IL MONDIALE DI CALCIO VISTO DAGLI EMIGRATI SARDI IN BRASILE: AL MARACANA’ CON LE BANDIERE DEI “QUATTRO MORI”


di Luigi Barnaba Frigoli *

“Tutti al Maracanà a tifare Italia, con il tricolore e la bandiera con i Quattro Mori”. Parola di Alberto Caschili, presidente del Circolo Sardo “Grazia Deledda” di Rio de Janeiro. A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di Calcio 2014 è alta la “febbre” da World Cup. L’entusiasmo per il maxi-evento va di pari passo con un’altra realtà. Quella delle polemiche per il denaro, anche pubblico, sperperato per l’organizzazione della kermesse sportiva, alla faccia dei tanti problemi che assillano il Paese, un colosso da quasi 200 milioni di abitanti. Come spiega bene lo stesso Caschili, numero uno del Circolo di Rio, che raduna in maggioranza cagliaritani e sassaresi. “Per organizzare i Mondiali sono stati spesi 20 miliardi di reais (oltre 6 miliardi di euro, ndr), ma gli investimenti non sono andati minimamente a risolvere i grossi problemi che ha il Brasile, soprattutto nel campo dell’assistenza sanitaria e dell’educazione. Non c’è da stupirsi che il popolo si sia rivoltato. Una protesta spontanea e non ispirata da partiti e sindacati, che ha accompagnato la vigilia della Coppa, che proseguirà durante le partite e sicuramente andrà avanti anche dopo la fine della competizione”. Dello stesso parere anche Angela Letizia Licciardi, presidentessa del Circolo Sardo “Giuseppe Dessì” di San Paolo, che ha le sue radici a Iglesias. “I Mondiali e il calcio in generale sono qualcosa di molto sentito dal popolo brasiliano. Ma da quando la macchina organizzativa è partita i cittadini hanno dovuto assistere a una lunga catena di sprechi. Uno sperpero di denaro, accompagnato da numerosi casi di corruzione, che ha giustamente scatenato indignazione. L’impressione è che il Governo e la Fifa abbiano stanziato tantissimi soldi, ma solo e soltanto pensando alla Coppa, senza curarsi dei veri problemi del Paese e delle esigenze della popolazione, che ogni giorno deve fare i conti con una grave inflazione e prezzi altissimi. E questo ha macchiato un evento atteso da milioni di brasiliani”. Quindi tv spente per portare avanti il boicottaggio? “No, i Mondiali li guarderemo ugualmente – aggiunge Angela Letizia – anche se non con la stessa allegria che avremmo avuto se le cose fossero andate diversamente. Con in più la triste consapevolezza che, una volta finito il Mondiale, il Brasile continuerà ad aver a che fare con i suoi problemi”. Ma guardando al campo da gioco, la presidentessa cosa tiferà? “Inizio col Brasile. Ma se la Seleçao dovesse essere eliminata non ci penserò due volte: il mio appoggio sarà tutto per la Nazionale italiana”.

* Unione Sarda

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