FRANCESCO COSSIGA E LA DECLASSAZIONE DEL SEGRETO DI STATO

nella foto Francesco Cossiga

di Maria Vittoria Dettoto

La data di ieri entrerà nella storia della seconda Repubblica. Il 22 aprile 2014, viene infatti approvata dal governo Renzi, una direttiva che impone la declassificazione del segreto di Stato,degli atti relativi alle stragi di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna, rapido 904.

La direttiva giunge in realtà a conclusione di un percorso normativo iniziato sette anni fa.
Con la legge 124/2007,venne approvata la riforma dei servizi segreti e del Segreto di Stato,che introduceva per la prima volta il concetto di trasparenza nella gestione dei documenti e riduceva a trenta anni la durata massima del Segreto di Stato.

Quattro anni dopo,l’attuazione del regolamento che col governo Monti si occupava delle informazioni declassificate e si riproponeva di  presentare entro il 2012, un documento riportante tutti i documenti decretato.
La direttiva approvata ieri dal governo Renzi riparte dunque dal lavoro del governo Monti. I documenti verranno versati secondo un criterio cronologico, partendo dal più antico al più recente , superando l’ostacolo cronologico minimo dei quaranta anni imposti dalla legge,fatto che vale per tutte le amministrazioni prima di poter destinare una unita archivistica alla’Archivio centrale.

I documenti decretato sono contenuti in diversi ministeri:dal Ministero dell’Interno a quello della Giustizia, sino ad arrivare a quello degli Esteri.

Il premier Renzi ha affermato che l’iniziativa permetterà ai familiari ed ai parenti delle vittime,di avere giustizia.
Il segreto di Stato introdotto attraverso una legge del 1977,ha di fatto impedito la divulgazione di notizie sulle quali veniva apposto il rango di riservato-riservatissimo-segreto o segretissimo a seconda della scala di valutazione di segretezza che veniva apposta allo scopo preventivo di evitare la diffusione di notizie che potessero in qualche modo acuire la strategia della tensione propria degli anni di piombo, periodo storico che inizia nella seconda meta degli anni sessanta.

Periodo nel quale rientrano le stragi coinvolte dalla declassificazione.

Il segreto di Stato, si scontrava oltre che dall’esigenza ed il diritto dei familiari delle vittime di conoscenza della verità anche col principio del diritto della libertà di stampa,che si trovava di fronte agli atti decretato a dover dare notizie monche di verità o informazioni che risultavano spesso fondamentali per giungere alla scoperta dei responsabili o presunti tali della strage stessa.

Apprendendo la notizia della approvazione di questa direttiva il mio primo pensiero è andato a Francesco Cossiga, che coi servizi segreti andava a braccetto..

In molti, al momento della sua morte, dissero che si era portato dietro nella tomba chissà quanti segreti avendo intrattenuto rapporti stretti sin dagli arbori di organismi come il SISDE; avendo ricoperto la carica di Ministro dell’Interno nel corso del sequestro Moro sino a dimettersi dopo la morte dello stesso; avendo poi ricoperto come Presidente della Repubblica, il capo delle Forze Armate.

C’è, all’interno del libro “Francesco Cossiga dalla A alla Z” di Anthony Muroni (attuale direttore dell’Unione Sarda), un paragrafo nel quale si parla proprio di Ustica e di una dichiarazione riportata dal Cossiga, che affermava già parecchi lustri fa, che la strage stessa non fosse stata dovuta ad un errore umano.
Già allora,aveva provato a desecretare la notizia il nostro caro Francesco.

Dopo aver appreso la notizia dell’approvazione della direttiva di ieri, l’ho immaginato rigirarsi nella tomba.
Con sul viso, un sorriso beffardo…

Una risposta a “FRANCESCO COSSIGA E LA DECLASSAZIONE DEL SEGRETO DI STATO”

  1. Sono sconcertato!! nel leggere in un blog tutto Sardo di (tottus in pari)…e che si parli di tutte le stragi dagli anni 60" sino ai giorni nostri..senza nemeno eccittare la strage della MOBY-PRINCE della sera 10 aprile 1991 la dove perirono 140 persone, "quasi tutti nostri corregionali SARDI"!! come se i parenti delle vittime non abbiano diritto a una giustizia…e VERGOGNOSO!! CHE DOPO 23 ANNI NON CI SIA UN SOLO COLPEVOLE…E SIA FINITO NEL DIMENTICATOIO!! e si parli ancora di tutte le altre stragi.
    Devo confessare, che non mi sono mai sentito un cittadino italiano!! di una nazione la dove considera ancora oggi un popolo (quello sardo) da serie "B"….

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