DA NUORO A PARIGI, LA GRANDE ASCESA CALCISTICA DI SALVATORE SIRIGU: LES MAINS SUR LE MONDE … "A FINE CARRIERA TORNERO' IN SARDEGNA PER RIPRENDERMI IL TEMPO PERDUTO"

Salvatore Sirigu, portiere del Paris Saint Germain

di Massimiliano Perlato

Salvatore Sirigu, classe 1987, è di Nuoro. Nato sportivamente nel Siniscola e nel Posada, ha cominciato a scaldare i guantoni da portiere nella “Puri e Forti” di Nuoro. Dalla personalità  schiva, è considerato da tutti un professionista serio, con la testa sulle spalle, dalla grande tenacia e tranquillità d’animo. Nonché dalla grande intelligenza. Dopo Gianfranco Zola, è il personaggio calcistico più conosciuto nel mondo della Sardegna. Affidabile, con buoni riflessi, freddo e sicuro fra i pali, è considerato uno dei migliori portieri del calcio italiano. Lanciato nella serie A italiana dall’allenatore Guidolin a Palermo, dove ha fatto le trafile giovanili. Rimane il rammarico di quel provino a 15 anni al Cagliari, dove è stato scartato. Da allora è cominciato il suo viaggio lontano da casa che è partito da Venezia. Prima di approdare in Sicilia, ha giocato nelle serie minori anche a Cremona plasmato da un altro grande allenatore, quale è Emiliano Mondonico. Che di Sirigu ha sempre detto: “Sarà uno dei migliori portieri del futuro”. Era il 2007 e per Salvatore il  cammino nel professionismo non era ancora cominciato. Il suo esordio in serie A arriva a fine 2009, in sostituzione del portiere titolare del Palermo. Da allora, grandi prestazioni e ottime parate lo hanno fatto diventare titolare dimostrando di fatto le sue qualità con un contratto a sei cifre. Nel 2010 è risultato il portiere con la media-voto più alta del campionato italiano. Nello stesso anno è arrivato anche il debutto in Europa League. Ma la grande chance per la sua carriera arriva il 28 luglio 2011 quando viene acquistato dal Paris Saint Germain per quasi 4 milioni di euro e un contratto di 5 anni a 1,2 milioni a stagione. La squadra francese è considerata ad oggi una delle principali protagoniste del calcio europeo e annovera campioni nelle sue fila quali Ibrahimovic, Lavezzi, Cavani e Thiago Silva. A Parigi ha vinto due campionati e una coppa di Francia. All’occhiello manca ancora la Champions League, ma il futuro per Sirigu potrebbe essere ancor più roseo. La sua carriera è anche colorata d’azzurro. A livello di Nazionale ha giocato nell’Under 18, nell’Under 19, nella più prestigiosa Under 21. Ha partecipato alle Olimpiadi del 2008. Poi il 28 febbraio 2010 la prima convocazione nella Nazionale Maggiore guidata da Marcello Lippi. Il debutto con l’Italia è però datato 10 agosto 2010 con il ct Cesare Prandelli per la partita amichevole contro la Costa d’Avorio. Ha partecipato come terzo portiere agli Europei del 2012 che si sono svolti in  Polonia e Ucraina ed ora sogna di partecipare al Mondiale in Brasile. Disponibile anche nei confronti della stampa, risponde a qualche domanda postagli attraverso il web:

Salvatore perchè hai voluto fare il Portiere? “E’ successo un pò per fortuna. Ho provato diverse posizioni e questo è quello che mi ha dato più emozioni positive. Questa scelta mi ha reso felice. Ho avuto un pò d’asma da piccolo, ma questo non ha influenzato la mia scelta, ma allo stesso tempo ha rassicurato mia madre, tutte le mamme sono così, pensano prima alla salute del figlio. Quindi lei ha preferito vedermi fermo in porta perchè in questo modo non correvo come gli altri”

Quando hai capito che poteva diventare il tuo mestiere fare il calciatore? “Il giorno in cui ho firmato il mio primo contratto. Prima mai. Quando sono arrivato al Venezia, ero già contento di essere lì senza un mio contratto. a volte mi dicevo ‘voglio diventare un giocatore professionista’ ma non lo pensavo mai veramente!”
La tua famiglia ti ha sostenuto? “Si e questo è fondamentale. Soprattutto per un sardo. Sono andato via di casa molto giovane, e il bisogno di rimanere in contatto con gli affetti era ancora essenziale. La mia è una famiglia molto numerosa, e ogni è sempre un enorme piacere rivederla. Nella Vita ci Vuole una Famiglia!”
Sarai il loro orgoglio: vengono a trovarti a Parigi? “Non molto spesso, perchè i miei fratelli lavorano. Ed è difficile trovare del tempo libero. Ma quando arrivano magari nelle feste, sono sempre dei bei momenti!. Poi, non penso di essere il loro orgoglio per il fatto di essere un calciatore. Credo di esserlo soprattutto perché alla fine sono una persona penso positiva con delle qualità umane che fanno star bene i tuoi genitori. Sono un uomo educato, rispettoso e cosciente della propria fortuna. Non tutti hanno la possibilità di avere un lavoro come il mio e questo va ricordato ogni giorno!”

Cosa fai fuori dal campo a Parigi?  “Io amo i cavalli e spesso vado a vedere gli eventi equestri.

Parigi è una città straordinaria. “E’ una delle città più belle al mondo. E’ piena di monumenti, è immersa nella storia. Quasi ogni strada ha qualcosa di meraviglioso che racconta il passato, la storia della Francia e dell’Europa. Spesso quando cammino ho l’impressione di trovarmi in un film”

La tua scelta di venire in Francia adesso è stata compresa dai tuoi connazionali?  “Si, perchè per molto tempo non è stata nella nostra mentalità. L’italiano ha sempre giocato a calcio e basta. Ma oggi il calcio è come la società, è cambiato. e l’italiano non ha più paura di guardare oltre il confine”

E’ una sfortuna essere preceduto da Buffon in Nazionale? “No! E’una grande fortuna essere suo compagno in nazionale. Per migliorarsi e avere qualcuno che ti costringe a puntare in alto. Spesso abbiamo l’abitudine di dire ad un nuovo portiere che arriva che è il nuovo Buffon. invece no, esiste un solo Buffon sulla terra. Lui mi ha insegnato ad essere ‘il vero Sirigu’. Dobbiamo ispirare gli altri a diventare autonomi, non ad imitare. E bisogna lavorare per mantenere una propria personalità”

Pensi che a volte siano troppo duri con te i giornali? “Nel mio lavoro se non ti piace la critica ti trovi molto male. Dobbiamo sempre pensare che si può migliorare.  L’unica volta che mi colpisce la critica è quando so che sono vere, perchè ho fatto una brutta partita.  Ma a volte leggo cose che mi fanno ridere tanto, perchè non significano nulla. Quando qualcuno dice che io non sono il  migliore, è un suo problema, non mio!”

Qual è il tuo sogno più grande: Vincere la Champions o La Coppa del Mondo? “Mai ordinare i propri sogni. sono due grandi ambizioni ma sognare è gratis! Chiunque può farlo. Cercherò di raggiungerli e poi ne parlerò. E’ meglio così no?!  Perchè in questo momento la gente parla del Paris Saint Germain senza giuste misure. Vinciamo e siamo i più forti al mondo: perdiamo una partita e siamo il disastro nazionale. Questo è il motivo per cui, non parlo dei miei sogni e lascio parlare il campo.”

Sai già cosa farai alla fine della tua carriera?  “Tornerò in Sardegna. Ho lasciato la mia terra troppo presto. Mi riprenderò il tempo perduto e li potrò esporre, spero, anche i miei trofei.”

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