"NON CI SCUSIAMO PER IL DISTURBO" TOUR: AL CIRCOLO "GIUSEPPE DESSI'" DI TRENTO, LA SANA FOLLIA DEL TREKKING COME TERAPIA


di Salvatore Dui

Dopo il saluto del presidente Onorario della S.A.T. Franco Giacomoni, che illustra i sentimenti di amicizia, vicinanza e solidarietà,  inizia la serata di presentazione del libro “Non ci scusiamo per il Disturbo”, preceduto dalla proiezione del film “Semus fortes” già presentato al festival del cinema della montagna a Trento nel 2011 e che riscontrato notevoli consensi.

Siamo tanti in sala, sardi e trentini insieme, e seguiamo sullo schermo il cammino di questi ragazzi, accompagnati dai loro terapeuti e infermieri, oltre che dalla guida sicura di Giampietro Carta, vero re pastore del supramonte di Baunei.

Il percorso aspro e selvaggio dei contrafforti dell’Ogliastra, fa da sfondo all’avventura dei giovani ospiti del gruppo terapeutico Andalas de Amistade Trekking di Villacidro.

Il cammino diventa una sfida, per superare l’isolamento, il dolore provocato dal disagio e dalla malattia. Eppure a vederli percorrere in fila indiana, passaggi impervi, ad aiutarsi l’un con l’altro, si scopre un mondo, che noi “normali”, accecati dai troppi stimoli e assordati dal troppo frastuono delle nostre vite non riusciamo a vedere e ad ascoltare.

Ma è quando i ragazzi cominciano a raccontare le loro esperienze, le loro paure e le loro angosce, che scopriamo quanto è importante questa forma di terapia innovativa, basata sul rapporto con l’altro e l’incontro con la natura.

E’ attraverso le parole di Efisio, che racconta, strappando emozioni, che il trekking, ha aiutato lui e gli altri del gruppo a recuperare autostima dopo periodi di buio, di rifiuto di se stessi, di consapevolezza delle proprie capacità, di risultati perseguiti e raggiunti; di aiuto prestato agli altri del gruppo che magari durante il cammino ha rallentato, perché in alcuni momenti si sentiva ancora fragile.

Tutto questo l’abbiamo poi appreso dal volume, scritto a più voci da questi ragazzi, mirabilmente coadiuvati dal dottor Alessandro Coni, che al termine dell’incontro ci ha raccontato come le cose semplici, siano poi quelle più efficaci per raggiungere risultati lusinghieri, e con una splendida metafora, ricordando il momento difficile che la nostra Isola sta attraversando, ha ricordato che nonostante la furia degli elementi, i muretti a secco e i nuraghi sono rimasti in piedi, simbolo di fortezza e insieme di rispetto della Natura.

A nome del Circolo Giuseppe Dessì di Trento, Antonio Cossu ha detto non senza un velo di commozione, che vedere e ascoltare questi giovani l’ha reso orgoglioso come non mai di essere sardo, e di concerto ha ringraziato gli amici trentini che hanno ospitato la presentazione di questo bellissimo e insolito libro.

Chi scrive queste note, ha ringraziato i ragazzi e i loro medici e infermieri che li hanno accompagnati in questo innovativo progetto, ricordando un motto antico ma sempre valido per aspera ad astra –   e cioè che attraverso le difficoltà si arriva alle stelle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *