia vita familiare mi permette di rientrare in Sardegna tutti i weekend per ripartire a lavorare a Parigi il lunedì mattina. Questo cambiamento mi ha permesso di riprendere contatto con la situazione economica, amministrativa ed anche politica dell’isola dove sono nato e cresciuto, mettendomi a confronto con la realtà di questa regione dove, dal mio punto di vista, tutto o quasi tutto è cambiato. Dove pensavo di trovare una situazione diversa, grazie alle possibilità turistiche della nostra terra, ho invece riscontrato una gravissima crisi economica, dove nessuno – almeno per ora – potrà costruire soluzioni senza un vero cambiamento nella gestione politica e amministrativa del Paese e della Sardegna. Durante questi ultimi anni mi sono scontrato con veri muri nell’amministrazione come nella politica. Tutto è diventato più complicato anche per una persona che ha molta esperienza e un po’ di capitale. Ho visto tantissimi giovani vagare per le strade senza alcuna speranza, molti commercianti chiudere dopo tanti anni di lavoro, perché dopo aver pagato tutte le spese non riuscivano a chiudere il mese per mangiare. Potrei scrivere ore e ore per descrivere questa triste realtà che mi fa tanto male, perché credo che con la ricchezza naturale della nostra terra si potrebbe veramente fare qualcosa per limitare questo degrado. Dare un futuro ai nostri giovani dovrebbe essere la nostra vera preoccupazione. Invece continuiamo a lasciarli partire per Londra, Parigi, Madrid, perdendo così tante risorse umane e competenze preziose per la nostra isola. Che rabbia!”. “Quando incontro un giovane che pur di trovare lavoro è disposto a partire, lo incito a farlo perché penso che, nonostante la crisi economica, in Francia sia molto più facile riuscire professionalmente. Mi capita spesso – spiega Mantega – di aiutare qualcuno a trovare casa, fornirgli aiuti amministrativi per facilitare il suo insediamento in questo nuovo paese, suggerirgli come formulare il suo CV per permettergli di trovare un lavoro adatto alle sue attese. Per esempio, ultimamente mi sono occupato di una ragazza di 29 anni che doveva fare uno stage giornalistico a Parigi. Attualmente sto preparando l’arrivo di un giovane operaio che vuole venire a lavorare a Parigi nel settore edile. Il mio intervento è sempre gratuito e di tutto cuore perché penso, anzi ne sono sicuro, che se ciascuno di noi aiutasse qualche persona si potrebbe risolvere una parte del problema. Comunque credo anche nella mobilità delle persone, perché il lavoro si deve prendere dove c’è senza esitare a partire, se necessario. Partire apre le culture e permette all’individuo di crescere personalmente e socialmente”. “Per ora non sono a conoscenza di delusioni – aggiunge Mantega a proposito di chi non è riuscito a inserirsi ed è rientrato in Sardegna – ma di qualche persona che, sentendo la mancanza della propria terra, ha deciso di tornare indietro. Ma dopo qualche mese ha anche deciso di ripartire, magari per un altro paese”. Marco Mantega sostiene che per inserirsi nel mondo del lavoro francese non ci sono problemi particolari. “Per quanto mi riguarda, non ho mai avuto problemi per inserirmi nel mondo del lavoro francese, anzi ho sempre trovato le cose semplici. Bisogna essere dinamici, tenaci e sapere dove si vuole arrivare. È difficile dire esattamente come comportarsi o presentarsi. Non bisogna neppure aver paura di non saper parlare la lingua, perché penso che per un italiano sia facile impararla presto”. Per Mantega sarebbe una bellissima idea aprire uno “Sportello Sardegna” a Parigi,per poter aiutare tutte le persone che hanno il desiderio di cambiare la loro situazione ma non sanno come muoversi. Lo sportello potrebbe aiutarli in tutte le operazioni, lavoro, casa, amministrazione, sanità, ecc.. “Penso però che un tale sportello – sottolinea – non dovrebbe essere gestito da enti pubblici che non sanno o non si preoccupano della realtà di tutti i giorni, ma da enti privati e per lo più sotto forma di Onlus. Di più, uno sportello a Parigi dovrebbe due o tre volte al mese presentarsi in Sardegna per fare conoscere le sue attività e invogliare le persone a fare il primo passo. Ho sempre pensato di creare questo tipo di sportello ma per ora il fatto di farlo da solo mi frena un po’. Chissà un giorno!”.

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