TRASPORTI: GLI EMIGRATI, UNA CATEGORIA AMATA SOLO NOVE MESI ALL'ANNO. LA SOCIOLOGA ADELASIA DIVONA: "LA REGIONE E' MATRIGNA!"

nella foto Adelasia Divona

di Massimo Lavena

Le opinioni relative alla crisi dei trasporti da e per la Sardegna sono continuamente in evoluzione. Non passa giorno che tra annunci di nuovi cassaintegrati da parte di Meridiana, comunicati relativi alla situazione finanziaria di Alitalia, dubbi e polemiche sul contenuto della cosiddetta nuova continuità territoriale si apra qualche nuovo fronte. L’ultimo, scoppiettante e particolarmente chiassoso, nasce da una polemica in corso in seno al mondo dei sardi emigrati: da un lato si oppone alla Regione una dura critica perché nel piano dei trasporti aerei le tariffe durante i mesi estivi subiranno un aumento sino a tre volte il prezzo pagato dai residenti; dall’altro si prospetta una certa non intraprendenza da parte dell’associazionismo degli emigrati davanti alla prospettiva di apparire sempre più “sardi per finta”. Il grande nodo resta la debolezza elettorale dei sardi emigrati in Italia ed all’estero per le Regionali, fattore che li porta al di fuori da una reale appettibilità politica. Adelasia Divona, sociologa, già campionessa italiana di pallamano difendendo la porta della De Gasperi di Enna, è stata per tre anni responsabile della cultura del circolo dei sardi di Udine, città nella cui provincia risiede.

Sardegna madre o matrigna? La Regione non facilita il rientro degli emigrati. La nuova cosiddetta continuità porta a fare varie valutazioni: il costo del servizio è uguale per nove mesi l’anno e diversificato i tre mesi l’anno che per l’economia della Sardegna sono i più importanti. E qui bisognerebbe aprire un capitolo su quanto concerne la destagionalizzazione dei flussi, visto che la Sardegna è un luogo turisticamente appettibile circa 10 mesi l’anno: questo è un fattore da tenere in conto. Poi bisogna vedere il cambiamento delle regole del gioco laddove si dice che se un vettore non riempie l’aereo per il 50% il volo può essere cancellato: è un’altra discriminante pesante scelta dalla Regione con un atteggiamento veramente miope. Davvero non si capisce come possa essere spacciato per provvedimento adottato per il bene dei sardi. Vorrei capire se sono state fatte valutazioni delle cosiddette conseguenze inaspettate della loro decisione politica, per dire che questa decisione dei nove mesi tutti uguali e dodici mesi solo per i sardi residenti che mantengono il privilegio. Rispetto a questo atteggiamento spacciato come benefico per i sardi tutti, su quali basi sono state valutate le conseguenze? Perché questo governo regionale gioca a nascondino considerando peraltro l’avvallo di quella cosa atroce della cancellazione dei voli se non sono pieni al 50%? Da una risposta del ministro Lupi ad una interrogazione del parlamentare Pili, risulta che si tratti di una modifica fatta addirittura su richiesta della Regione stessa.

Cosa può scaturire da questa situazione? Noi siamo imprigionati, chi dentro e chi fuori: siamo comunque reclusi. Pensiamo a un libero professionista che decida di lavorare sia nel posto dove vive sia in Sardegna, trovandosi magari partner nell’Isola, e che periodicamente viene in Sardegna. In estate, da professionista residente fuori, praticamente smetto di venire in Sardegna per i costi improvvisamente elevati. Allora a quel punto viva “santa” Ryanair, viva il libero mercato. Che senso ha firmare convenzioni che ci danneggiano? Resto perplessa per decisioni vendute “per il bene dei sardi”. Se la Madre Patria ti respinge non ha senso tornare: allora il mio futuro me lo costruisco lontano.

Cosa spaventa negli emigrati? C’è un timore di fondo rispetto alla categoria “emigrati”, perché portatori di un senso critico proprio perché svincolati dal voto. Ci possiamo esprimere liberamente in riferimento sulle politiche regionali che dall’esterno viviamo come deleterie: sia le scelte dell’attuale governo regionale sia le potenziali scelte del futuro. Noi abbiamo questa diminutio che non abbiamo il diritto di voto, ma se lo vogliamo abbiamo il valore aggiunto della critica. Ma attenzione: nel mondo dell’emigrazione ci sono tanti interessi.

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