CON I PROGETTI "IGIA" ED "ELEONORA", LA SARDEGNA SARA' RICOPERTA DALLE TRIVELLE DA UTA SINO AD ARBOREA


Ricerca di idrocarburi nell’isola, il comitato ‘No Trivelle in Sardegna’ avverte: “da Uta fino ad Arborea la Sardegna diventerà un colabrodo”. Secondo il movimento civico sono grandi le probabilità di inquinamento per i progetti di studio del sottosuolo delle società Saras, Tosco Geo e Geoenergy.

Progetto Igia: rinascita per il territorio, oppure l’ennesima speculazione energetica? Insieme al Progetto Eleonora, è uno delle più importanti proposte per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo sardo e interessa una decina di comuni tra il Sulcis e il Medio Campidano.
Sono in tutto tre le società interessate per la ricerca e lo studio del sottosuolo dell’isola: la Saras, la Geoenergy e la Tosco Geo. La Saras è impegnata a realizzare due grandi progetti di ricerca, uno riguarda gli idrocarburi, l’altro il geotermico. I Comuni interessati sono Assemini, Decimomannu, Decimoputzu, Samassi, Sanluri, Serramanna, Villasor, Villaspeciosa e Uta. La Tosco Geo e la Geoenergy sono invece interessati alla geotermia, con i progetti ‘Villacidro’, ‘Guspini’ e ‘Siliqua’. I comuni interessati sono Gonnosfanadiga, Siliqua, Uta, Vallermosa, Villaspeciosa, Samassi, Villasor, Villacidro, Decimoputzu, Decimomannu e San Gavino Monreale.
Ma il permesso per la ricerca di idrocarburi da parte della tre società ha cozzato contro l’ostruzionismo da parte degli abitanti. Alcuni attivisti hanno creato un comitato chiamato “No ai Progetti IGIA e Siliqua – Ferma le trivelle nel Campidano”, che tenta di opporsi ai progetti di trivellazione e sfruttamento del sottosuolo presentati al Ministero dello Sviluppo Economico da Saras, Geoenergy e Tosco Geo. Il comitato teme soprattutto risvolti negativi legati all’impatto ambientale dei progetti.
Giordano Corallo, uno dei rappresentanti del movimento, ha espresso una grande preoccupazione. “La Sardegna con i progetti ‘Eleonora’ e ‘Igia’ sarà ricoperta dalle trivelle, da Uta sino ad Arborea”. Secondo Corallo sono 600 gli ettari che potrebbero essere sottratti per le ricerche. “Per non parlare dell’impatto ambientale che ne consegue. Le trivelle arrivano fino a 32 km dal sottosuolo, smuovendo la terra e creando il vuoto. C’è il rischio di svuotare e contaminare le falde acquifere”. E poi avverte: “Non è lontana la possibilità che i lavori possano causare eventi sismici”.
Il movimento si è immediatamente attivato per scoraggiare le tre società ad effettuare gli studi di ricerca per nuovi idrocarburi. Prima di tutto con iniziative di carattere informativo per la popolazione coinvolta: tantissimi gli appuntamenti per fare il punto sulla situazione, con sale strapiene di cittadini che vogliono capire esattamente che succede. Inoltre il movimento civico sta preparando relazioni da presentare alla Regione che dimostrano la pericolosità dei progetti. C’è poco tempo però: gli attivisti hanno solo sessanta giorni di tempo per ogni progetto presentato dalla Saras, Geoenergy e Tosco Geo.

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