TRASPORTI: UNA DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE ED ECONOMICA GRAVISSIMA CHE UMILIA LA SARDEGNA E I SARDI. PER GLI EMIGRATI E I TURISTI AUMENTI DEL 155% SULLE ROTTE PER L'ISOLA


di Mauro Pili

Da oggi un emigrato sardo o un turista che vuole venire in Sardegna in aereo pagherà da Milano verso Olbia il 155 % in più, verso Cagliari il 134%. Scatta la più demenziale continuità territoriale da e per la Sardegna. Un’offesa per gli emigrati ma anche un danno economico senza precedenti considerato che per tre mesi scatterà una tariffa per “non residenti” che costituirà un vero e proprio salasso per chiunque volesse venire nell’isola, sia emigrato che turista. Un danno all’economia gravissimo, ma soprattutto una discriminazione territoriale inaudita che impone alla Sardegna, unica regione in Europa, una doppia tariffa per residenti e non residenti. Siamo dinanzi ad una follia che relega la Sardegna a terra di nessuno dove si posso attuare politiche dei trasporti che perseguono l’obiettivo a quello del buon senso: anziché incentivare l’arrivo di turisti si assumono provvedimenti tesi ad allontanarli. Tutto questo va modificato con il buon senso o con il ricorso alle vie legali. Ho già verificato la possibilità di costituire un pool di legali per dichiarare illegittima una discriminazione senza precedenti in Italia e in Europa. Un cittadino di Milano va a Roma alle stesse condizioni di uno di Roma che va Milano. In Sardegna la distinzione tra residenti e non residenti è solo una follia, un furto di denaro pubblico a favore delle compagnie aeree. Le tariffe sono un vero e proprio abuso di posizione, una discriminazione gravissima, che relega la Sardegna a terra di confine. Un cittadino residente per fare un Roma – Cagliari spende 76,88 euro, di per se già una cifra altissima, un non residente, turista o emigrato da oggi ne spenderà 192,30. Un aumento secco del 134%. Un furto in piena regola. Non cambia il discorso nelle altre rotte. Olbia con Meridiana tocca il picco degli aumenti. Un residente paga sul Milano Olbia 82,30 euro, un non residente da oggi ne pagherà 210,29 ovvero il 155 % di aumento. Ad Alghero aumenti del 133% sul volo per Milano e 114% su quello per Roma. Un turista che vuole venire da Milano su Olbia deve sborsare andata e ritorno 420 euro. Una situazione voluta dalla Regione con il governo che hanno coperto e favorito maldestramente gli interessi delle compagnie aeree che usano la Sardegna per fare cassa estiva. Tutto questo incrementato da oltre 50 milioni di euro all’anno che la Regione versa indebitamente alle compagnie aeree. Denari che sono ingiustificati dal fatto che il costo dell’ora volata è decisamente inferiore rispetto a quella praticata in questo appalto capestro teso solo a favorire le compagnie aeree. L’attuazione del decreto sulla continuità territoriale è la conferma che si tratta di un regalo alle compagnie aeree a scapito della Sardegna e dei sardi. Si tratta di una discriminazione gravissima messa in atto da un governo nazionale con la complicità della Regione Sardegna. Un provvedimento di una gravità inaudita, dove si continua a prevedere la discriminazione tra residenti e non residenti, per un periodo dell’anno, quello da giugno a settembre, che finirà per mettere in ginocchio il turismo della Sardegna. I passaggi più gravi sono proprio quelli che individuano la residenza come elemento discriminatorio creando un vulnus giuridico di gravità inaudita. Ho incontrato a Roma i rappresentanti degli emigrati sardi per avviare tutte le azioni necessarie per impugnare l’attuazione del decreto. Aver previsto che per tre mesi all’anno, quelli estivi, gli emigrati e i non residenti saranno costretti a pagare anche il triplo del biglietto aereo è uno schiaffo alla coesione nazionale e alla parità di trattamento. Non è pensabile che una porzione del territorio nazionale sia terra di nessuno dove è possibile arrivarci a seconda della residenza e del periodo dell’anno. Questo di certo non capita con l’autostrada del sole o con la freccia rossa dove le tariffe sono uguali per tutti i fruitori in ogni periodo dell’anno, senza differenze di residenza o di stagione. In un passaggio del decreto sulle tariffe è stato anche scritto, in riferimento agli aventi titolo ad usufruire della continuità territoriale, “Senza alcuna discriminazione legata alla nazionalità e/o alla residenza”, a confermare che tutti gli altri, emigrati e non residenti, saranno discriminati. Tale discriminazione è vietata da tutti i dettati costituzionali ed europei.”

 

9 risposte a “TRASPORTI: UNA DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE ED ECONOMICA GRAVISSIMA CHE UMILIA LA SARDEGNA E I SARDI. PER GLI EMIGRATI E I TURISTI AUMENTI DEL 155% SULLE ROTTE PER L'ISOLA”

  1. Dateci una mano a condividere più possibile , Mauro Pili si sta battendo da anni per una continuità territoriale “vera” e non come questa che discrimina il popolo sardo e qualunque cittadino voglia raggiungere la nostra isola .Qua occorre essere tutti uniti e non è questione di essere di destra o di sinistra , laici o cattolici ………Lo stato vuole la guerra ?? Noi iniziamo con una rivoluzione SARDA .I rappresentanti Sardi dei partiti nazionali prendano subito posizione in favore dei nostri diritti o sarà chiaro a tutti che sono dei servi dei poteri forti e delle lobby nazionali .SCHIENA DRITTA E TESTA ALTA , io sto con Mauro Pili , io sto con la SARDEGNA!!

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