"ISURA DA FILA'", LE IMMAGINI DIMENTICATE: L'UMANITARIA E LA CINETECA SARDA HANNO RECUPERATO FILMATI IN 16 MILLIMETRI CHE SONO STATI MONTATI DA MARCO ANTONIO PANI

Marco Antonio Pani

di Fabio Canessa *

Come un secolo fa, agli albori del cinema, quando i film venivano musicati dal vivo. Per ricordare Fiorenzo Serra, grande documentarista e pioniere dell’antropologia visuale nell’isola, la Società Umanitaria organizza a Sassari, la città del regista, un cineconcerto dal titolo “Isura da filmà”.

La Sardegna filmata in libertà da Serra, preziosi materiali inediti girati in pellicola 16 mm verso la fine degli anni Quaranta, immagini di grande valore che sarà possibile vedere nel montaggio curato da Marco Antonio Pani e con l’accompagnamento della musica creata per l’occasione da Paolo Fresu.

L’appuntamento è per mercoledì 25 settembre al Teatro Comunale, piazzale dei Cappuccini, alle 21 (ingresso libero fino a esaurimento posti). Sul palco per eseguire dal vivo la colonna sonora insieme a Fresu (tromba, flicorno, effetti), ci saranno Bebo Ferra (chitarre), Gavino Murgia (sassofoni, voce) e l’Alborada String Quartet composto da Anton Berovski, Sonia Peana, Nico Ciricugno e Piero Salvatori.

Per volontà dello stesso Fiorenzo Serra dopo la sua scomparsa i suoi materiali inediti sono stati affidati alla Società Umanitaria-Cineteca Sarda perché li custodisse e li valorizzasse. Un esempio di valorizzazione è questo progetto reso possibile con il coinvolgimento di partner istituzionali: la Regione e la Fondazione Banco di Sardegna, ma anche il Comune e l’Università di Sassari.

«Per noi – spiega Salvatore Figus, coordinatore della Società Umanitaria della Sardegna – è come un dovere nei confronti di Fiorenzo Serra di cui abbiamo tutto l’archivio cinematografico. Stavamo lavorando a un volume, che uscirà a breve, sulla nascita del suo film “L’ultimo pugno di terra” e abbiamo riscoperto nell’archivio questi filmati in 16 mm che sembrano come degli appunti cinematografici per i documentari realizzati in seguito. C’è la solita attenzione al mondo agro-pastorale, ma meno che in altri suoi lavori successivi, c’è uno sguardo molto interessante sulla religiosità popolare, c’è Alghero ma soprattutto Sassari. La sua Sassari».

Materiale affidato al regista Marco Antonio Pani che ha costruito un film di circa cinquanta minuti facendo rivivere le immagini di Serra che trovano nuova linfa anche grazie alla partitura musicale ideata da Paolo Fresu.

«Quando mi hanno proposto la cosa – spiega il trombettista di Berchidda – avevo dei dubbi legati un po’ agli impegni, ma sono spariti non appena mi hanno fatto vedere un po’ di quelle immagini di Fiorenzo Serra. Così emozionanti, commoventi, vere anche in quel girato disordinato com’era all’origine prima del lavoro di montaggio di Marco Antonio Pani. Son rimasti ovviamente dei dubbi su come affrontarlo musicalmente, se usare gli strumenti della tradizione oppure no. Alla fine abbiamo deciso di creare qualcosa di diverso, usando per esempio anche le strumentazioni elettroniche. Le immagini hanno un tale forza che la musica doveva essere completamente al loro servizio».

L’omaggio a Fiorenzo Serra non si conclude però con il cineconcerto di mercoledì sera, con la prima proiezione pubblica di “Isura da filmà” e le musiche eseguite dal vivo da Fresu con Gavino Murgia, Bebo Ferra e i componenti dell’Alborada String Quartet.

Dal giorno seguente, giovedì, le iniziative si trasferiscono all’università, nell’aula umanistica del Dipartimento di storia. Dalle 16 verranno proiettati dieci cortometraggi realizzati dal documentarista tra il 1955 e il 1969.

Una retrospettiva che mette in evidenza il progetto antropologico del regista sassarese, interesse che passava attraverso il cinema come mezzo capace più di ogni altro, fermando nell’immagine in movimento nel tempo e nello spazio, di restituire la storia in tutta la sua concretezza.

Questi i corti che si potranno vedere: “Pescatori di corallo”, Nei paesi dell’argilla”, “Artigiani della creta”, “Sagra in Sardegna”, “Maschere di paese”, “L’autunno di Desulo”, “Carbonia anno Trenta”, “Un feudo d’acqua”, “Dai paesi contadini”, ” La novena”.

Venerdì infine in programma un’intera giornata di studi con il convegno “Fiorenzo Serra tra antropologia visuale e cinema”. L’apertura dei lavori è fissata per le 9.

Dopo il saluto delle istituzioni Mario Atzori coordinerà gli interventi di Renato Morelli, Silvia Paggi, Simone Ligas e Manlio Brigaglia. Nel pomeriggio, con inizio alle 16, i relatori coordinati da Giuseppe Pilleri saranno Gianni Olla, Antioco Floris, Gianni Murtas e Riccardo Campanelli.

* Nuova Sardegna

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